giovedì 8 dicembre 2011

Argentina da nord a sud - 4.700 km in bus più Buenos Aires: parte 4!

6 novembre - Salta la linda

Ore 15.51 di lunedì 7, son sul bus che mi porterà a San Juan; per fortuna non c'è molta gente, ho spazio per dormire e ora non ho molta voglia di fare conversazione.

Ho accesso per la prima volta l'ipod dopo Parigi, vedo il verde e la campagna che passa, mi rilasso e mi viene da ripensare a questi giorni.
La giornata di ieri, domenica, è stata molto tranquilla; mi son svegliato con molta calma, sia per la serata che per la stanchezza accumulata nei giorni precedenti.
A colazione provo il famoso "sottomarino" una botta fatta da latte caldo dove far sciosciere una tavoletta di cioccolato e per star leggero mi sparo anche due medialuna, succo e acqua (tutto per 30 pesos, 5 euro).


Ci saranno più di 30 grandi, caldo soffocante, e sento i vicini che parlano dell'Italia.
Sono tre vecchietti che discutono di crisi economica, di Berlusconi, dell'Europa.. non posso non intervenire e dire la mia.
Con loro parlo per un oretta e mi salutano la frase classica.. "suerte".
Mi sembra quasi che questi vecchi argentini siano quasi contenti della nostra crisi, un pò di senso di rivalsa come per dire "Prima è toccato a noi e ora a voi, ben vi sta!"
E' domenica e si vede.. infatti è tutto chiuso e non c'è in giro un'anima.
Con sempre più clado mi giro per bene la città.. piazze, cattedrale, chiesa San Francesco, Basilica, strade con edifici coloniali, convento e per finire il bel parco San Martin con il laghetto (questo infatti è l'unico posto dove c'è gente).
Per chiudere il giro vado verso la funicolare per poter vedere la città dall'alto, qui più che la bellezza della città è l'ambiente che è interessante.. tante piante, fontane e minicascate che rinfrescano parecchio l'ambiente.

SALTA DALL'ALTO

Alle 5 son parecchio stanco, ma non ho voglia di dormire e così torno nella piazza principale a godermi un paio di cerveza.
Tornato alla Posada dove alloggio trovo i due proprietari, una coppia sui 60anni e la signora è di origini italiani, di Alba.
Iniziamo a parlare di tutto.. dal loro amore per l'Italia, dell'Argentina, i modi di vivere così simili tra di loro, sulle abitudini perse.. si scherza e si ride
Alle 8 la sciura ci lascia, deve andare a preparare l'asado da fare in famiglia (la tradizione della domenica sera) e così finiamo io, il vecchio e il ragazzo che fa il turno notturno a guardare la partita del Boca in tv con una bottiglia di birra fresca da 970.
Per cena mi consigliano un posto dove vanno loro, poco turistico.
Qui scopro anche che esiste l'adaso d'asporto, come da noi la pizza, chiami-ordini e passi a prendere la carne già pronta.. semplice, no?
Io mangio Bife de costilla (praticamente costine tagliate in orizzontale).. saranno due pezzi lunghi 35 cm, alti 10 e spessi 2..con la carne prendo poi insalata, quartino di vino, dolce, caffè.. tutto delizioso e spesa di soli 100 pesos.



Cattedrale di giorno

Chiesa San Francesco

Io al Parco

CATTEDRALE IN NOTTURNA

TAVOLINI DI CACTUS

VIVA LA PRESIDENTESSA!

7 novembre - Si lascia il nord

Una cosa di cui non ho ancora parlato è il cibo.
Io ho sempre mangiato di tutto ovunque sia andato, mi piace assaggiare e provare la cucina locale.
Ecco qui il cibo è veramente ottimo, di sicurò non morirò di fame.

Ecco cosa ho assaggiato in questi giorni
Colazione: molto italiana, caffèlatte, mezzelune (che sono come i nostri cornetti, più piccoline ma con molto più burro), sottomarino (latte e cioccolato) invece troppo pesante per i miei gusti
Pranzo: in genere panini o simili.. tra questi
Humitas - involucro di mais con farina con all'interno ingredienti vari.. bocciate!
Empanades - tipo i nostri panzerotti ripieni di carne, pollo o formaggio/prosciutto. ottimi, molto buoni
Milanesas - uguale alla nostra, si mangia nel panino, a pranzo è un must
Cabrito - il capretto mangiato sabato sera alla pena, gigante e molto molto saporito.
Bife de costilla - costata alta di Manzo con filetto, spettacolare come tutta la carne qui.
il gelato - veramente buono, come quello italiano

Per il bere ho notato che il vino non è male ma lo bevono molto molto giovane (mi davano sempre bottiglie del 2010).
Delle birre dipende la marca, la Salta è un'ottima birra mentre la quilmes non mi piace, nonostante dicano che sia la preferita dagli argentini anche loro concordano che non è molto buona e che se ne bevi abbastanza dopo un pò ti viene mal di testa più facilmente delle altre.
E' la più venduta semplicemente perchè è la più economica.


Ore 18.37, ho finito di vedere un film argentino mentre il sole alla mia destra sta iniziando a calare lasciando la pampas al buio.
Nell'Ipod Cremonini canta "Che cosa mi aspetto dal domani?".. bè è quello che mi chiedo un pò anch'io.
A proposito, qui è partito il bingo sul bus, per neanche un numero.
La giornata di oggi è stata un pò di transizione in attesa di prendere il bus.
Mi son svegliato presto, preparazione della valigia e via di nuovo in giro per la città di Salta.
E' incredibile come una città in pochi giorni diventi così famigliare, ti giri con sicurezza, sai dove cercare quello che vuoi, hai presente le distanze e molte incertezze e paure svaniscono.

Il caldo è forte anche oggi e dopo colazione decido di fare finalmente la SIM argentina.
La città è trasformata da ieri, è un casino assurdo! Code ovunque.. per andare in banca, per comprare i biglietti del bus e ovviamente per il cell.
Fatta la SIM cazzeggio un pò in giro senza una meta precisa, per caso sento una pacca sulla spalla, è il ragazzo del turno notturno della posada con suo figlio. Mi abbraccia e ci salutiamo.

Torno al mercato centrale, dove il primo giorno avevo preso della frutta. E' in pieno fermento.. bancarelle, colori vivaci, gente che parla, musica latina.. un miscuglio affascinante, ma del resto le insegne colorate e le scritte tipicamente sudamericane sono inconfondibili.
Mi prendo una spremuta d'arancia, il tipo mi fa mille domande.. anche lui sulla crisi.ect.. mi sorprende che siano così interessati.. alla fine mi saluta stringendomi la mano.


MERCATO CENTRALE

Ecco una cosa che non si deve avere qui è essere schizzinosi.
Puoi passare da un abbraccio, una stretta di mano a mangiare in posti "particolari", e poi fare due ore in colectivo seduto sulle scale; se si è schizzinosi e ti metti a pensare all'igene... ciao..
Lasciando il mercato noto l'ennessima auto d'epoca mezza sfasciata. Ne è pieno! auto, cammion, trasporta verdure, ect. Avranno 30-40 anni ma vanno avanti.. infatti qui è pieno di officine e di meccanici.

Ripensando a Salta mi torna in mente la serata alla Pena di sabato sera.. le loro musiche, Albano che cantava, i ballerini vestiti da Gauchos, la gente al tavolo che accompagnava.. ero da solo ma me la sono goduta.

E' ancora lunga, ora ci avviciniamo ai posti più vicini a noi, Bariloche.. Buenos Aires.. chissà come saranno?
Dai, mancano poi solo 13 ore per arrivare.. non c'è fretta e io non vado di corsa.

sabato 3 dicembre 2011

Argentina da nord a sud - 4.700 km in bus più Buenos Aires: parte 3!

5 novembre - A due passi dalla Bolivia

Mi sveglio presto anche perchè ho dormito un pò male e alle 8 e mezza non c'è ancora in giro nessuno, meglio potrò un pò godermi da solo Tilcara.

Faccio colazione, mi pelano 20 pesos (3,5 euro, ma qui è veramente tanto) e inizio a camminare per le strade sterrate, evitando la via principale ma partendo da quelle esterne..

Strade di Tilcara

Le case basse in mattoni, alcuni venditori di frutta, il fango misto al cemento per le costruzioni, un vecchio in bici che mi saluta e un indio che dopo uno scambio di parole mi invita a casa sua per vedere gli strumenti che suona..
Mai come ora capisco quanto la prima impressione può essere quella sbagliata, il posto è totalmente diverso da quello che mi aveva accolto al buio ieri sera.

Lama

Vado a Pucara, l'insediamento precolombiano attaccato alla cittadina, di prima mattina; oltre a me ci sono solo due persone visto che i bus turistici devono ancora arrivare, fantastico.

Pucara di Tilcara

L'insediamento è sopra una collina da dove si ottiene un panorama mozzafiato delle montagne colorate dal sole e della strada che taglia la vallata verde.. una volta questa era una posizione strategica da dove le popolazioni precolombiane potevano controllare ben due fiumi, ormai ridotti a miseri torrenti.

In cima alla Pucara

La cosa che mi colpisce di più è l'altezza delle case, ma quanto erano bassi???? 1 metro e 20??
Tutto intorno è un captus dietro l'altro.. alti,bassi, verdi, alcuni morti. ce ne sono di tutti i tipi, poi sono i primi che vedo dal vivo e faccio anche la prova spina.. pungono veramente!


Torno in città e visito la piazza con le bancarelle del mercato e i soliti manifesti pro Cristina.. e mi convinco ancora di più che vuole diventare la nuova Evita.
Faccio anche il mio primo acquisto, un cofanetto porta monete fatto con il legno delle diverse piante che si trovano in zona.. la trattativa è estenuante, tra un "discuento por l'amigo italiano" e il "Yo soy Italiano, no me engañar" e tante pacche sulle spalle, riesco a portarlo via a un ottimo prezzo.
In piazza rivedo prima la coppia di ieri delle Grandi Salines (confermo.. lei che gran tette!) e poi alla stazione degli autobus Juan..
Ci salutiamo con un abbraccio visto che io prendo il bus per Humahuaca e lui torna indietro.. passando il tempo a parlarci dimentico di fare una foto alla stazione degli autobus, peccato era troppo "volgare".

Vecchio ponte che collega la città di Ticara

Dal Colectivo mi faccio lasciare a metà strada, esattamente a Huacalera, per poi andare a piedi al monolite del Tropico del Capricorno.
Nei 10 minuti a piedi guardo il paesino, qui si è proprio fuori dai circuiti turistici.. a confronto Tilcara sembra Miami visto che qui in genere la gente arriva direttamente al monolite con i bus, scende, fa la foto e riparte.
Io passo in mezzo agli abitanti, mi guardano come io guardo loro .. per curiosità.

Monolite Tropico Capricorno

Faccio le foto sulla linea del Tropico e mentre un contadino zappa la sua terra penso al caldo che sto soffrendo io e alla fatica che starà facendo lui.


Altro colectivo ed arrivo alla mia destinazione finale. Humahuaca..
Mi oriento un attimo e faccio amicizia con un giovane austriaco che, zaino in spalla, si sta facendo Paraguay, Bolivia e Argentina.
Il ragazzo è veramente forte, a 21 anni ha lasciato casa per andare a lavorare per un'associazione a Panama e ora ha deciso di fare questo giro... a volte invidio questi "pazzi" che hanno il coraggio di lasciare tutto non per 3 settimane come me, ma per mesi.. adattandosi a tutto e avendo una sola certezza, la data del loro aereo di ritorno.
Passo con lui due ore in giro per il paesino, giriamo un pò a zonzo tra strade sterrate (ormai ci sono abituato), case colorate e mercatini a ottimi prezzi (dove compro un paio di berretti tipici).



Il paesino di Humahuaca

Il posto è quello più reale di quelli visti finora, mi esalta ma mentre mangio una milanesa (panino con dentro una fettina di carne alla milanese, come in Italia) con l'Austriaco penso che passare qui il sabato sera non sia molto una grande idea.
Non cerco la solitudine, cerco continui stimoli e posti interessanti, così opto per smentire il mio programma e me ne torno a Salta..
Sono le 4 passate e ci vorranno almeno quattro ore e mezza, ma la decisione è presa.. così saluto l'austriaco e salgo sul colectivo.
Ma sottovaluto che è sabato e che molti tornano in città dopo aver fatto acquisti in Bolivia e così sul bus si trova di tutto.. giocattoli, borsoni pieni, cibo e quindi mi tocca fare le prime 2 ore fino a Salvador Jujuy seduto sugli scalini (il bus è a due piani) a parlare dell'Argentina e della vita in generale con un ragazzo dall'espressione spenta un pò mezzo-fatto..uguale al Roby-parrucchiere!


Vista dal Bus tornando a Salta

Arrivo a Salta alle 8 e mezza di sera, come è diversa l'impressione che mi fa.
Quattro giorni prima, appena atterrato, avevo quasi un pò di paura, vedevo le strade fuori dal centro come pericolose.. da evitare, ora mi sembra quasi di tornare a casa.. incredibile!. (Rileggiendo ora questo pezzo e ripensandoci, è veramente questa la sensazione che ho provato.. di tornare a casa, stranissimo... ma non solo per le strade che bene o male riconosci o per l'orientamento... ma anche come quando dici "eccomi, son tornato".. difficile da spiegare)
Anche la lingua mi sembra un ostacolo superato, parlo con tutti.. utilizzando un misto di spagnolo e italiano.. e come ultima spiaggia l'inglese.
La giornata sarebbe già stra-piena così ma è sabato sera, mi tocca uscire e vedere com'è la nightlife locale!


Sono le 18.40 di domenica e sono in piazza centrale bevendo una cerveza... come diceva la lonely planet su questo? sensazione indescrivibile.
La serata di sabato? Che dire... ho fatto più che bene a tornare a Salta!
Una volta arrivato alla Posada, doccia veloce e mi son buttato subito per le strade.
Alle 9 e mezza in giro è pienissimo, bambini, famiglie, sembra che tutta la città sia in giro... io opto per provare una "Pena", locale tipico di Salta.
Locale a luci basse dove si mangia mentre c'è uno spettacolo di musica e ballerini che coinvolgono la gente.. ormai è diventato un pò turistico, però almeno è pieno di argentini.
Mangio da solo, bottiglietta piccola di vino e un cobrito gigante (agnello). Tutto è veramente ottimo e lo spettacolo merita, la gente applaude, alcuni partecipano ballando, e a cantare prima dall'arrivo delle Spice Girl locali c'è il sosia di Albano.

Provo ad agganciare le due giovani vicine di tavolo offrendo loro una rosa (e si.. Rosario c'è anche in Argentina).. si fa due chiacchiere ma poi vengono raggiunte dai fidanzati. :roll:
Allora esco e vado nella via Balcarce.. "penas", ristobar, club, bar.. sono tutti strapieni
Bevo un caffè e un cuba ma ecco qui mi sento un pò solo. E' la prima volta che mi trovo così e non so che fare.. Le disco iniziano alle due e prima sono tutti posti con le varie compagnie sedute ai tavoli, non è facile attaccare bottone.
Che faccio? Torno a casa? Mi ubriaco? non lo so.
Passeggio avanti e indietro per la strada e anche la stanchezza sale.. sto per mollare e tornare a dormire, ma poi reagisco.. quando mi ricapita di fare un sabato sera a Salta? Mai!
Per strada fermo dei gruppi di tipe per chiedere info su locali e ora, tutte sono molto simpatiche anche se molte sono giovani giovani.
Si fa due parole, con alcune mi metto anche al tavolo con loro per una bevuta.. e poi alla due vado nel locale per noi "vecchietti", con musica latina.
Provo il loro cocktail preferito (nel senso che lo bevono tutti), il FernetBranca/Cola.. orribile!.. il bello è che quando dico a loro che in Italia nessuno beve più Fernet tutti rimangono stupiti quasi come se gli dicessi che noi non mangiamo più la pasta!


Con alcune ballo, una in particolare lo struscio è molto "avvolgente", ma non si supera mai la soglia della "qualificazione ai mondiali", poi mi fisso con una che però fa il gioco del tiramolla.. viene a ballare, si parla e poi scappa.. poi ritorna a ballare a parlare e riscappa di nuovo.
Mi sembra di essere in Italia, solo che i locali sono con molte più tipe.
Alle 4.45 esco, c'è ancora una piccola coda per entrare ma son distrutto.. son in piedi dalle 7, mi son fatto tutto il nord .. devo dormire, non ho più 20 anni e certi ritmi li inizio a patire... e poi le serate sono le ultime cose che contano in questo viaggio.

mercoledì 30 novembre 2011

Argentina da nord a sud - 4.700 km in bus più Buenos Aires: parte 2!

3 novembre - Salta / Treno delle nuvole

E' il primo giorno a Salta, le "paure" del 1° giorno sono passete e la sveglia suonerà alle 5.45, è il giorno del treno delle nuvole!
A colazione scopro quanto sono buone le mezzelune, molto simili ai nostri cornetti ma un pò più piccole e con molto più burro, e un pò emozionato arrivo in stazione.

Dalla gente che c'è si capisce che è un pò turistico, però speriamo che ne valga la pena.
Compro una bottiglietta d'acqua, delle foglie di Coca e prendo posto... che strano fa sentire che ho preso della Coca e dirlo con nonchalance.
Come al solito non sono fortunato, non sono vicino a una figa, ma i miei compagni di viaggio saranno Juan (arzillo vecchietto di B.Aires), una giovane coppia di LaPlata, un'altra coppia e una signora che ha fissuto a Napoli.

Come tutte le bellezze naturali è dura descriverle, anzi è una cosa che sarebbe meglio non fare perchè alla fine non renderai mai l'idea di come sono.. queste meraviglie bisogna vederle da vivo, viverle!
Io posso solo dire che il viaggio è un continuo di emozioni, panorami spettacolari, di architettura e che dopo poco i miei dubbi se meritava o meno questo giro in treno sono svaniti.
Quello che mi ha colpito è il continuo cambiamento di ciò che ti circonda mentre si sale (da 1.200 mt si arriva fino a 4.200 mt).
Prima le coltivazioni di tabacco (con contadini che raccoglievano a mano!), poi la grande vallata dove ora estraggono minerali e altre pietre che poi vengono esportate, subito dopo angoli di verde con animali liberi di pascolare, rocce dalle forme assurde e dai colori vari (con il rosso fuoco colore dominante), altri grandi vallate, i primi captus, le piante piccoline che non riescono a crescere più di tanto per l'altura, il tramonto con il sole che si nasconde dietro le rocce.. mozzafiato.
E poi i ponti attraversati, le manovre a zic zac del treno (l'ingegneria dei tempi per ovviare alla mancanza di potenza e riuscire a superare pezzi di salita ripida) e la Polveriera finale.. il grande ponte su cui il treno passa ad un altezza altissima che ti sembra di essere Willy il Coyote mentre rincorre Beep Beep.

Foto varie dal treno:
















Oltre a queste meraviglie che si susseguivano una dietro l'altra, mi ha colpito vedere di abitanti di questi paesini con case improvvisate o contadini e famiglie che si fermavano a guardare il treno come se fosse la cosa più bella che ci sia.. e poi tutti che ti salutavano, ti sorridevano..
In quel momento ho pensato che veramente si può essere felici anche con poco, molto poco.

Per fortuna l'altura non l'ho subita, un pò di giramento di testa ma una succhiata di coca e via, passava tutto.. tra l'altro un sapore amarissimo!
Infine mi son trovato bene anche con la compagnia, tutta gente socevole con cui parlarvi di tutto.. dall'Italia, all'economia, al calcio e ovviamente delle ragazze..
e mi ha sorpreso l'affetto, magari finto ma comunque piacevole, i piccoli gesti.. dal mate offerto e bevuto insieme, al vecchio che mi continuava a parlare velocemente nonostante non capissi niente, alla fase finale quando ci hanno consegnato un attestato di presenza e il mio "gruppo" di vicini di posto mi ha applaudito, fatto festa, fatto foto.

La giornata poi è finita alle 11 e mezza di sera con birra e empanadas con il vecchio Juan e dei suoi amici che non eravano saliti sul treno.
Un gran bel giorno, ora vado a dormire, domani si parte alla scoperta del nord.. più sicuro di me e con una frase in testa, quella del saluti ricevuti dai compagni di questa giornata "Suerte, loco"


4 novembre - Il nord, ai confini con la Bolivia

Mi son svegliato bene, ancora prima che la sveglia suonasse, e poi ci son le mezzelune di colazione che mi aspettano.
Si parte per l'avventura.. niente cose turistiche come il treno di ieri (pur bellissimo), oggi ci si muove indipendenti insieme ai locali.
Le domande che mi suonano in testa sono..
Ce la farò?
Saprò mescolarmi con la gente del posto?
Avrò Paura?
Ogni tanto è bello avere dei dubbi e doverli affrontare.

Si parte dalla moderna stazione dei bus di Salta, tutt'altro che da 3° mondo anche se poi alla fine sarà l'unica stazione nuova.
Infatti tutte le altre saranno mezze improvvisate o comunque con lo stile che io chioamo "sudamericano".. caotiche (quella di Salvador il top del caos), piene di gente, con insegne colorate, con venditori ambulanti di ogni cosa (panini, bibite, giornali, ect) che salgono e scendono dai bus fermi che urlano per strada..


STAZIONE AUTOBUS DI SALVADOR JUJUY

Molte volte in questa giornata non ho fatto le foto che volevo, non perchè avessi paura ma non volevo offendere la gente, come s nella loro situazione ci fosse qualcosa di cui "vantarsi" o qualcosa da "mostrare" una volta a casa.. ho preferito assorbirle e cercare di ricordarle.
Da Salta finirò a Salvador de Jujuy.. due ore per un tragitto neanche troppo lungo ma i tempi qui sono eterni, mi ci dovrò abituare; intorno tanto verde, le solite piantagioni di tabacco e alcune industrie chissà quanto inquinanti.

PIANTAGIONE DI TABACCO

Il viaggio prevedere alcune soste e nel mezzo vedi paesi veramente messi male, case di mattoni e fango, strade sterrate, canali d'"acqua" e fogne a cielo aperto, auto vecchissime tutte scassate.. ma anche qui guardi i volti della gente e non leggi miseria ma voglia di andare avanti.
Un'altra cosa che mi ha colpito è la tanta immondizia a cielo aperto, poco fuori dalle cittadine, buttata lì in mezzo ai campi o a bordo strada come se a loro non importasse.

SCORCIO DI UNA CITTADINA DURANTE IL VIAGGIO

Da S. Jujuy prendo il secondo bus per arrivare a Purmamarca.. per strada i colori sono accesi, le insegne dei bar, dei meccanici, dei negozi sono tutti vivaci..
Poi c'è il colectivo che mi incuriosisce, sarà che quando c'è una salita praticamente è fermo.. e per la gente che c'è, lavoratori che tornano a casa, giovani studenti che ascolano musica (tipo i Manà) a tutto volume dai cellulari..

Lasciando la città non passiamo più per paesini ma entriamo nella natura, le valli e le montagne colorate la fanno da padrone, vorrei fare mille foto.

VISTA DAL COLLECTIVO

Altre cose mi colpiscono per strada; i tanti simboli religiosi (tipo le casette con piccoli fiocchi tutti rossi per venerare Gauchito Gil) e la propaganda politica della presidentessa Cristina.. In giro ci sono insegne, lenzuola, manifesti, scritte sui muri (uguali a Cuba).. tutte sue e tutte in pose simil Evita Peron.
ps. dell'opposizione mai visto un manifesto.



Dopo le 4 e mezza si arriva al paesino, è carino, poche case, strade sterrate però tenuto molto bene.

PURMAMARCA

Ci cammino senza meta, tra il mercato centrale e i ristorantini fino a quando non salgo su una collinetta e ho di fronte a me la montagna dai 7 colori.
La vista vale le 4 ore di viaggio, fantastico! me lo godo da solo, seduto su questa collinetta, in silenzio.. mi gusto questa meraviglia e quello che c'è tutto intorno (le valli verdi, le altre rocce, il paesino sotto di me.) fino a quando non arrivano due ragazze e ne approfitto per farmi fare qualche foto.




IO E LA MONTAGNA DEI SETTE COLORI

Qui mi viene da pensare che e' da stamattina che non parlo con qualcuno, non so ma sto bene così.. è una sensazione strana.

Per le tre del pomeriggio si organizza l'escursione alle Grandi Salinas, distanti un'oretta di viaggio.
Il tour merita sia per la strada (Cuesta de Lipan)- mannaggia, ho scelto il posto in auto sbagliato all'andata!- che sale fino a 4.100 regalandoci la vista della rocce dalle mille forme e in alcuni punti proprio scavata in mezzo... e poi non riesco a descrivere la vista quando si guarda dalla curve e lasci dietro il letto del fiume dove finiscono queste forme ondulate, scolpite.. puoi solo pensare a quanto siano belle e basta.




LA STRADA A SALIRE

LA STRADA VISTA DALLA CIMA

Delle Salinas mi hanno colpito in particolare la forma, dei disegni a 7-8 angoli quasi a formare il pavimento di una casa, e il silenzio..
Ecco in generale si passa dal casino più assurdo (come alle stazioni dei bus) al siliezio che spezzi solo tu con le tue parole.





GRANDI SALINAS

Anche qui tre nuovi compagni di viaggio, Juan (già il secondo con questo nome) giovane di sinistra di Buenos Aires e una giovane coppia (i nomi non me li ricordo... mi ricordo solo le grandi tette di lei..e il suo fare un pò da maiala).

Anche qui mai una figa sola... vabbè, comunque si parla.. solite cose, di dove si è, che si fa, sport, chicas, B.aires, giro d'Italia di ciclismo..ect
Poi non so perchè finora quando dico che son di vicino Milano, tutti mi chiedono se tengo il Milan.. come se l'Inter non esistesse.

Finite le Salinas prendo un altro Colectivo con Juan per il paese vicino, Tilcara, così sono già avanti per domani.

FERMATA NON PREVISTA, QUALCUNO BLOCCA LA STRADA

Per dormire, Juan mi porta all'ostello dove dorme lui.. costo 15 pesos (2,5 euro).. sinceramente vedo com'è messo e poi scappo.. va bene l'avventura ma voglio riposare tranquillo, e poi non sono ancora così forte di stomaco.
Opto per un altro ostello vicino, pulito, camera singola a 40 pesos.. può andare
Inoltre Tilcara la Lonely Planet l'aveva esaltata per la sua facilità d'incontro tra viaggiatori, bho.. sarà che non è stagione ma mi sembra l'ennesima bufala sulla nightlife della L.Planet.. bufale che conosco bene (vedi Buffalo negli Stati Uniti)

Arrivo comunque che è già buio e il paese di notte non mi fa una grande impressione, non per la sicurezza (anzi è molto tranquillo) ma non mi sembra niente di che..
Dopo la passeggiata mi trovo per cena con Juan.. ristorante con il proprietario che prende la chitarra e canta e poi si siede con noi per far due parole.
Solito confronto sulle differenze tra Italia e Argentina.. non so perchè ma mi sembrano sempre più simili.. politica, economia, mangiare, ragazze.. non c'è poi questa gran differenza.

All'1 vado a dormire, prima di addormentarmi mi sale un poco di nostalgia.. sarà per il silenzio assoluto che c'è nella stanza.. però che storia, son in un paesino a pochi km dalla Bolivia, chi l'avrebbe mai pensato.

domenica 27 novembre 2011

Argentina da nord a sud - 4.700 km in bus più Buenos Aires: tre settimane a dir poco fantastiche

Eccomi di ritorno,
è la prima domenica che faccio a casa dal mio rientro in Italia dopo 3 settimane di Argentina.

Che dire? Bè è stato un viaggio fantatico... per i posti visitati, le esperienze, le situazioni, la gente incontrata, gli inconvenienti accaduti.. e tutto il resto.

Devo dire la verità, ero partito un pò titubante; tante cose da fare/visitare, il mio primo viaggio in solitaria, le preoccupazioni sullo sciopero di AirFrance e i classici "pensieri" che passano per la testa tutte le volte che si deve affrontare una situazione nuova... pensieri ma soprattutto tanti tanti stimoli.. ero carico come non capitava da parecchio tempo.
Ora posso dire che è stato un viaggio molto al di sopra delle aspettative, forse una delle esperienze più belle della mia vita.

Come spesso capita, il programma di base (che ho già pubblicato) era aperto a modifiche e variazioni da effettuare sul posto, in base alle proprie sensazioni e ovviamente ai problemi che possono sempre capitare quando si fa un viaggio del genere..
E anche in questo caso non son mancati i cambiamenti che vi svelerò andando avanti con il racconto.

A proposito, chi si aspetta il solito racconto semi-comico con tante serate e tanta figa rimarrà un pò deluso... perchè questo è stato un viaggio caratterizzato da poche nottate e tante esperienze di "vita"; quindi spazio e tempo per momenti in disco a ritmo di ragazze, balli e bevute ne ho avuto veramente poco.
Anche la tipologia del racconto è diversa dal solito; avendo un pò di tempo libero a fine giornata mentre sorseggiavo una birra o mentre mi spostavo nella pampa in bus, mi è venuto quasi natura mettere giù un diario di viaggio che, oltre a raccontare un pò le cose fatte, da molto più spazio alle sensazioni e alle emozioni che provavo in quel momento... diario di viaggio che ho deciso di non modificare una volta ritornato qui ma semplicemente di trascrivere, aggiungendo qualche foto.

In primis ecco il percorso completo (a cui bisogna aggiungere Buenos Aires)

Visualizzazione ingrandita della mappa">



1 Novembre - La partenza

Ore 17.04
Sono in aeroporto, mezzo vuoto, con ancora l'incognita se partirò o meno, son fiducioso anche se non si sa mai.. io odio gli scioperi, speriamo che i francesi non mi tirino brutti scherzi.
L'emozione più grande per ora me l'ha data mia sorella che a sorpresa è venuta a salutarmi a Linate con il mio nipotino di 6 mesi, Marco. Che bello!

Ormai son in ballo da 9 ore e ne mancano ancora 4 alla partenza.
Qualche dubbio sulla decisione di partire per questa esperienza in solitaria rimane, ma per ora non ci penso.
Non ho ancora conosciuto nessuno, poco gente e tutta presa nella propria tecnologia, pc-ipad-cell.. un progresso, ma tutti in solitaria.. bho..
Al bar ho provato anche ad agganciare una russa ma niente, uno scambio di battute veloci e via.. vediamo più avanti se arriva qualcun'altra interessante; ora mi metto l'ipod e mi mimetizzo anch'io nella folla.

2 novembre - lo sbarco

Volo tranquillo, a parte lo spazio abbastanza angusto e il cibo che è pessimo (pasta e pollo freddo) e che sicuramente mi farà stare un pò scompigliato di stomaco.
Si salva la bottiglietta di vino, una volta finita crollo in un sonno pazzesco.. ottimo.
Anche perchè i vicini non parlano e non ci sono fighe, da quel che ho visto finora l'Argentina non è una meta molto battuta dai giovani.

Una volta svegliato, nelle ultime ore di viaggio parlo un pò con il vicino, argentino ormai diventato "catalano" da tanti anni. Con lui scambio un pò d'opinioni sulla Spagna, sull'Italia e ovviamente sull'Argentina e gli argentini.
Almeno è simpatico e poi, una volta presi i bagagli, ci si saluta con un abbraccio, mi sa che sarà il primo di una lunga serie.

Uscito, mi oriento, prelevo degli spiccioli, chiedo info alla LAN (la compagnia aerea con cui ho il volo interno per il nord, a Salta) e in taxi corro verso l'altro aeroporto, quello cittadino usato per i voli interni.
Il taxista Roberto, di chiari origini italiane, parla parla parla tutto il tempo.. io mentre gli do corda osservo curioso quello che la città offre dai finestrini.. è una cosa che faccio sempre, in tutte le città...

Il volo per Salta è per le 17, però arrivato in aeroporto faccio di tutto per prendere quello delle 12.30.
Non ce la faccio più, basta prendere aerei! la tipa, tra l'altro gran bella topa, mi da l'ok, quasi la bacio e si parte!
Di fianco a me una coppia basco-argentina, scambio due parole anche con loro ma poi crollo nel sonno più profondo..

A Salta si atterra con il caldo, aeroporto piccolino ma moderno.
Altro taxi (sono troppo stanco per prendere il bus), la strada è tutta da ricordare.. insegne che inneggiano a Peron e Cristina la presidentessa, sembra quasi Cuba, verde, pianura, insegne colorate tipiche sudamericane, venditori di giornali ai semafori..
La città mi esalta e mi faccio lasciare alla Posada Las Farolas, mi devo ripigliare con una doccia.

Alle 4 e mezza fa un caldo bestiale, la città sembra desolata, la via pedonale è assurda con negozi vecchio stampo e quasi nessuno aperto; guardo l'orario dalle 17 alle 20/21..

capisco la poca gente in giro.. allora mi compro un gelato, molto buono.
Finisco poi al mercato centrale, la "volgarità" è ai suoi massimi, compro frutta locale (banane, mango, arance) e Humitas, e poi finisco al banco della carne a parlare con il macellaio che mi fa vedere e fotografare la testa di una vacca con la lingua fuori.


Intanto il centro si è svegliato e si è riempito di gente; mi concendo una birra ai tavolini di un bar con sguardo verso la piazza..
Ordino una cerveza con due arachidi, mi arriva la bottiglia da 970.

son sorpreso (scoprirò in seguito che qui tutti ordinano questa bottiglia, in genere in 2-3 e se la dividono tra amici) e mentre metto giù le prime righe su queste prime ore me la godo con calma, con l'ultimo sole..la gente che passa.. la calma che contraddistingue questi posti.. fantastico.

Ore 21.20
La lunghissima giornata sta finendo, sto mangiando 3-4 empanadas, che sono simili ai panzerotti riempiti con carne macinata o formaggio e prosciutto.
Ho fatto un giretto veloce.. la cattedrale, la chiesa di San Francesco, le stradine .. all'inizio la città mi ha fatto un'impressione strana, non dico di timore, comunque da stare sull'attento... ma in poche ore è cambiato tutto.

Mi piace! turistica in centro ma affascinante (del resto la chiamano Salta la linda) e poi vivacissima.
Ma ora son stanco, domani sveglia alle 6 per il treno delle nubi.. son contento