domenica 22 aprile 2012
Cina? Ma sei matto??
Questa è stata la reazione che ho avuto quando ho annunciato la meta autunnale
Ma se tutto va bene, metterò piede in terra d'Oriente
Non so ancora bene dove andrò..ma ho proprio voglia di mangiarmi un risotto alla cantonese che non sia fatto a Bellinzona!
Occhi a mandorla.. arrivò
Pensieri..
Mi mancano le serate in disco.. mi manca vedere l'alba mangiando un panino all'autogrill.. mi manca farmi una sconosciuta senza ricordarsi bene il suo nome, pensando che si una top model mentre invece è a malapena decente... mi mancano le cene al damatraa.. mi mancano le discussioni di calcio che durano ore e ore.. mi manca il cantare a squarciagola andando verso la disco.. mi manca il ballare sul cubo.. mi mancano le scommesse sull'abbordare la più figa del locale.. mi mancano le scommesse su chi ha il coraggio di approciare sulla cessa del locale.. mi manca l'illusione che la serata che inizia sarà la più bella mai fatta finora.. mi mancano le preghiere di non beccare una pattuglia.. mi manca il tastare il culo di una mentre si balla in pista.. mi mancano le risate nel vedere le foto della serata il giorno dopo.. mi mancano le partite a calcio balilla.. mi mancano le camicie rigate verticali/oblique/orrizzontali/stropicciate.. mi manca l'aperitivo post partita Csi della domenica.. mi manca l'incazzarsi per aver sbagliato a segnare un numero di cell perchè troppo fuori.. mi mancano le canzoni di Battisti, Pupo, Toto Cotugno sulla strada del ritorno.. mi mancano i giri di ciupiti.. mi manca alzarmi con il mal di testa alla mattina.. mi manca arrivare alle 3 e mezza e dichiarare "ragazzi, è ora di ripiegare"....
Mi manca una bella pazza, esagerata serata.
lunedì 19 marzo 2012
Go to Israel - 05 / 10 giugno
"Tra Sacro e il Profano"

Finalmente posso annunciare la prossima meta!
Folgorati sulla via di Damasco… decidiamo di prendere una scorciatoia e finiremo in Israele.
5 giorni a giugno.. dove faremo la classica accoppiata Gerusalemme – Tel Aviv.
Inizieremo a purificarci nella Città Santa, luogo ricco di storia… dai Giudei, i Babilonesi, i Romani, i mussulmani, le crociate, i turchi e il periodo attuale con gli ebrei.. è difficile trovare un’altra città al mondo che abbia avuto così tante influenze e avvenimenti.
Arriveremo a Gerusalemme martedì pomeriggio e, tra un pianto e l’altro, cercheremo di visitare e vivere questo posto unica al mondo.

Come dei novelli “Dante Alighieri”, che è passato dall’inferno al paradiso, noi passeremo dal Sacro di Gerusalemme al Profano di Tel Aviv.
Nella capitale arriveremo Giovedì in serata e ci staremo fino al tardo pomeriggio di domenica.
Dove, alla visita della moderna città, alterneremo ore in spiaggia a goderci il mare a serate speriamo interessanti.

E per una volta la nostra guida non sarà la Lonely Planet, né la Rough guide…ma un saggio di Mario Salieri.
Crociati… ora tocca a noi!

Finalmente posso annunciare la prossima meta!
Folgorati sulla via di Damasco… decidiamo di prendere una scorciatoia e finiremo in Israele.
5 giorni a giugno.. dove faremo la classica accoppiata Gerusalemme – Tel Aviv.
Inizieremo a purificarci nella Città Santa, luogo ricco di storia… dai Giudei, i Babilonesi, i Romani, i mussulmani, le crociate, i turchi e il periodo attuale con gli ebrei.. è difficile trovare un’altra città al mondo che abbia avuto così tante influenze e avvenimenti.
Arriveremo a Gerusalemme martedì pomeriggio e, tra un pianto e l’altro, cercheremo di visitare e vivere questo posto unica al mondo.

Come dei novelli “Dante Alighieri”, che è passato dall’inferno al paradiso, noi passeremo dal Sacro di Gerusalemme al Profano di Tel Aviv.
Nella capitale arriveremo Giovedì in serata e ci staremo fino al tardo pomeriggio di domenica.
Dove, alla visita della moderna città, alterneremo ore in spiaggia a goderci il mare a serate speriamo interessanti.

E per una volta la nostra guida non sarà la Lonely Planet, né la Rough guide…ma un saggio di Mario Salieri.
Crociati… ora tocca a noi!
domenica 4 marzo 2012
Le 5 cose più pazze che penso di aver fatto
Sinceramente ci ho pensato parecchio prima di scrivere questo post... non tanto per le cose che dirò (che sono di dominio pubblico), ma piuttosto perchè è difficile scegliere tra tutto quello che è accaduto finora..
Infatti quando le avevo scelte, alla fine poi mi veniva sempre in mente qualcos'altro!! e scrivere tutto ...troppo da sputtanamento!!
E poi.. cosa significa "cosa pazza"??.. per me non è la situazione più estrema o la cosa che nessuno ha mai fatto.. per me "pazzia" è quel momento, che a ripensarci ti chiedi "come ti cavolo ti è venuto in mente??" e che ci ridi dietro per minuti.

Comunque questa è la mia classica:
1° - 6 di mattina a Riccione... finire in piena piena zona pedonale in viale Ceccarini guidando il pandino bianco rendendosi conto dov'eravamo solamente perchè andavamo verso il palco di radio Dj... in più, il parabrezza dell'auto aveva la scritta "gobbo gobbo maledetto" fatta con il burro cacao e non si vedeva quasi nulla.
2° - quando a Cuba, sfidato dalla giovane canadese, le ho rovesciato in testa l'intera caipiroska alla fragola... la sua faccia non la dimenticherò mai... il bello è che dopo, la tipa me la sono anche fatta
3° - in quel di Cipro quando, spinto dalla focosità, sono caduto nel porto insieme a Galina perchè il tavolino di plastica non aveva retto.. volo altissimo, stra-fortunati a non picchiare la testa contro qualcosa. cmq una fatica uscire dall'acqua vestito aggrappandosi alle corde e tornare in hotel tutti bagnati con il vecchio portiere che rideva di brutto.. (peccato per il cell da buttare via..)
4° - Matrimonio di mia sorella.. riuscire a perdere le fedi di nozze fuori dalla chiesa e bloccare tutto per 15 minuti con tutti gli ospiti che cercavano per terra.
Mia sorella che pensava fosse uno scherzo, mentre io ho vissuto i minuti peggiori della mia vita.
Altro che "4 matrimoni e un funerale" con Hugh Grant
5° - 18 anni.. festa delle scuole al Cobianchi, non ho ancora la patente ma solo foglio rosa.. son in macchina con Pippo, ma tra tutti e tre ci prendiamo una storta colossale e lui dà l'anima quasi collassando.. lo riporto a casa a Bieno, guidando fuorissimo e senza patente..
Infatti quando le avevo scelte, alla fine poi mi veniva sempre in mente qualcos'altro!! e scrivere tutto ...troppo da sputtanamento!!
E poi.. cosa significa "cosa pazza"??.. per me non è la situazione più estrema o la cosa che nessuno ha mai fatto.. per me "pazzia" è quel momento, che a ripensarci ti chiedi "come ti cavolo ti è venuto in mente??" e che ci ridi dietro per minuti.
Comunque questa è la mia classica:
1° - 6 di mattina a Riccione... finire in piena piena zona pedonale in viale Ceccarini guidando il pandino bianco rendendosi conto dov'eravamo solamente perchè andavamo verso il palco di radio Dj... in più, il parabrezza dell'auto aveva la scritta "gobbo gobbo maledetto" fatta con il burro cacao e non si vedeva quasi nulla.
2° - quando a Cuba, sfidato dalla giovane canadese, le ho rovesciato in testa l'intera caipiroska alla fragola... la sua faccia non la dimenticherò mai... il bello è che dopo, la tipa me la sono anche fatta
3° - in quel di Cipro quando, spinto dalla focosità, sono caduto nel porto insieme a Galina perchè il tavolino di plastica non aveva retto.. volo altissimo, stra-fortunati a non picchiare la testa contro qualcosa. cmq una fatica uscire dall'acqua vestito aggrappandosi alle corde e tornare in hotel tutti bagnati con il vecchio portiere che rideva di brutto.. (peccato per il cell da buttare via..)
4° - Matrimonio di mia sorella.. riuscire a perdere le fedi di nozze fuori dalla chiesa e bloccare tutto per 15 minuti con tutti gli ospiti che cercavano per terra.
Mia sorella che pensava fosse uno scherzo, mentre io ho vissuto i minuti peggiori della mia vita.
Altro che "4 matrimoni e un funerale" con Hugh Grant
5° - 18 anni.. festa delle scuole al Cobianchi, non ho ancora la patente ma solo foglio rosa.. son in macchina con Pippo, ma tra tutti e tre ci prendiamo una storta colossale e lui dà l'anima quasi collassando.. lo riporto a casa a Bieno, guidando fuorissimo e senza patente..
lunedì 27 febbraio 2012
Manchester: amici, birre, bionde e pallone!
L’avventura a Manchester non è stata casuale, anzi era studiata da un po’; infatti è da parecchio tempo che volevamo andare a vedere una partita di Premier League per sentire e vivere l’atmosfera del “British Football”.
Così, dopo la sfortunata esperienza di Liverpool di 2 anni fa (quando con in mano già volo, hotel e biglietti partita, ci hanno spostato il match a lunedì sera), ho iniziato a studiare le varie possibili mete…
A Londra a vedere l’Arsenal? “naaa.. biglietti quasi introvabili”, a Nottingham? “ma è Championship…. “, il Chelsea? “quasi quasi…”…. Alla fine una mano ce la da Ryan che a sorpresa attiva il volo giornaliero su Manchester.
Da quel momento tutto è diventato più facile… studiato il calendario e la facilità di acquisto, abbiamo optato per la squadra più vicina a noi, il City del Mancio e di Balotelli.
Mi registro sul sito dei Citizens e monitorizzo le date in cui parte la prevendita generale così che il giorno di apertura, alle 9 di mattina, sono già pronto con carta di credito per prendere 4 biglietti.
Insieme a me ci saranno il Rosso, il Vale e, avvisato quella stessa mattinata, Teri.
La partita è un big match, City-Tottenham (1a contro 3a) e ovviamente i posti disponibili non sono molti; optiamo per un terzo anello centralissimo a 38 sterline l’uno.
Tempo un giorno la partita va sold out e noi ci saremo!
Volo Ryan sabato-lunedì a 42 euro e come hotel prendiamo due doppie all’Ibis in Portland St, centralissimo a soli 32 euro a notte a cranio.
SABATO 21 Gennaio
Volo in prima mattinata, solito squillo di trombe di Ryan al momento dell’atterraggio e a mezzogiorno siamo già sul classico cab nero verso il centrocittà.
Sappiamo che la città non offre granché dal punto di vista turistico e comunque avvicinandoci all’hotel scorgiamo i classici panorami che ci fanno capire che siamo in Inghilterra.. Dalla campagna già intravista dall’aereo a tutta la serie di case in mattoni rossi.
Molliamo i bagagli in hotel e per prima cosa puntiamo a mangiare qualcosa.
Ovviamente ci fiondiamo nel primo pub che troviamo e ci rilassiamo al tavolo.. il pub (“The Old Monkey”) è come deve essere!.. classica moquette, bancone con almeno 6-7 tipologie di birre e cibo o grasso o fritto
Mentre mangiamo un bell’hamburger con un paio di pinte (ovviamente proviamo la Holt, birra locale) fuori il tempo cambia ripetutamente .. prima vento e cielo chiaro, poi pioggia forte, poi di nuovo chiaro ed infine una leggera pioggerella.. del resto siamo o no a Manchester??
Per degustare la seconda pinta proviamo il piatto “combo fish”, un insieme di pesce fritto e bruschette all’aglio.. bruschetta, talmente tanto unta, che solamente io oso affrontare con assoluta “finta” tranquillità.
Smesso di piovere scegliamo di passare il pomeriggio girando un po’ per la città..

Iniziamo da Chinatown con la classica porta d’ingresso e i suoi ristoranti e/o centrimassaggi chino-thailandesi, poi passiamo dai Piccadilly Gardens ed entriamo in Market St, la via dei negozi.
Questa è forse la prima strada che vediamo a non avere gli edifici con i classici mattoni rossi, di fatto è una vetrina dietro l’altra.
E’ sabato, non fa neanche freddissimo e quindi le strade sono strapiene di gente.
Non ci resta che seguire la massa e fare un dentro/fuori dai vari centri commerciali tipo l’Arnalde o Selfridges che sono veramente imponenti.
Mentre Vale si fa il suo primo caffè americano da starbucks siamo tutti concordi sul capire il perché tutti i calciatori cercano di scappare da questa città.
Cercando il pub più antico (il Sinclairs Oyster) ci troviamo di fronte la Manchester Eye.

E’ simile a quella di Londra, ovviamente più piccolina, ma effettivamente la domanda che sorge spontanea è a cosa serva qui una ruota panoramica.

Trovato il pub, non possiamo non andarci.. dentro è pienissimo, ormai per loro è il momento del pre-cena e la birra scorre a fiumi.
Il posto ci piace, è caratteristico senza essere turistico e la pinta va via a sole 3 sterline.
Troviamo posto a sedere e ovviamente nei tavoli di fianco a noi non ci sono fighe… in uno ci sono due ragazzi mentre nell’altro c’è un vecchio che dorme che si sveglia solo quando deve bere un sorso.
La discussione invece cade subito sul tavolo poco distante… c’è una di colore niente male e tra di noi nascono subito le opinioni su chi ci sarebbe andato e su chi no..
Verso le 6 e mezza torniamo in hotel per prepararci per la serata.. Essendo sabato abbiamo solo una serata da “vivere” e quindi è come avere solo un colpo in canna, non possiamo sbagliare.
Alle 8 usciamo e torniamo in zona ruota panoramica.. primo obiettivo trovare un posto dove mangiare.
In giro c’è parecchia gente e il bello è che mentre noi siamo bardatissimi per il freddo (giaccone chiuso fino in cima e guanti), le persone girano tranquillamente mezze svestite.. i ragazzi in maglietta e le ragazze con gli immancabili vestitini corti corti.
Proviamo ad andare da Hard Rock ma l’attesa per un tavolo è di 1 ora e mezza; quindi andiamo in un altro posto lì vicino.. ma anche qui l’attesa è di 1 ora circa.
La cameriera prova ad indirizzarci al vicino ristorante italiano “Zizzi”, ma evitiamo e non ci resta che ripiegare e farci una bistecca da Cafè Rouge, catena di risto in stile francese.. niente di eccezionale ma almeno mangiabile.
La cena passa con il Vale concentrato fisso sulla connessione Wi-Fi e con Ago che compie un furto di mandarini… tutto mentre all’esterno si sviluppa il notevole e parecchio interessante struscio cittadino.
Verso le 10 e mezza siamo già in pista, per iniziare andiamo nel vicino “The Printworks”, che è un complesso di ristoranti e locali di tutte le tipologie.
Qui veniamo subito accolti dalla prima rissa; in coda per entrare in un posto un tipo viene allontanato dai buttafuori, indietreggiando cade addosso ad un altro e da lì scoppia un parapiglia subito però sedato da 3-4 poliziotti.
Per carburare entriamo in quello che ci ispirava di più, il Norwegian Blue; è prestissimo ma il locale è già ai massimi; tantissima gente che beve, balla, canta.. e poi la frequentazione femminile è di altissimo livello.
Ovunque ci giriamo ci sono gruppetti di tipe, la più vestita sembra Belen a Sanremo.. qui iniziamo a fare i primi giri di vodka, 3-4 uno dietro l’altro..visto che la quantità servita è minima.
Ci muoviamo anche al piano di sopra e la situazione non è diversa, anzi è ottima.. in particolare la classica zona “bagno”, che non tradisce mai.
Il problema per noi però è la giacca… il guardaroba è chiuso e non sappiamo dove metterla.
Dopo una mezz’oretta, visto che non sappiamo come risolvere il problema del fardello giaccone, propongo di andare in Oldham St.. dove, in base a quanto letto, “C’è un bar/club uno dietro l’altro”.
Questa si aggiunge alle mie classiche sparate poi smentite sul posto.. le più celebri rimangono “Buffalo è la Miami del NordAmerica” e “Oxford St a Sydney è la mecca, 2 km di puro divertimento”.
Infatti a Oldham st, i locali sono veramente pochi, più che altro di livemusic.. e così dopo aver perso mezz’ora per strada torniamo subito al Norwegian.
Il problema giaccone rimane, ma proviamo a superarlo con altri giri di vodka.. fossimo stati in qualunque altro paese a quest’ora saremmo già scimmiati ma qui siamo ancora sobrissimi..
Intorno a noi c’è il delirio, alcune tipe fuorissime si fanno le foto..una cade per terra e mostra tutto quel che il vestitino copriva.
Io tento il primo approccio con una tipa che ha due cocktail in mano.. le chiedo simpaticamente se uno è per me e provo a far due parole finchè non torna l’amica.
E’ quasi mezzanotte e il locale si svuota lentamente, così usciamo e andiamo nella prima disco.. al di fuori del Printworks c’è l’imbarazzo della scelta, ci sono 3-4 locali con una buona coda esterna.
Guardando la gente optiamo per il Tiger Tiger.. qui guardaroba è aperto e via ci si può scatenare!
Il locale è su 3 piani, parecchio grande e con diverse sale.. la più assurda è quella Revival con colori rosa accesi e musica da Grease e simili.. qui poi la presenze di signorotte che ballano è altissima..spettacolo puro!
Passiamo un paio di orette di gran divertimento… tra io che inizio a lanciarmi con qualche tipa, un padre che controlla a vista la figlia che balla scatenatissima in modo a dir poco provocante, musica rock a manetta, gli afroamericani che stanno attaccati alle pareti aspettando le collassate di turno, io che ordino cocktail con doppio alcool per tutti, alcune tipe vestite da poliziotte..
Dopo l’una però ho voglia di riscattarmi e propongo di andare al Bjiou Club… lasciamo il Tiger Tiger salutando una semi-collassata che è aggrappata al bancone del guardaroba con la mini che le arriva a metà fondoschiena.
Usciti dalla disco fuori c’è un carnaio incredibile di gente…(tra cui spiccano le persone in maschera in particolare i due vestiti da Super Mario); qui assistiamo anche ad un arresto volante che sembrava uscito direttamente dalla trasmissione Cops.
Praticamente è un principio di rissa che viene subito sedato da un paio di poliziotti in borghese e da altri 4 agenti, arrivati con una camionetta in corsa, che si sono fiondati su un ragazzo che cercava di scappare ammanettandolo al volo.. troppo televisivo!
Arriviamo al Bijou club e già capiamo che è un gran posto.. la tipa all’ingresso è una topa paura, occhi di ghiaccio e colbacco in testa.
Entriamo facilmente grazie alla “Lista Claudio” che avevo saggiamente fatto prima di partire.
Il posto è piccolino, una serie di specchi, qualche bancone e un due/tre piccole piste da ballo.. assomiglia un po’ al The Club a Milano; ma quello che ci impressiona è la qualità delle tipe presenti.
Spaziali… sembra un set di modelle.
Beviamo una cosa e iniziamo a muoverci per il locale.. Alla fine passeremo qui tutto il resto della nottata, dalle 2 fino alle 5.
Tra le cose che rimarranno nella serata ci sono… la capezzolona che richiede al fotografo ufficiale di farle una foto mentre simula lo strizzamento del capezzolo; Teri che viene rimbalzato all’ingresso del privè e subito dietro Ago che riesce ad entrare accodandosi a due tipe facendo trenino; Ago che fa discorsi seri con il tipo che pulisce i bagni; il calciatore Fuller dello Stoke City martellato da tutte; le 3 bonazze fuorissime che ballano in maniera un po’ puttanesca…e poi finiscono per cadere per terra proprio davanti a me (ovviamente le aiuto a rimettersi in piedi)… e per finire, le stesse tipe, poco dopo regalano un intenso bacio lesbo.
Mentre io e Ago entriamo nel privè, Teri e Vale chiudono la nottata mangiando pizza nel locale di fronte alla disco dove sono circondati dalle stesse tipe che c’erano dentro che si strafogano di cibo spazzatura… La classe, del resto, non è acqua …
Come serata direi niente male!... grandi posti, gran divertimento e grandi fighe.. unico rammarico non essere riuscito ad essere in piena forma… si poteva osare un pò di più!
DOMENICA 22 Gennaio
Il risveglio è tranquillo e siamo carichi, è la giornata della partita.
Il tempo è come quello del giorno precedente; vento, un po’ di pioggia leggera e il sole che gioca a nascondino tra le nuvole.
Prima cosa, colazione in centro da Starbucks … il Vale come al solito si concentra sulla connessione Wi-Fi e rifocillati siamo pronti ad andare verso lo stadio.
La partita inizierà alle 13.30, ma andiamo là con grande anticipo per gustarci tutto il pre-partita.
A mezzogiorno, al di fuori dallo stadio, il traffico è già intenso.. superato l’unico rivenditore ambulante (che tra l’altro vende merchandising ufficiale) andiamo a ritirare i biglietti della partita. Eccoli, ovviamente azzurri e ovviamente NON nominativi.
Passiamo l’oretta prima di entrare a gironzolare insieme ai tifosi…

Prima ci facciamo il giro completo dello stadio (molto bello anche se moderno… infatti non si sente l’odore della “storia del calcio” come all’Old Trafford); poi entriamo allo shop ufficiale, che è totalmente preso d’assalto, dove si trova veramente di tutto (dalle tazze per la colazione alle pantofole) ed infine ci facciamo una birra al bar esterno guardando la precedente partita del City al maxischermo.

Il tutto mentre intorno a noi i bambini si fanno pitturare il volto con i colori della squadra e i poliziotti a cavallo osservano il flusso di gente.


Superati i controlli saliamo al nostro settore e all’interno mi sorprendono due cose.. la facilità di prendere da bere e mangiare (ci saranno bar uno dietro l’altro e l’attesa è veramente minima) e la presenza di numerosi punti scommesse.

La partita è invece double face… primo tempo noiosissimo, con Ago che sembra quasi stia dormendo.. mentre il secondo regala emozioni a non finire; 3-2 per il City con goal su rigore di Balotelli nei minuti di recupero.
Dei tifosi, sicuramente da apprezzare quelli del Tottenham che hanno cantato dal primo all’ultimo minuto, mentre il City sembrava quasi non avere gli ultras.. divertente invece vedere tutto lo stadio che per festeggiare il primo goal si è alzato in piedi e si è messo a saltellare e cantare con le spalle rivolte al campo.
Comunque il goal di Balotelli ha scatenato anche i nostri festeggiamenti.. infatti Teri a metà partita ha dichiarato “Ora Balotelli entra e segna il goal decisivo… se accade, compro due sue magliette, quella azzurra e quella rossonera”..


Allora al momento della rete io e il Vale abbiamo iniziato a gioire urlandogli “Due magliette……” e “originali”…. Mentre Ago festeggiava con il vicino cantando tutto il coro “Balotelli, he's a striker, he's good at darts, an allergy to grass but when…ect.ect”
Forse la scena più divertente della vacanza.

Usciti dallo stadio, facciamo le ultime foto.. in particolare il Vale, che era partito anti-Mancini e pro-Tottenham, si trasforma in vero ultras con cappellino ufficiale e sciarpa del City!

Poi prendiamo un taxi guidato da un indiano/pakistano mezzo pazzo e andiamo verso il centro; in coda insieme a noi ci sono anche Savic e Kolarov.
Ci riscaldiamo con un caffè fino a quando anche Starbucks, alle 5 di sera, chiude.
In centro ci sono pochissime persone, un deserto quasi incredibile a confronto della marea di gente del giorno precedente.
Così non ci resta che fiondarci in un pub e guardare il secondo tempo di Arsenal – United.
Il Rosso entra nel pub con la sciarpa del City e viene guardato male dai vari tifosi dell’altra squadra di Manchester.
Un paio di giri di pinte, tra partita, chiacchiere e Teri che in versione gay avvicina due ragazzi al bancone e si mette a chiedergli di sky, ect.ect..
Torniamo in hotel e non ci aspettiamo molto dalla serata, del resto la Domenica è la nottata morta un po’ in tutto il mondo.
A cena andiamo all’Hard Rock, almeno c’è un po’ di gente.. ma prima passiamo dal San Carlo, il ristorante italiano più famoso di Manchester.
All’esterno, esce un cameriere italiano e Ago gli chiede se è già uscito Mancini.. il tipo guarda perplesso e dice che c’era a pranzo e poi ci saluta.
Dopo cena, chiediamo alla cameriera qualche posto dove andare.. uno dei pochi aperti è il Mojio..si va lì!
Il posto è piccolino, ma mi piace.. è il classico posto da live music in stile inglese, così prendiamo da bere mentre piano piano si riempe.
Verso le 11 è stracolmo di gente, la musica rock è ottima e tutti cantano e ballano… il bar serve da bere senza sosta e molti si mettono sui tavoli a saltare e ballare.
Solo due stanno seduti cercando di utilizzare la connessione Wi-fi.. sono Teri e ovviamente il Vale.. sono talmente presi che una tipa gli si avvicina e ridendo gli chiede se stavano messaggiando tra loro.
Di fianco a noi poi ci sono due sburze che arrivano ad offrire una bottiglia di vino a due ragazzi… cosa non si fa per rimorchiare!
All’una cambiamo posto e, seguendo le indicazioni del buttafuori, andiamo al Buddha bar… il posto si rileverà orribile, però la gente è carica come un vene o un sabato sera.
Ci sono anche alcune tipe interessanti… e la scena top è un ragazzo di colore che da cacciatore di una gazzella si trasforma in preda dell’amica elefante..
Dopo un oretta chiudiamo qui la serata e torniamo all’Ibis a dormire.
LUNEDI’ 23 Gennaio
Il volo di ritorno è in serata quindi abbiamo tutta la giornata a disposizione.
E’ il momento di far comprare a Teri le due magliette di Balotelli..ma prima ci dedichiamo al resto della città.
La mattina giriamo il centro “storico” con la Town Hall e il suo municipio tutto addobbato per il capodanno cinese; poi proseguiamo verso l’antica libreria, la St. Ann’s Church fino a tornare alla cattedrale.

Come dicevo, niente di memorabile, a parte la pubblicità dei punti di scommesse sportive che hanno come testimonial il nostro Tiziano Crudeli, l’urlatore milanista.

Da qui andiamo all’Old Trafford.
La visita è d’obbligo, anche se il Vale non ha buoni ricordi.. lui c’era già stato, finale di Champions Milan-Juve.
Questo stadio veramente trasuda “calcio”… da ogni angolo si sente la storia, la passione che crea questo sport..


Facciamo il classico tour+museo (a soli 18 euro!...stica**i), io con addosso la sciarpa giallo-verde anti Glazer (il proprietario americano) e poi lanciamo il coro “no al calcio moderno…no alla pay tv…” verso Teri (che lavora a Sky)
Il giro è bello ed interessante, i mattoni rossi fanno da grande cornice a questo tempio.. quanti campioni sono passati da qui.. Law, Beckham, Giggs, Ronaldo, Charlton... Taibi e soprattutto il grande George Best!


Finito il tour Teri inizia ad insospettirci.. tira alla lunga, fa tremila foto, gira lo store ufficiale con lentezza teatrale… non è che vuol perdere tempo per non comprare le magliette??
Nonostante i suoi tentativi, arriviamo in centro con tutto il tempo necessario per gli ultimi acquisti.. Io e Ago compriamo la maglia del Balo.. ed invece Teri che fa?? Niente… neanche una!!!... Fischiatissimo!
Per superare lo shock ci facciamo l’ultimo pranzo da pizza Hut, dove prendo una margherita gigante con la crosta fatta ad anelli al formaggio e aglio... la consiglio vivamente!

All'aeroporto, quando siamo pronti per salire, ecco il colpo di coda del Vale… in un negozio trova la maglia di Silva scontata.. 12 sterline in meno che a noi! Maledetto!... così avrà modo di irriderci per tutto il volo e non solo.
Grande Manchester!
Ora la domanda giusta è…. quando la prossima??
Così, dopo la sfortunata esperienza di Liverpool di 2 anni fa (quando con in mano già volo, hotel e biglietti partita, ci hanno spostato il match a lunedì sera), ho iniziato a studiare le varie possibili mete…
A Londra a vedere l’Arsenal? “naaa.. biglietti quasi introvabili”, a Nottingham? “ma è Championship…. “, il Chelsea? “quasi quasi…”…. Alla fine una mano ce la da Ryan che a sorpresa attiva il volo giornaliero su Manchester.
Da quel momento tutto è diventato più facile… studiato il calendario e la facilità di acquisto, abbiamo optato per la squadra più vicina a noi, il City del Mancio e di Balotelli.
Mi registro sul sito dei Citizens e monitorizzo le date in cui parte la prevendita generale così che il giorno di apertura, alle 9 di mattina, sono già pronto con carta di credito per prendere 4 biglietti.
Insieme a me ci saranno il Rosso, il Vale e, avvisato quella stessa mattinata, Teri.
La partita è un big match, City-Tottenham (1a contro 3a) e ovviamente i posti disponibili non sono molti; optiamo per un terzo anello centralissimo a 38 sterline l’uno.
Tempo un giorno la partita va sold out e noi ci saremo!
Volo Ryan sabato-lunedì a 42 euro e come hotel prendiamo due doppie all’Ibis in Portland St, centralissimo a soli 32 euro a notte a cranio.
SABATO 21 Gennaio
Volo in prima mattinata, solito squillo di trombe di Ryan al momento dell’atterraggio e a mezzogiorno siamo già sul classico cab nero verso il centrocittà.
Sappiamo che la città non offre granché dal punto di vista turistico e comunque avvicinandoci all’hotel scorgiamo i classici panorami che ci fanno capire che siamo in Inghilterra.. Dalla campagna già intravista dall’aereo a tutta la serie di case in mattoni rossi.
Molliamo i bagagli in hotel e per prima cosa puntiamo a mangiare qualcosa.
Ovviamente ci fiondiamo nel primo pub che troviamo e ci rilassiamo al tavolo.. il pub (“The Old Monkey”) è come deve essere!.. classica moquette, bancone con almeno 6-7 tipologie di birre e cibo o grasso o fritto
Mentre mangiamo un bell’hamburger con un paio di pinte (ovviamente proviamo la Holt, birra locale) fuori il tempo cambia ripetutamente .. prima vento e cielo chiaro, poi pioggia forte, poi di nuovo chiaro ed infine una leggera pioggerella.. del resto siamo o no a Manchester??
Per degustare la seconda pinta proviamo il piatto “combo fish”, un insieme di pesce fritto e bruschette all’aglio.. bruschetta, talmente tanto unta, che solamente io oso affrontare con assoluta “finta” tranquillità.
Smesso di piovere scegliamo di passare il pomeriggio girando un po’ per la città..
Iniziamo da Chinatown con la classica porta d’ingresso e i suoi ristoranti e/o centrimassaggi chino-thailandesi, poi passiamo dai Piccadilly Gardens ed entriamo in Market St, la via dei negozi.
Questa è forse la prima strada che vediamo a non avere gli edifici con i classici mattoni rossi, di fatto è una vetrina dietro l’altra.
E’ sabato, non fa neanche freddissimo e quindi le strade sono strapiene di gente.
Non ci resta che seguire la massa e fare un dentro/fuori dai vari centri commerciali tipo l’Arnalde o Selfridges che sono veramente imponenti.
Mentre Vale si fa il suo primo caffè americano da starbucks siamo tutti concordi sul capire il perché tutti i calciatori cercano di scappare da questa città.
Cercando il pub più antico (il Sinclairs Oyster) ci troviamo di fronte la Manchester Eye.
E’ simile a quella di Londra, ovviamente più piccolina, ma effettivamente la domanda che sorge spontanea è a cosa serva qui una ruota panoramica.
Trovato il pub, non possiamo non andarci.. dentro è pienissimo, ormai per loro è il momento del pre-cena e la birra scorre a fiumi.
Il posto ci piace, è caratteristico senza essere turistico e la pinta va via a sole 3 sterline.
Troviamo posto a sedere e ovviamente nei tavoli di fianco a noi non ci sono fighe… in uno ci sono due ragazzi mentre nell’altro c’è un vecchio che dorme che si sveglia solo quando deve bere un sorso.
La discussione invece cade subito sul tavolo poco distante… c’è una di colore niente male e tra di noi nascono subito le opinioni su chi ci sarebbe andato e su chi no..
Verso le 6 e mezza torniamo in hotel per prepararci per la serata.. Essendo sabato abbiamo solo una serata da “vivere” e quindi è come avere solo un colpo in canna, non possiamo sbagliare.
Alle 8 usciamo e torniamo in zona ruota panoramica.. primo obiettivo trovare un posto dove mangiare.
In giro c’è parecchia gente e il bello è che mentre noi siamo bardatissimi per il freddo (giaccone chiuso fino in cima e guanti), le persone girano tranquillamente mezze svestite.. i ragazzi in maglietta e le ragazze con gli immancabili vestitini corti corti.
Proviamo ad andare da Hard Rock ma l’attesa per un tavolo è di 1 ora e mezza; quindi andiamo in un altro posto lì vicino.. ma anche qui l’attesa è di 1 ora circa.
La cameriera prova ad indirizzarci al vicino ristorante italiano “Zizzi”, ma evitiamo e non ci resta che ripiegare e farci una bistecca da Cafè Rouge, catena di risto in stile francese.. niente di eccezionale ma almeno mangiabile.
La cena passa con il Vale concentrato fisso sulla connessione Wi-Fi e con Ago che compie un furto di mandarini… tutto mentre all’esterno si sviluppa il notevole e parecchio interessante struscio cittadino.
Verso le 10 e mezza siamo già in pista, per iniziare andiamo nel vicino “The Printworks”, che è un complesso di ristoranti e locali di tutte le tipologie.
Qui veniamo subito accolti dalla prima rissa; in coda per entrare in un posto un tipo viene allontanato dai buttafuori, indietreggiando cade addosso ad un altro e da lì scoppia un parapiglia subito però sedato da 3-4 poliziotti.
Per carburare entriamo in quello che ci ispirava di più, il Norwegian Blue; è prestissimo ma il locale è già ai massimi; tantissima gente che beve, balla, canta.. e poi la frequentazione femminile è di altissimo livello.
Ovunque ci giriamo ci sono gruppetti di tipe, la più vestita sembra Belen a Sanremo.. qui iniziamo a fare i primi giri di vodka, 3-4 uno dietro l’altro..visto che la quantità servita è minima.
Ci muoviamo anche al piano di sopra e la situazione non è diversa, anzi è ottima.. in particolare la classica zona “bagno”, che non tradisce mai.
Il problema per noi però è la giacca… il guardaroba è chiuso e non sappiamo dove metterla.
Dopo una mezz’oretta, visto che non sappiamo come risolvere il problema del fardello giaccone, propongo di andare in Oldham St.. dove, in base a quanto letto, “C’è un bar/club uno dietro l’altro”.
Questa si aggiunge alle mie classiche sparate poi smentite sul posto.. le più celebri rimangono “Buffalo è la Miami del NordAmerica” e “Oxford St a Sydney è la mecca, 2 km di puro divertimento”.
Infatti a Oldham st, i locali sono veramente pochi, più che altro di livemusic.. e così dopo aver perso mezz’ora per strada torniamo subito al Norwegian.
Il problema giaccone rimane, ma proviamo a superarlo con altri giri di vodka.. fossimo stati in qualunque altro paese a quest’ora saremmo già scimmiati ma qui siamo ancora sobrissimi..
Intorno a noi c’è il delirio, alcune tipe fuorissime si fanno le foto..una cade per terra e mostra tutto quel che il vestitino copriva.
Io tento il primo approccio con una tipa che ha due cocktail in mano.. le chiedo simpaticamente se uno è per me e provo a far due parole finchè non torna l’amica.
E’ quasi mezzanotte e il locale si svuota lentamente, così usciamo e andiamo nella prima disco.. al di fuori del Printworks c’è l’imbarazzo della scelta, ci sono 3-4 locali con una buona coda esterna.
Guardando la gente optiamo per il Tiger Tiger.. qui guardaroba è aperto e via ci si può scatenare!
Il locale è su 3 piani, parecchio grande e con diverse sale.. la più assurda è quella Revival con colori rosa accesi e musica da Grease e simili.. qui poi la presenze di signorotte che ballano è altissima..spettacolo puro!
Passiamo un paio di orette di gran divertimento… tra io che inizio a lanciarmi con qualche tipa, un padre che controlla a vista la figlia che balla scatenatissima in modo a dir poco provocante, musica rock a manetta, gli afroamericani che stanno attaccati alle pareti aspettando le collassate di turno, io che ordino cocktail con doppio alcool per tutti, alcune tipe vestite da poliziotte..
Dopo l’una però ho voglia di riscattarmi e propongo di andare al Bjiou Club… lasciamo il Tiger Tiger salutando una semi-collassata che è aggrappata al bancone del guardaroba con la mini che le arriva a metà fondoschiena.
Usciti dalla disco fuori c’è un carnaio incredibile di gente…(tra cui spiccano le persone in maschera in particolare i due vestiti da Super Mario); qui assistiamo anche ad un arresto volante che sembrava uscito direttamente dalla trasmissione Cops.
Praticamente è un principio di rissa che viene subito sedato da un paio di poliziotti in borghese e da altri 4 agenti, arrivati con una camionetta in corsa, che si sono fiondati su un ragazzo che cercava di scappare ammanettandolo al volo.. troppo televisivo!
Arriviamo al Bijou club e già capiamo che è un gran posto.. la tipa all’ingresso è una topa paura, occhi di ghiaccio e colbacco in testa.
Entriamo facilmente grazie alla “Lista Claudio” che avevo saggiamente fatto prima di partire.
Il posto è piccolino, una serie di specchi, qualche bancone e un due/tre piccole piste da ballo.. assomiglia un po’ al The Club a Milano; ma quello che ci impressiona è la qualità delle tipe presenti.
Spaziali… sembra un set di modelle.
Beviamo una cosa e iniziamo a muoverci per il locale.. Alla fine passeremo qui tutto il resto della nottata, dalle 2 fino alle 5.
Tra le cose che rimarranno nella serata ci sono… la capezzolona che richiede al fotografo ufficiale di farle una foto mentre simula lo strizzamento del capezzolo; Teri che viene rimbalzato all’ingresso del privè e subito dietro Ago che riesce ad entrare accodandosi a due tipe facendo trenino; Ago che fa discorsi seri con il tipo che pulisce i bagni; il calciatore Fuller dello Stoke City martellato da tutte; le 3 bonazze fuorissime che ballano in maniera un po’ puttanesca…e poi finiscono per cadere per terra proprio davanti a me (ovviamente le aiuto a rimettersi in piedi)… e per finire, le stesse tipe, poco dopo regalano un intenso bacio lesbo.
Mentre io e Ago entriamo nel privè, Teri e Vale chiudono la nottata mangiando pizza nel locale di fronte alla disco dove sono circondati dalle stesse tipe che c’erano dentro che si strafogano di cibo spazzatura… La classe, del resto, non è acqua …
Come serata direi niente male!... grandi posti, gran divertimento e grandi fighe.. unico rammarico non essere riuscito ad essere in piena forma… si poteva osare un pò di più!
DOMENICA 22 Gennaio
Il risveglio è tranquillo e siamo carichi, è la giornata della partita.
Il tempo è come quello del giorno precedente; vento, un po’ di pioggia leggera e il sole che gioca a nascondino tra le nuvole.
Prima cosa, colazione in centro da Starbucks … il Vale come al solito si concentra sulla connessione Wi-Fi e rifocillati siamo pronti ad andare verso lo stadio.
La partita inizierà alle 13.30, ma andiamo là con grande anticipo per gustarci tutto il pre-partita.
A mezzogiorno, al di fuori dallo stadio, il traffico è già intenso.. superato l’unico rivenditore ambulante (che tra l’altro vende merchandising ufficiale) andiamo a ritirare i biglietti della partita. Eccoli, ovviamente azzurri e ovviamente NON nominativi.
Passiamo l’oretta prima di entrare a gironzolare insieme ai tifosi…
Prima ci facciamo il giro completo dello stadio (molto bello anche se moderno… infatti non si sente l’odore della “storia del calcio” come all’Old Trafford); poi entriamo allo shop ufficiale, che è totalmente preso d’assalto, dove si trova veramente di tutto (dalle tazze per la colazione alle pantofole) ed infine ci facciamo una birra al bar esterno guardando la precedente partita del City al maxischermo.

Il tutto mentre intorno a noi i bambini si fanno pitturare il volto con i colori della squadra e i poliziotti a cavallo osservano il flusso di gente.
Superati i controlli saliamo al nostro settore e all’interno mi sorprendono due cose.. la facilità di prendere da bere e mangiare (ci saranno bar uno dietro l’altro e l’attesa è veramente minima) e la presenza di numerosi punti scommesse.
La partita è invece double face… primo tempo noiosissimo, con Ago che sembra quasi stia dormendo.. mentre il secondo regala emozioni a non finire; 3-2 per il City con goal su rigore di Balotelli nei minuti di recupero.
Dei tifosi, sicuramente da apprezzare quelli del Tottenham che hanno cantato dal primo all’ultimo minuto, mentre il City sembrava quasi non avere gli ultras.. divertente invece vedere tutto lo stadio che per festeggiare il primo goal si è alzato in piedi e si è messo a saltellare e cantare con le spalle rivolte al campo.
Comunque il goal di Balotelli ha scatenato anche i nostri festeggiamenti.. infatti Teri a metà partita ha dichiarato “Ora Balotelli entra e segna il goal decisivo… se accade, compro due sue magliette, quella azzurra e quella rossonera”..

Allora al momento della rete io e il Vale abbiamo iniziato a gioire urlandogli “Due magliette……” e “originali”…. Mentre Ago festeggiava con il vicino cantando tutto il coro “Balotelli, he's a striker, he's good at darts, an allergy to grass but when…ect.ect”
Forse la scena più divertente della vacanza.
Usciti dallo stadio, facciamo le ultime foto.. in particolare il Vale, che era partito anti-Mancini e pro-Tottenham, si trasforma in vero ultras con cappellino ufficiale e sciarpa del City!
Poi prendiamo un taxi guidato da un indiano/pakistano mezzo pazzo e andiamo verso il centro; in coda insieme a noi ci sono anche Savic e Kolarov.
Ci riscaldiamo con un caffè fino a quando anche Starbucks, alle 5 di sera, chiude.
In centro ci sono pochissime persone, un deserto quasi incredibile a confronto della marea di gente del giorno precedente.
Così non ci resta che fiondarci in un pub e guardare il secondo tempo di Arsenal – United.
Il Rosso entra nel pub con la sciarpa del City e viene guardato male dai vari tifosi dell’altra squadra di Manchester.
Un paio di giri di pinte, tra partita, chiacchiere e Teri che in versione gay avvicina due ragazzi al bancone e si mette a chiedergli di sky, ect.ect..
Torniamo in hotel e non ci aspettiamo molto dalla serata, del resto la Domenica è la nottata morta un po’ in tutto il mondo.
A cena andiamo all’Hard Rock, almeno c’è un po’ di gente.. ma prima passiamo dal San Carlo, il ristorante italiano più famoso di Manchester.
All’esterno, esce un cameriere italiano e Ago gli chiede se è già uscito Mancini.. il tipo guarda perplesso e dice che c’era a pranzo e poi ci saluta.
Dopo cena, chiediamo alla cameriera qualche posto dove andare.. uno dei pochi aperti è il Mojio..si va lì!
Il posto è piccolino, ma mi piace.. è il classico posto da live music in stile inglese, così prendiamo da bere mentre piano piano si riempe.
Verso le 11 è stracolmo di gente, la musica rock è ottima e tutti cantano e ballano… il bar serve da bere senza sosta e molti si mettono sui tavoli a saltare e ballare.
Solo due stanno seduti cercando di utilizzare la connessione Wi-fi.. sono Teri e ovviamente il Vale.. sono talmente presi che una tipa gli si avvicina e ridendo gli chiede se stavano messaggiando tra loro.
Di fianco a noi poi ci sono due sburze che arrivano ad offrire una bottiglia di vino a due ragazzi… cosa non si fa per rimorchiare!
All’una cambiamo posto e, seguendo le indicazioni del buttafuori, andiamo al Buddha bar… il posto si rileverà orribile, però la gente è carica come un vene o un sabato sera.
Ci sono anche alcune tipe interessanti… e la scena top è un ragazzo di colore che da cacciatore di una gazzella si trasforma in preda dell’amica elefante..
Dopo un oretta chiudiamo qui la serata e torniamo all’Ibis a dormire.
LUNEDI’ 23 Gennaio
Il volo di ritorno è in serata quindi abbiamo tutta la giornata a disposizione.
E’ il momento di far comprare a Teri le due magliette di Balotelli..ma prima ci dedichiamo al resto della città.
La mattina giriamo il centro “storico” con la Town Hall e il suo municipio tutto addobbato per il capodanno cinese; poi proseguiamo verso l’antica libreria, la St. Ann’s Church fino a tornare alla cattedrale.
Come dicevo, niente di memorabile, a parte la pubblicità dei punti di scommesse sportive che hanno come testimonial il nostro Tiziano Crudeli, l’urlatore milanista.
Da qui andiamo all’Old Trafford.
La visita è d’obbligo, anche se il Vale non ha buoni ricordi.. lui c’era già stato, finale di Champions Milan-Juve.
Questo stadio veramente trasuda “calcio”… da ogni angolo si sente la storia, la passione che crea questo sport..
Facciamo il classico tour+museo (a soli 18 euro!...stica**i), io con addosso la sciarpa giallo-verde anti Glazer (il proprietario americano) e poi lanciamo il coro “no al calcio moderno…no alla pay tv…” verso Teri (che lavora a Sky)
Il giro è bello ed interessante, i mattoni rossi fanno da grande cornice a questo tempio.. quanti campioni sono passati da qui.. Law, Beckham, Giggs, Ronaldo, Charlton... Taibi e soprattutto il grande George Best!
Finito il tour Teri inizia ad insospettirci.. tira alla lunga, fa tremila foto, gira lo store ufficiale con lentezza teatrale… non è che vuol perdere tempo per non comprare le magliette??
Nonostante i suoi tentativi, arriviamo in centro con tutto il tempo necessario per gli ultimi acquisti.. Io e Ago compriamo la maglia del Balo.. ed invece Teri che fa?? Niente… neanche una!!!... Fischiatissimo!
Per superare lo shock ci facciamo l’ultimo pranzo da pizza Hut, dove prendo una margherita gigante con la crosta fatta ad anelli al formaggio e aglio... la consiglio vivamente!

All'aeroporto, quando siamo pronti per salire, ecco il colpo di coda del Vale… in un negozio trova la maglia di Silva scontata.. 12 sterline in meno che a noi! Maledetto!... così avrà modo di irriderci per tutto il volo e non solo.
Grande Manchester!
Ora la domanda giusta è…. quando la prossima??
martedì 17 gennaio 2012
Argentina da nord a sud - 4.700 km in bus più Buenos Aires: parte 10! - The end
18 novembre - venerdì
Siamo a fine giornata, torno ora da serata tango; oggi ho avuto la conferma che B. Aires è veramente interessante! dopo il giro di ieri sera, ho potuto approfondire alcune zone passate con il bus.
Sono contento, come per il quartiere Boca ieri, oggi mi son goduto due altre parti della città; prima la zona del Microcentro, passaggiando finalmente per Avenida 9 Julio (non è così larga..dai..), l'obelisco, il teatro Colon e Congresso, per poi proseguire per Plaza S.Martin (con il monumento in memoria ai caduti nella guerra per le isole Malvines), la torre inglese, il cimitero Recoleta e il famoso fiore in metallo, diventato ormai il nuovo simbolo della città.
Ho concluso poi la giornata spendendo qualche pesos in via Florida e le sue traverse.
Direi un bel giro pieno, camminando molto sotto 26 gradi, ma ci voleva.

PER LA FLORIDA

CASA ROSADA

TOMBA DI EVITA PERON

PARCO SAN MARTIN

IL PENSATORE DAVANTI AL CONGRESSO

L OBELISCO

IL FIORE DI METALLO SIMBOLO DELLA CITTA'
Dopo 48 ore posso dire le mie prime impressioni; bè diciamo che è una città si non ferma mai, anche se con ritmi lenti e quasi malinconici (come il tango..); B.A. si muove, viaggia, vive.. la crisi non l'ha abbattuta anzi forse ha dato nuova vitalità.
In generale, come prima che si notano sono i venditori ambulanti, li trovi ovunque (strada, semafori, parchi, metro) e vendono di tutto (caramelle, bere, oggetti, gelati, ricarica cellulari.. veramente puoi trovare cose impensabili)
Comunque non sono assillanti e i portenos ne sono abituati; altra cosa che si nota subito è la sporcizia, sacchi neri e altra immondizia buttata per strada, poi passano a ritirali ma in generale è una città "sporca".
Superata questa cosa emergono le cose positive.. i tanti viali alberati con tantissimi caffè all'italiana con tavolini fuori, fantastici con questo clima, poi i palazzi.. magari a piano terra hanno negozi lerci ma sopra, alzando lo sguardo, si vedono facciate di fine 800 con spettacolari colori e forme.
Sempre girando per la città salta all'occhio che è pieno di gente che protesta .. nei punti principali c'è perfino l'accampamento fisso di qualcuno che "picchietta".
Parlando con i parenti poi vengo a sapere altre cose… l'economia con un'inflazione reale al 30%, una presidentessa onnipotente che nasconde i veri problemi, la corruzione dilagante, i lunghi tempi d'attesa per tutto… mi sembra di parlare dell'Italia!?!?
Altro simbolo della città sono i pietrini dei marciapiedi (anche se man mano li stanno sostituendo con il più economico cemento), i bar antichi pieni di vecchie foto di calciatori e cantanti, i cimiteri enormi (son andato a trovare la tomba di un parente molto caro e all'interno del cimitero ho camminato per almeno 1 km!), i tanti teatri, i dog sitter che portano una decina di cani alla volta, i truffatori che dicono "cambio" sulla via principale, i ballerini di tango che si esibiscono per strada..
Insomma, sono tante le immagini di B. A. che si possono avere, questi sono alcuni dei miei personali flash.
19 novembre - sabato
Sabato sera, è mezzanotte e mezza.. son un po’ raffreddato e abbastanza stanco, mi sento un po’ come a fine di una lunga e impegnativa corsa, stanco ma ricco di fiducia e di esperienze.
E' il momento di tornare a casa, volente o no. Questi giorni sono stati caratterizzati dalla famiglia, forse non ho potuto fare B. Aires come mi sarebbe piaciuto ma questo sentirsi voler bene da persone sconosciute o quasi è il completamento di tutte le emozioni che vissuto.
Tornando alla città e ai suoi flash che ho potuto cogliere aggiungo l'enorme potenza e influenza che ha il calcio qui.. e poi la loro autostima,è vero che i portenos si credono i migliori in tutto!
Perché a sentirli.. la loro pizza e il loro gelato è migliore del nostro, hanno la strada più larga al mondo, lo stadio più caloroso, uno dei teatri migliori (è vero che ce ne sono tantissimi…questo si), ect ect.
La serata di ieri è stata indimenticabile, con le due zie siamo andati a serata tanto.
Un caffè elegante, abbastanza rinomato tra di loro. Prima cena.. antipasto, bife de chorizo (spettacolare) e gelato.

PARTE DELLA CENA
Poi il tango, 3 coppie, orchestra, 2 cantanti… un'ora e mezza a bocca aperta; un'eleganza, un ballo signorile, affascinante..e poi i movimenti delle gambe con l'uomo che comanda mentre la donna che si concede e poi no… una storia, una canzone.
Veramente "lindo"!
Finito il tango son tornato in ostello a bere una birra, ma son strafelice così per il tango, che direi è una parabola della vita reale.
La giornata di oggi inizia la mattina, non son in gran forma fisica, sto nel centro dove c'è una fiera italo/argentina, prodotti italiani che mi confermano la vicinanza tra le due nazioni; poi vado in Plaza de Mayo con la casa Rosada, luogo famoso per festeggiamenti, drammi, discorsi… se fanno vedere qualcosa sull'Argentina, sicuramente la location è giusta!. infine cammino per le vie principali dello shopping… con tutto relax.. mi siedo anche a prendere un espresso "italiano" e una bottiglia di vino per il pranzo.
Un paio di cose mi vengono in mente ora… le strade.. tutte rotte e aggiustate alla meno peggio..in una, oggi c'era anche il cemento fresco senza indicazioni, poi le tante parillade per la carne (quasi ogni casa poi ha la sua grigliata) , le stazioni del metro con piastrelle colorate e i treni (alcuni molto vecchi..ne ho preso uno in legno) e infine il caldo umido devastante.
Tornando alla giornata, il pranzo dai parenti è andato benissimo, quello che mi colpito è la sensazone di casa.. come quando vado a trovare gli zii in Italia, come se ci si vedesse spesso o cmq si è vicini.
Per me è stata una sorpresa, mi son trovato quasi spiazzato di sentire questo affetto, un'emozione diversa da quelle vissute finora.
ll pranzo è a casa di una delle due zie e insieme c'è il figlio (che sarebbe mio cugino) con moglie e figlie, un pranzo semplice come piace a me.. fatto per conoscersi (oltre a facebook)e confrontarsi.
Dopo mangiato mi fanno fare un giro in auto per farmi conoscere il quartiere, sento l'orgoglio nelle loro parole mentre mi fanno vedere un ospedale, una scuola, i tanti alberi, la ditta di famiglia, i tantissimi parchi..
Una zona non turistica, reale… Intanto andiamo a trovare anche i 3 figli di Roberto, un parente che era venuto più volte in Italia.. una mezz'oretta a testa, dove ci si vede per la prima volta o quasi.
La giornata si chiude con una pizza fatta in casa (migliore di quella italiana??...ma…..) e poi vengo accompagnato in ostello alle 3 di notte passate.
Nel programma, per il sabato, avevo pensato di andare a vedere una partita di Polo, è saltata, ma non mi importa.
Gli ultimi flash… dicono sempre "claro"… anzi dopo 2 settimane ho iniziato a dirlo anch'io, d'istinto!... e poi quando si apprezza qualcosa l'espressione classica è "muy rico".
Altro.. mai dire che non ti piace il dulce de leche (cioccolato ancora più dolce del nostro) sennò ti tormenteranno fino a quando non lo mangi.. ed infine una cosa per me assurda.. la serie A di calcio è intitolata all'ex presidente e marito di Cristina… un po’ come se in Italia lo intitolassero a Berlusconi…
20 novembre - last day
L'ultimo giorno! devo dire che oggi una cosa mi ha ammazzato… l'umidità pazzesca.. io poi non la sopporto e ha reso quasi invivibile muoversi, sentendo fatica, un po’ anche per la stanchezza accumulata.. le poche ore di sonno (finora una media di 6-7 al giorno) ma oggi sono veramente a pezzi… se avessi più giorni da star qui oggi mi sarei preso una giornata di totale relax, ma visto che siamo quasi alla fine faccio l'ultima tirata.
La domenica è stata la giornata della partita!.. tanta roba… partita alla bombonera, uno dei miei sogni che si avverano.
Prima del match, la mattina vado a San Telmo, c'è il mercato delle pulci e il quartiere è interessante.. per qui è molto antico (è uno dei primi insediamenti) con questi palazzi dell'800 con facciata belle anche se lasciate un po’ andare, peccato.. questo quartiere non è uno dei più tranquilli tanto che basta uscire dalla via del "mercato" e si vedono tanti tanti barboni e gente che cerca da mangiare nell'immondizia.


Il mercato è carino, ormai turistico ma è gradevole passeggiare.
Per pranzo ovviamente sono a casa dell'altra zia, in metro anche di domenica i venditori ambulanti non mancare. Il bello è che quasi tutte le famiglie sono vicine così, pur essendo in una metropoli, loro possono trovarsi spesso… bella come cosa.
Pranzo a base di Asado e parrilla, preso take away dal ristorante sotto casa (carne take away..mai sentito prima di venire qui.). tutto ottimo, in particolare il i reni, il sanguinaccio e la salsa..
Pieno di carne come un uovo è il momento degli addii, mi commuovo e con il figlio di Lidia alle 4 andiamo in auto verso la Boca.
Il viaggio è forte, perché alla partita andremo io e il fidanzato di una figlia (l'unico che tifa boca) mentre i miei parenti sono per il Racing.. la squadra rivale con cui si giocherà la partita.
Così, entrati nel quartiere (che non è uno dei più raccomandabili) tutto era giallo-blu… si sente che vivono per la squadra… i bari, la gente… veramente tutto è colorato come la camiseta… Scoppio a ridere quando anche i miei parenti si mettono a cantare "Alè Boca" per mimetizzarsi tra la folla.
Saluto e ringrazio mio "cugino" e figlie per tutto… rimaniamo io e Hernan.
Fuori dallo stadio è tutto come in Italia.. la gente mangia un panino, beve una cosa in attesa di entrare. la partita è un sentita..visto che è la 1a contro la 2a in classifica.. ci si gioco il campionato a poche giornate dal termine.
Infatti trovare biglietti è impossibile.. l'ingresso è riservato ai soci.. infatti quando arrivano gli amici ultras di Hernan ci danno due tessere di socio del club; la mia a nome di SANCHEZ SANTIAGO GUSTAVO.. ci spiegano come entrare… il difficile è superare il primo controllo dove verificano l'appartenenza della tessera.
Veniamo messi in mezzo tra loro, dietro a me ho un amico panzone che mi detta il tempo… mi rallenta o mi spinge in modo da non farmi essere nelle prime file per il controllo.. arrivati al controllo facciamo vedere velocemente la tessera coprendo un po’ la foto.. con sguardo come "scazzato" con il panzone che mi spinge in avanti.
son eccitato.. stiamo entrando!
Non so ancora bene in che settore sarò… ma son distratto da tutto il folclore che c'è… superati altri 2 controlli saliamo e capisco dove siamo.. in piena curva del Boca, 2o anello.. spettacolo puro!


La partita in sé non è niente di che… 0-0 con due cartellini rossi, il Boca che viene favorito dagli arbitri un po’ come la Juve in Italia..ma è il resto che è spettacolo
Le cose che mi hanno colpito sono.. gli striscioni colarti tenuti tesi per tutta la partita, il famoso lancio in campo di rotoli di cartaigenica, il lancio dei quadrettoni colorati, il cantare i cori sincronizzati (un coro ripetuto per 5 minuti e poi cambio) iniziando 30 minuti prima e smettendo solo a partita finita, la presenza in curva di sciure o bambini piccoli, l'orchestra (veramente all'interno c'è una banda musicale con trombe, tamburi, almeno 12 elementi.. tipo quelle dei college americani), le bandiere ma soprattutto ombrelloni come quelli del bar… cioè tutto va bene per colorare l'atmosfera!
Poi incredibile la passione per Maradona, amato e rispettato tanto da far un minuto di silenzio prima della partita per la madre morta pochi giorni prima.. e tanti tanti con striscioni a suo nome o gente con la sua maglia (ho visto perfino uno con la sua faccia tatuata sulla spalla)..è veramente venerato come un santo.
Anche Riquelme si difende bene, amatissimo, ha vinto tanto con loro e guai a parlare male di lui (purtroppo non ha giocato essendo infortunato).
Durante la partita rimango affascinato quando nel 2° tempo tutto, ma proprio tutto, lo stadio cantavano i cori con il tipico gesto della curva di muovere il braccio… mentre in campo i giocatori sembravano attori.sempre a terra ad ogni contatto.
Che dire? un'esperienza unica, più forte di quel che pensavo.. lo show è lì,in curva.. non la partita.. e per una volta ho fatto parte anch'io di questo spettacolo.
Al ritorno in ostello becco Marco, il giovane italiano incrociato a Bariloche, ci facciamo 3 birre sparando cazzate e lì mi dice che a lui l'hanno gabbato.. ha preso un biglietto fuori lo stadio che poi si è rilevato falso.
Tiriamo le due, l'ostello si è riempito di italiani.. e questo non mi esalta.. ma è l'ultima sera.. voglio brindare a me stesso, al viaggio e a quello che sarà domani
21 novembre - The end
Son all'aeroporto, non so .. è tutto il giorno che non sto tanto bene, sarà che inconsciamente non voglio tornare a casa.. quando son partito non sapevo cosa avrei trovato, se avrei avuto nostalgia,… diciamo era un po’ un salto nel vuoto.
Ora posso solo dire che ritorno più ricco, un'esperienza fantastica.. devo riordinare le idee, tanti input, mi sento come una canzone con l'armonica di B. Springsteen, che guarda al futuro con più fiducia, magari con qualche cicatrice o ruga in più, ma sicuramente più forte.
Devo dire che ripensando a tutto mi viene qualche lacrima, magari qui in aeroporto qualcuno si sta chiedendo chi è quel pazzo che scrive, con l'ipod nell'orecchio e l'occhio un po’ lucido.. io ora gli risponderei che è una persona felice e soddisfatta come oche volte finora.
Oggi ho cazzeggiato per il centro, speso gli ultimi pesos, mangiato un'ottima pizza e dato un po’ di abbracci (anche al simpatico taxista che mi ha portato all'aeroporto)
Non so perché, ma mi è venuto di abbracciarlo, forse perché abbiamo parlato un po’ (30 minuti) o forse era un modo per abbracciare tutta la nazione che stavo lasciando.
Si sta per imbarcarsi… Suerte Argentina
Siamo a fine giornata, torno ora da serata tango; oggi ho avuto la conferma che B. Aires è veramente interessante! dopo il giro di ieri sera, ho potuto approfondire alcune zone passate con il bus.
Sono contento, come per il quartiere Boca ieri, oggi mi son goduto due altre parti della città; prima la zona del Microcentro, passaggiando finalmente per Avenida 9 Julio (non è così larga..dai..), l'obelisco, il teatro Colon e Congresso, per poi proseguire per Plaza S.Martin (con il monumento in memoria ai caduti nella guerra per le isole Malvines), la torre inglese, il cimitero Recoleta e il famoso fiore in metallo, diventato ormai il nuovo simbolo della città.
Ho concluso poi la giornata spendendo qualche pesos in via Florida e le sue traverse.
Direi un bel giro pieno, camminando molto sotto 26 gradi, ma ci voleva.
PER LA FLORIDA
CASA ROSADA
TOMBA DI EVITA PERON
PARCO SAN MARTIN
IL PENSATORE DAVANTI AL CONGRESSO
L OBELISCO
IL FIORE DI METALLO SIMBOLO DELLA CITTA'
Dopo 48 ore posso dire le mie prime impressioni; bè diciamo che è una città si non ferma mai, anche se con ritmi lenti e quasi malinconici (come il tango..); B.A. si muove, viaggia, vive.. la crisi non l'ha abbattuta anzi forse ha dato nuova vitalità.
In generale, come prima che si notano sono i venditori ambulanti, li trovi ovunque (strada, semafori, parchi, metro) e vendono di tutto (caramelle, bere, oggetti, gelati, ricarica cellulari.. veramente puoi trovare cose impensabili)
Comunque non sono assillanti e i portenos ne sono abituati; altra cosa che si nota subito è la sporcizia, sacchi neri e altra immondizia buttata per strada, poi passano a ritirali ma in generale è una città "sporca".
Superata questa cosa emergono le cose positive.. i tanti viali alberati con tantissimi caffè all'italiana con tavolini fuori, fantastici con questo clima, poi i palazzi.. magari a piano terra hanno negozi lerci ma sopra, alzando lo sguardo, si vedono facciate di fine 800 con spettacolari colori e forme.
Sempre girando per la città salta all'occhio che è pieno di gente che protesta .. nei punti principali c'è perfino l'accampamento fisso di qualcuno che "picchietta".
Parlando con i parenti poi vengo a sapere altre cose… l'economia con un'inflazione reale al 30%, una presidentessa onnipotente che nasconde i veri problemi, la corruzione dilagante, i lunghi tempi d'attesa per tutto… mi sembra di parlare dell'Italia!?!?
Altro simbolo della città sono i pietrini dei marciapiedi (anche se man mano li stanno sostituendo con il più economico cemento), i bar antichi pieni di vecchie foto di calciatori e cantanti, i cimiteri enormi (son andato a trovare la tomba di un parente molto caro e all'interno del cimitero ho camminato per almeno 1 km!), i tanti teatri, i dog sitter che portano una decina di cani alla volta, i truffatori che dicono "cambio" sulla via principale, i ballerini di tango che si esibiscono per strada..
Insomma, sono tante le immagini di B. A. che si possono avere, questi sono alcuni dei miei personali flash.
19 novembre - sabato
Sabato sera, è mezzanotte e mezza.. son un po’ raffreddato e abbastanza stanco, mi sento un po’ come a fine di una lunga e impegnativa corsa, stanco ma ricco di fiducia e di esperienze.
E' il momento di tornare a casa, volente o no. Questi giorni sono stati caratterizzati dalla famiglia, forse non ho potuto fare B. Aires come mi sarebbe piaciuto ma questo sentirsi voler bene da persone sconosciute o quasi è il completamento di tutte le emozioni che vissuto.
Tornando alla città e ai suoi flash che ho potuto cogliere aggiungo l'enorme potenza e influenza che ha il calcio qui.. e poi la loro autostima,è vero che i portenos si credono i migliori in tutto!
Perché a sentirli.. la loro pizza e il loro gelato è migliore del nostro, hanno la strada più larga al mondo, lo stadio più caloroso, uno dei teatri migliori (è vero che ce ne sono tantissimi…questo si), ect ect.
La serata di ieri è stata indimenticabile, con le due zie siamo andati a serata tanto.
Un caffè elegante, abbastanza rinomato tra di loro. Prima cena.. antipasto, bife de chorizo (spettacolare) e gelato.
PARTE DELLA CENA
Poi il tango, 3 coppie, orchestra, 2 cantanti… un'ora e mezza a bocca aperta; un'eleganza, un ballo signorile, affascinante..e poi i movimenti delle gambe con l'uomo che comanda mentre la donna che si concede e poi no… una storia, una canzone.
Veramente "lindo"!
Finito il tango son tornato in ostello a bere una birra, ma son strafelice così per il tango, che direi è una parabola della vita reale.
La giornata di oggi inizia la mattina, non son in gran forma fisica, sto nel centro dove c'è una fiera italo/argentina, prodotti italiani che mi confermano la vicinanza tra le due nazioni; poi vado in Plaza de Mayo con la casa Rosada, luogo famoso per festeggiamenti, drammi, discorsi… se fanno vedere qualcosa sull'Argentina, sicuramente la location è giusta!. infine cammino per le vie principali dello shopping… con tutto relax.. mi siedo anche a prendere un espresso "italiano" e una bottiglia di vino per il pranzo.
Un paio di cose mi vengono in mente ora… le strade.. tutte rotte e aggiustate alla meno peggio..in una, oggi c'era anche il cemento fresco senza indicazioni, poi le tante parillade per la carne (quasi ogni casa poi ha la sua grigliata) , le stazioni del metro con piastrelle colorate e i treni (alcuni molto vecchi..ne ho preso uno in legno) e infine il caldo umido devastante.
Tornando alla giornata, il pranzo dai parenti è andato benissimo, quello che mi colpito è la sensazone di casa.. come quando vado a trovare gli zii in Italia, come se ci si vedesse spesso o cmq si è vicini.
Per me è stata una sorpresa, mi son trovato quasi spiazzato di sentire questo affetto, un'emozione diversa da quelle vissute finora.
ll pranzo è a casa di una delle due zie e insieme c'è il figlio (che sarebbe mio cugino) con moglie e figlie, un pranzo semplice come piace a me.. fatto per conoscersi (oltre a facebook)e confrontarsi.
Dopo mangiato mi fanno fare un giro in auto per farmi conoscere il quartiere, sento l'orgoglio nelle loro parole mentre mi fanno vedere un ospedale, una scuola, i tanti alberi, la ditta di famiglia, i tantissimi parchi..
Una zona non turistica, reale… Intanto andiamo a trovare anche i 3 figli di Roberto, un parente che era venuto più volte in Italia.. una mezz'oretta a testa, dove ci si vede per la prima volta o quasi.
La giornata si chiude con una pizza fatta in casa (migliore di quella italiana??...ma…..) e poi vengo accompagnato in ostello alle 3 di notte passate.
Nel programma, per il sabato, avevo pensato di andare a vedere una partita di Polo, è saltata, ma non mi importa.
Gli ultimi flash… dicono sempre "claro"… anzi dopo 2 settimane ho iniziato a dirlo anch'io, d'istinto!... e poi quando si apprezza qualcosa l'espressione classica è "muy rico".
Altro.. mai dire che non ti piace il dulce de leche (cioccolato ancora più dolce del nostro) sennò ti tormenteranno fino a quando non lo mangi.. ed infine una cosa per me assurda.. la serie A di calcio è intitolata all'ex presidente e marito di Cristina… un po’ come se in Italia lo intitolassero a Berlusconi…
20 novembre - last day
L'ultimo giorno! devo dire che oggi una cosa mi ha ammazzato… l'umidità pazzesca.. io poi non la sopporto e ha reso quasi invivibile muoversi, sentendo fatica, un po’ anche per la stanchezza accumulata.. le poche ore di sonno (finora una media di 6-7 al giorno) ma oggi sono veramente a pezzi… se avessi più giorni da star qui oggi mi sarei preso una giornata di totale relax, ma visto che siamo quasi alla fine faccio l'ultima tirata.
La domenica è stata la giornata della partita!.. tanta roba… partita alla bombonera, uno dei miei sogni che si avverano.
Prima del match, la mattina vado a San Telmo, c'è il mercato delle pulci e il quartiere è interessante.. per qui è molto antico (è uno dei primi insediamenti) con questi palazzi dell'800 con facciata belle anche se lasciate un po’ andare, peccato.. questo quartiere non è uno dei più tranquilli tanto che basta uscire dalla via del "mercato" e si vedono tanti tanti barboni e gente che cerca da mangiare nell'immondizia.
Il mercato è carino, ormai turistico ma è gradevole passeggiare.
Per pranzo ovviamente sono a casa dell'altra zia, in metro anche di domenica i venditori ambulanti non mancare. Il bello è che quasi tutte le famiglie sono vicine così, pur essendo in una metropoli, loro possono trovarsi spesso… bella come cosa.
Pranzo a base di Asado e parrilla, preso take away dal ristorante sotto casa (carne take away..mai sentito prima di venire qui.). tutto ottimo, in particolare il i reni, il sanguinaccio e la salsa..
Pieno di carne come un uovo è il momento degli addii, mi commuovo e con il figlio di Lidia alle 4 andiamo in auto verso la Boca.
Il viaggio è forte, perché alla partita andremo io e il fidanzato di una figlia (l'unico che tifa boca) mentre i miei parenti sono per il Racing.. la squadra rivale con cui si giocherà la partita.
Così, entrati nel quartiere (che non è uno dei più raccomandabili) tutto era giallo-blu… si sente che vivono per la squadra… i bari, la gente… veramente tutto è colorato come la camiseta… Scoppio a ridere quando anche i miei parenti si mettono a cantare "Alè Boca" per mimetizzarsi tra la folla.
Saluto e ringrazio mio "cugino" e figlie per tutto… rimaniamo io e Hernan.
Fuori dallo stadio è tutto come in Italia.. la gente mangia un panino, beve una cosa in attesa di entrare. la partita è un sentita..visto che è la 1a contro la 2a in classifica.. ci si gioco il campionato a poche giornate dal termine.
Infatti trovare biglietti è impossibile.. l'ingresso è riservato ai soci.. infatti quando arrivano gli amici ultras di Hernan ci danno due tessere di socio del club; la mia a nome di SANCHEZ SANTIAGO GUSTAVO.. ci spiegano come entrare… il difficile è superare il primo controllo dove verificano l'appartenenza della tessera.
Veniamo messi in mezzo tra loro, dietro a me ho un amico panzone che mi detta il tempo… mi rallenta o mi spinge in modo da non farmi essere nelle prime file per il controllo.. arrivati al controllo facciamo vedere velocemente la tessera coprendo un po’ la foto.. con sguardo come "scazzato" con il panzone che mi spinge in avanti.
son eccitato.. stiamo entrando!
Non so ancora bene in che settore sarò… ma son distratto da tutto il folclore che c'è… superati altri 2 controlli saliamo e capisco dove siamo.. in piena curva del Boca, 2o anello.. spettacolo puro!
La partita in sé non è niente di che… 0-0 con due cartellini rossi, il Boca che viene favorito dagli arbitri un po’ come la Juve in Italia..ma è il resto che è spettacolo
Le cose che mi hanno colpito sono.. gli striscioni colarti tenuti tesi per tutta la partita, il famoso lancio in campo di rotoli di cartaigenica, il lancio dei quadrettoni colorati, il cantare i cori sincronizzati (un coro ripetuto per 5 minuti e poi cambio) iniziando 30 minuti prima e smettendo solo a partita finita, la presenza in curva di sciure o bambini piccoli, l'orchestra (veramente all'interno c'è una banda musicale con trombe, tamburi, almeno 12 elementi.. tipo quelle dei college americani), le bandiere ma soprattutto ombrelloni come quelli del bar… cioè tutto va bene per colorare l'atmosfera!
Poi incredibile la passione per Maradona, amato e rispettato tanto da far un minuto di silenzio prima della partita per la madre morta pochi giorni prima.. e tanti tanti con striscioni a suo nome o gente con la sua maglia (ho visto perfino uno con la sua faccia tatuata sulla spalla)..è veramente venerato come un santo.
Anche Riquelme si difende bene, amatissimo, ha vinto tanto con loro e guai a parlare male di lui (purtroppo non ha giocato essendo infortunato).
Durante la partita rimango affascinato quando nel 2° tempo tutto, ma proprio tutto, lo stadio cantavano i cori con il tipico gesto della curva di muovere il braccio… mentre in campo i giocatori sembravano attori.sempre a terra ad ogni contatto.
Che dire? un'esperienza unica, più forte di quel che pensavo.. lo show è lì,in curva.. non la partita.. e per una volta ho fatto parte anch'io di questo spettacolo.
Al ritorno in ostello becco Marco, il giovane italiano incrociato a Bariloche, ci facciamo 3 birre sparando cazzate e lì mi dice che a lui l'hanno gabbato.. ha preso un biglietto fuori lo stadio che poi si è rilevato falso.
Tiriamo le due, l'ostello si è riempito di italiani.. e questo non mi esalta.. ma è l'ultima sera.. voglio brindare a me stesso, al viaggio e a quello che sarà domani
21 novembre - The end
Son all'aeroporto, non so .. è tutto il giorno che non sto tanto bene, sarà che inconsciamente non voglio tornare a casa.. quando son partito non sapevo cosa avrei trovato, se avrei avuto nostalgia,… diciamo era un po’ un salto nel vuoto.
Ora posso solo dire che ritorno più ricco, un'esperienza fantastica.. devo riordinare le idee, tanti input, mi sento come una canzone con l'armonica di B. Springsteen, che guarda al futuro con più fiducia, magari con qualche cicatrice o ruga in più, ma sicuramente più forte.
Devo dire che ripensando a tutto mi viene qualche lacrima, magari qui in aeroporto qualcuno si sta chiedendo chi è quel pazzo che scrive, con l'ipod nell'orecchio e l'occhio un po’ lucido.. io ora gli risponderei che è una persona felice e soddisfatta come oche volte finora.
Oggi ho cazzeggiato per il centro, speso gli ultimi pesos, mangiato un'ottima pizza e dato un po’ di abbracci (anche al simpatico taxista che mi ha portato all'aeroporto)
Non so perché, ma mi è venuto di abbracciarlo, forse perché abbiamo parlato un po’ (30 minuti) o forse era un modo per abbracciare tutta la nazione che stavo lasciando.
Si sta per imbarcarsi… Suerte Argentina
venerdì 6 gennaio 2012
Argentina da nord a sud - 4.700 km in bus più Buenos Aires: parte 9!
16 novembre – B. Aires arrivo!
E’ mezzanotte, sono a B. Aires da poche ore e mi sembra già una città incredibile. La città mi piace, è attiva, piena di cose da fare.. ect.. ecco questo sarebbe stato il posto ideale da fare con gli amici, perché per me ci saremmo divertiti un casino.
Lasciare El Calafate non è mi è pesato tanto, anche se nell’ostello si stava veramente bene…era molto famigliare e facevano di tutto per farti sentire come a casa.
Ecco l’unica cosa che non mi è piaciuta di El Calafate è quell’aria turistica, un po’ finta, il volere succhiare i soldi ai turisti.. come per esempio i 38 pesos di tassa d’imbarco all’aeroporto.
Del resto loro dicono “vuoi andare al ghiacciaio.. allora paga”.
Comunque atterro dopo aver scambiato due parole con i vicini spagnoli e alle 3 mi muovo in taxi verso l’ostello; sono emozionato, chissà come sarà.
Ora ho un sonno pazzesco e domani sveglia che ancora suonerà molto presto, buona notte.
**
E’ passata una giornata, quante cose da dire, da raccontare, la città mi piace sempre di più.. è incredibile.
Tornando a ieri, il mio arrivo in città l'ho vissuto da incuriosito, prima le semi-favelas uguali a quelle brasiliane, poi la via Avenida 9 de Julio (con le sue tante corsie e l'obelisco) e infine l'ostello (Hostal Portar del Sur) veramente grazioso, di qualità simil-hotel.
Alle 5, prima sorpresa. Zia Lida e Solana vengono a salutarmi. Quanto tempo!. Lidia non la vedevo da quando avevo 12 anni, invece per Solana è la prima volta.
Alla fine anche se lontani parenti li sento vicini, è bello sentirsi a casa a così tanti km di distanza.
Un gelato sulla via Florida e il primo spettacolo di tango improvvisato..la via è un fiume di gente, dopo tanta "solitudine" è bello essere circondati da persone.
Una cosa che mi colpisce sono le piante quasi tutte in fiore, fiori violi, rendono le vie più belle, allegre e colorate.
Alle 7 di sera poi ci troviamo con l'altra zia, Norma; un abbraccio sincero, son passati 15 anni dall'ultima volta.
Con loro proseguiamo andando nella zona moderna, Puerto Madero.
Il ponte ha pochi anni, è uguale a quello di Siviglia ci porta nei Docks illuminati; questa è la zona "bene".. passeggiamo un pò ed è l'occasione per parlare, sentirsi dal vivo dopo molto tempo.
Ceniamo lì, con un Bife de Chorizo e bottiglia di vino Mendoza spettacolari.
La serata va via veloce, e anche per loro è l'occasione di vedere la città di notte. Alle 11 torno in ostello contento e stanco. E' bello sentirsi a casa.
17 novembre Dentro la città
In questi giorni proprio non ho tempo, sto correndo di brutto, un pò seguo i ritmi cittadini, un pò sento che siamo quasi alla fine e voglio godermi al max gli ultimi momenti qui.. gli ultimi momenti di libertà e di giornate senza pensieri.
Di B.Aires mi son potuto fare un'idea; con i suoi difetti e i suoi problemi però è affascinante, viva, veloce e calma allo stesso tempo.. insomma.. me gusta non poco.
In questi due giorni ho alternato un pò "famiglia" e momenti da solo, il giusto mix direi.
Ieri la giornata è iniziata presto, colazione (a medialunas ovviamente!) e poi ritrovo alle 9 con le due zie;mi hanno organizzato il city tour in bus scoperto.. generalmente evito sempre di fare queste cose, la città mi piace conoscerla camminando, non guardandola dal piano rialzato di un bus.
Ma comprendo la loro età e comunque il giro è ben fatto, copre i 20 punti principali, puoi scendere e salire quando vuoi e soprattutto le mie guide sono loro e quindi nel tragitto sento tutta la storia della città non narrata come un libro, ma con aneddoti e considerazioni personali.
Nel tragitto di 4 ore scendiamo nel famoso quartiere "Boca".. stanno iniziando a mettere le bancarelle e il primo sole illumina i colori delle case. Ormai il "caminito" è un'attrazione turistica ma tutt'intorno è vita vera.. la gente abita ancora in case improvvisate, fatte di lamiere colorate in mille colori.
Mi dicono che molta gente potrebbe anche cambiare quartiere ma preferisce stare lì, perchè quella è la loro casa.
Beviamo un caffè in un bar.. alle pareti le foto di gente famosa che è stata lì, tra gli altri anche il baffo D'Alema.
Io invece approfitto per fare la foto con il sosia di Maradona!
Poi il bus lascia il quartiere popolare e va nella zona "ricca", Puerto Madero, Recoleta, Palermo... qui si passa nella storia della città, dall'epidemia che ha colpito la zona sud portando quella Nord ad essere quella benestante, alle statue, ai parchi, monumenti dedicati agli eroi argentini..

Con il bus ovviamente rimaniamo bloccati nel traffico di Avenida 9 julio e la vista dell'obelisco colpisce, per le sue dimensioni e per il casino di auto tutt'intorno.

Salutate le zie verso le 4 decido di tornare alla "Boca" per i fatti miei... voglio godermela.. gustarmela.
Scendo alla Bombonera (lo stadio del Boca), faccio foto, guardo i bar all'italiana colorati di giallo-blu, trovo anche un campetto dove i bimbi giocano a calcio per poi arrivare al Caminito
IN GIRO PER LA BOCA / LO STADIO e TUTTO IL RESTO








Torno a Puerto Madero, una camminata facendo foto e po torno in ostello.
La prima giornata mi ha dato un'idea approssimativa ma totale della città, ci sono alcuni posti che guarderò meglio.


PUERTO MADERO - LA ZONA MODERNA
Mentre mi rilasso con una birra sul tetto dell'ostello penso che non posso ancora esprimermi ma come prima impressione sono soddisfatto....anzi direi incuriosito; il giro in bus comunque mi è servito per avere una bella panoramica.
Alla sera mi preparo, esco a cena in un posto lì vicino, classico bife de chorizo (questa volta a mariposa) e 1/4 di vino.. carne come sempre ottima.
Son stanco ma voglio far serata! è giovedì sera.. è ancora presto, al bar dell'ostello ci sono solo 4 cesse brasiliane e 4 francesi che stanno tra di loro.. chiedo al ragazzo dell'ostello per una disco... mi dice il nome e che però è ancora molto presto.
Così vado un attimo in camera, guardo un pò di tele seduto sul letto per tirare l'una... senza volerlo la stanchezza di queste settimane prende il sopravvento e mi addormento vestito.. mi risveglio alle 3 con il telecomando in mano...
passano gli anni..
E’ mezzanotte, sono a B. Aires da poche ore e mi sembra già una città incredibile. La città mi piace, è attiva, piena di cose da fare.. ect.. ecco questo sarebbe stato il posto ideale da fare con gli amici, perché per me ci saremmo divertiti un casino.
Lasciare El Calafate non è mi è pesato tanto, anche se nell’ostello si stava veramente bene…era molto famigliare e facevano di tutto per farti sentire come a casa.
Ecco l’unica cosa che non mi è piaciuta di El Calafate è quell’aria turistica, un po’ finta, il volere succhiare i soldi ai turisti.. come per esempio i 38 pesos di tassa d’imbarco all’aeroporto.
Del resto loro dicono “vuoi andare al ghiacciaio.. allora paga”.
Comunque atterro dopo aver scambiato due parole con i vicini spagnoli e alle 3 mi muovo in taxi verso l’ostello; sono emozionato, chissà come sarà.
Ora ho un sonno pazzesco e domani sveglia che ancora suonerà molto presto, buona notte.
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E’ passata una giornata, quante cose da dire, da raccontare, la città mi piace sempre di più.. è incredibile.
Tornando a ieri, il mio arrivo in città l'ho vissuto da incuriosito, prima le semi-favelas uguali a quelle brasiliane, poi la via Avenida 9 de Julio (con le sue tante corsie e l'obelisco) e infine l'ostello (Hostal Portar del Sur) veramente grazioso, di qualità simil-hotel.
Alle 5, prima sorpresa. Zia Lida e Solana vengono a salutarmi. Quanto tempo!. Lidia non la vedevo da quando avevo 12 anni, invece per Solana è la prima volta.
Alla fine anche se lontani parenti li sento vicini, è bello sentirsi a casa a così tanti km di distanza.
Un gelato sulla via Florida e il primo spettacolo di tango improvvisato..la via è un fiume di gente, dopo tanta "solitudine" è bello essere circondati da persone.
Una cosa che mi colpisce sono le piante quasi tutte in fiore, fiori violi, rendono le vie più belle, allegre e colorate.
Alle 7 di sera poi ci troviamo con l'altra zia, Norma; un abbraccio sincero, son passati 15 anni dall'ultima volta.
Con loro proseguiamo andando nella zona moderna, Puerto Madero.
Il ponte ha pochi anni, è uguale a quello di Siviglia ci porta nei Docks illuminati; questa è la zona "bene".. passeggiamo un pò ed è l'occasione per parlare, sentirsi dal vivo dopo molto tempo.
Ceniamo lì, con un Bife de Chorizo e bottiglia di vino Mendoza spettacolari.
La serata va via veloce, e anche per loro è l'occasione di vedere la città di notte. Alle 11 torno in ostello contento e stanco. E' bello sentirsi a casa.
17 novembre Dentro la città
In questi giorni proprio non ho tempo, sto correndo di brutto, un pò seguo i ritmi cittadini, un pò sento che siamo quasi alla fine e voglio godermi al max gli ultimi momenti qui.. gli ultimi momenti di libertà e di giornate senza pensieri.
Di B.Aires mi son potuto fare un'idea; con i suoi difetti e i suoi problemi però è affascinante, viva, veloce e calma allo stesso tempo.. insomma.. me gusta non poco.
In questi due giorni ho alternato un pò "famiglia" e momenti da solo, il giusto mix direi.
Ieri la giornata è iniziata presto, colazione (a medialunas ovviamente!) e poi ritrovo alle 9 con le due zie;mi hanno organizzato il city tour in bus scoperto.. generalmente evito sempre di fare queste cose, la città mi piace conoscerla camminando, non guardandola dal piano rialzato di un bus.
Ma comprendo la loro età e comunque il giro è ben fatto, copre i 20 punti principali, puoi scendere e salire quando vuoi e soprattutto le mie guide sono loro e quindi nel tragitto sento tutta la storia della città non narrata come un libro, ma con aneddoti e considerazioni personali.
Nel tragitto di 4 ore scendiamo nel famoso quartiere "Boca".. stanno iniziando a mettere le bancarelle e il primo sole illumina i colori delle case. Ormai il "caminito" è un'attrazione turistica ma tutt'intorno è vita vera.. la gente abita ancora in case improvvisate, fatte di lamiere colorate in mille colori.
Mi dicono che molta gente potrebbe anche cambiare quartiere ma preferisce stare lì, perchè quella è la loro casa.
Beviamo un caffè in un bar.. alle pareti le foto di gente famosa che è stata lì, tra gli altri anche il baffo D'Alema.
Io invece approfitto per fare la foto con il sosia di Maradona!
Poi il bus lascia il quartiere popolare e va nella zona "ricca", Puerto Madero, Recoleta, Palermo... qui si passa nella storia della città, dall'epidemia che ha colpito la zona sud portando quella Nord ad essere quella benestante, alle statue, ai parchi, monumenti dedicati agli eroi argentini..
Con il bus ovviamente rimaniamo bloccati nel traffico di Avenida 9 julio e la vista dell'obelisco colpisce, per le sue dimensioni e per il casino di auto tutt'intorno.
Salutate le zie verso le 4 decido di tornare alla "Boca" per i fatti miei... voglio godermela.. gustarmela.
Scendo alla Bombonera (lo stadio del Boca), faccio foto, guardo i bar all'italiana colorati di giallo-blu, trovo anche un campetto dove i bimbi giocano a calcio per poi arrivare al Caminito
IN GIRO PER LA BOCA / LO STADIO e TUTTO IL RESTO
Torno a Puerto Madero, una camminata facendo foto e po torno in ostello.
La prima giornata mi ha dato un'idea approssimativa ma totale della città, ci sono alcuni posti che guarderò meglio.
PUERTO MADERO - LA ZONA MODERNA
Mentre mi rilasso con una birra sul tetto dell'ostello penso che non posso ancora esprimermi ma come prima impressione sono soddisfatto....anzi direi incuriosito; il giro in bus comunque mi è servito per avere una bella panoramica.
Alla sera mi preparo, esco a cena in un posto lì vicino, classico bife de chorizo (questa volta a mariposa) e 1/4 di vino.. carne come sempre ottima.
Son stanco ma voglio far serata! è giovedì sera.. è ancora presto, al bar dell'ostello ci sono solo 4 cesse brasiliane e 4 francesi che stanno tra di loro.. chiedo al ragazzo dell'ostello per una disco... mi dice il nome e che però è ancora molto presto.
Così vado un attimo in camera, guardo un pò di tele seduto sul letto per tirare l'una... senza volerlo la stanchezza di queste settimane prende il sopravvento e mi addormento vestito.. mi risveglio alle 3 con il telecomando in mano...
passano gli anni..
lunedì 26 dicembre 2011
Argentina da nord a sud - 4.700 km in bus più Buenos Aires: parte 8!
14 novembre - l'arrivo
Ci siamo! 3 ore e siamo al El Calafate; la giornata è splendida, peccato non essere già sui ghiacciai.
Sento il bisogno di una doccia.. guardo fuori dal finestrino e mi intravedo nel riflesso.. sto sorridendo.. bella sensazione.

SI INTRAVEDE IL LAGO ARGENTINO
In queste ore di bus ho avuto parecchio tempo per pensare (oltre che per dormire), pensieri che spaziano in molteplici argomenti... su me stesso, su cosa sono, sulle cose che ho scoperto di me in questo viaggio, su quello che non potrò mai essere.. ecco, forse ora son più consapevole di chi sono e so che se voglio posso arrivare ovunque.
Poi ho pensato ad altro.. a come sia bello un sorriso e alla sua potenza, al calore di un abbraccio inaspettato, alla sensazione eccezionale di godersi un posto fantastico in totale solitudine, a come noi spesso diamo troppo importanza agli oggetti (ho incontrato gente che con niente sono molto più felici di chi ha tutto), alle tante persone incontrate fin qui, compagni di qualche minuto o di qualche giorno.
E riguardo me, oltre questo, ho constatato che non son proprio il tipo da viaggio in solo zaino (mi da troppo fastidio!) e da ostello in camera condivisa.
Per il resto, sto viaggiando da solo e son finito in situazioni che difficilmente avrei affrontato con altra gente. Adoro viaggiare con i miei amici, ma ogni tanto essere messo con le spalle al muro aiuta, ti obbliga a reagire, interagire, affrontare di petto quello che la vita ti mette di fronte.
Nel frattempo sto completando il mio viaggio in bus da Nord a Sud, non era programmato, non so neanche quanti km sono, ma personalmente, per me, questo è un gran traguardo.
19.30
mi sto godendo una birra sotto il sole patagonico, un pò di relax dopo tanto correre.
Non fa il freddo che mi aspettavo ma c'è un vento parecchio fastidioso; ho appena prenotato il tracking sul Perito Moreno e fatto la spesa al supermercato per il pranzo al sacco di domani; sono eccitato ma anche un pò preoccupato, alla fine sono 4 ore piene con i ramponi sul ghiaccio! vediamo come andrà.
Per il resto El Calafate non mi piace molto, sono quelle cittadine nate solo per il turismo, una strada di soli negozi-ristoranti-agenzie viaggio-hotel. Va bene solo come punto d'appoggio e poi qui i prezzi sono Europei, mi sa che da questo punto di vista la pacchia è finita, anche B.Aires sarà abbastanza cara.

EL CALAFATE

SIAMO VICINI A CASA.....
Intanto oggi e domani son in compagnia del tedesco conosciuto nell'ostello a Bariloche e ri-beccato sul bus; un pò di compagnia fa sempre piacere.. tra l'altro è rimasto scioccato quando abbiamo preso il tour BigIce in agenzia.
Quando la tipa ci fa "siete fortunati,a quest'ora il BigIce è già tutto esaurito" io ho risposto ridendo "allora ci fai uno sconto, lastminute".. lui è rimasto di sasso e anche dopo continuava a ripetere “lastminute” e a ridere....
Ovviamente lo sconto non ce l'hanno fatto.
Stasera dopo cena preparo lo zaino e via a letto, domani voglio essere in grande forma.
15 novembre - il ghiacciaio
Sono le 19.20, ho appena finito di fare la doccia dopo essere tornato dal tour sul Perito Moreno; posso solo dire una cosa.."fantastico", una delle giornate e delle esperienze più belle della mia vita.
Son stanchissimo ma stra-soddisfatto; tutte le fatiche, le peripezie per arrivare qui sono già alle spalle, ne è valsa la pena per questa cosa imperdibile.
Questo giro lo sentivo particolarmente; anzi la sera prima son in tensione pre tour, spero di farcela bene visto che lo danno come abbastanza duro e così, per distrarmi, son andato a cenare con una pizza orribile al costo di quella italiana (el Calafate mi gusta ancora meno!).
Comunque il tour si sviluppa così: transfert, un'ora di visita sulle balconate di fronte al ghiacciaio, barca panoramica con attracco sulla sponda opposta, 1 h e mezza di camminata nel sentiero che il ghiacciaio in modo da arrivare all'altezza giusta, ramponi e 4 ore di camminata sopra il ghiaccio, ritorno scendendo nel sentiero di prima, barca e ritorno a casa.
Sveglia alle 6 e già la giornata inizia bene, a far colazione vedo una gran bella figa, ovviamente è accoppiata ma attacco subito bottone con loro e scopro che sono polacchi.. inutile commentare.
Colazione e si parte, mi ricongiungo con Anton (il tedesco)
Sento quel tremolio, quella voglia di arrivare, voglio vedere il ghiacciaio il prima possibile, mi sento un po’ come quando da bambino aspettavo impaziente natale.
Quando arriviamo alle balconate, verso le 9, non c'è nessuno, siamo solo noi del gruppo (una 40ina). come tutte le meraviglie naturali non puoi spiegarle ad altri, puoi solo ammirarle e viverle.
C'è anche un arcobaleno e alcune nuvole lasciano che il ghiacciaio sia illuminato del sole a volte si e a volte no, dando un effetto e colori differenti.
Sinceramente io sarei già soddisfatto così, è una meraviglia.
Poi nella giornata si prosegue come previsto; bellissima la barca anche perché, appena attraccati, vediamo un pezzo di ghiaccio staccarsi, il rumore simile ad un tuono e poi lo osserviamo che crolla nell'acqua per poi riaffiorare e galleggiare.. non so, dal vivo ti da un senso di potenza assurda.
Della camminata posso dire che non è leggera, anzi, però la si può fare tranquillamente con poco poco allenamento.
DALLE BALCONE DI FRONTE

IO, IL GHIACCIAO E IL TEDESCO











SI PRENDE LA BARCA








IN CIMA AL GHIACCIAIO












RITORNANDO IN BARCA


Delle 4 ore in cima al ghiacciaio mi hanno impressionato parecchie cose.. il vento forte che a volte sembra quasi ti faccia cadere, le insenature nel ghiaccio così diverse l'una dall'altra, i fiumiciattoli che si creano, i colori (questi veramente eccezionali.. in particolare quando il sole riflette sul ghiaccio e il blu dell'acqua.. un blu vivo, accesso.. mai visto prima.)
Poi mi ricordo ancora il silenzio rotto solo dai rumori dei ramponi sul ghiaccio, il pranzo al sacco con intorno solo il bianco, il fatto che l'itinerario non è fisso ma scelto sul momento dalle guide in base al ghiaccio ed per chiudere la sorpresa finale sulla barca.. bicchiere di whisky con ghiaccio del Perito Moreno.
Tutte cose che raccontate non rendono ma a viverle te le ricordi per sempre
Oggi ho sentito veramente la sensazione di forze e potenza che ti trasmette il ghiacciaio.. lui sta lì, non lo smuove niente e nessuno… Ti senti quasi onnipotente.
Bè ora vado a mangiucchiare una specialità dell'ostello e poi a farmi una birra con il tedesco per salutarlo.
Domani volo per B. Aires, ultima tappa di questo viaggio.
Qui sarà meno improvvisato, ho sentito i parenti e in serata mi verranno già a salutare..
Ultimi 6 giorni e mi sembra di essere via da almeno 2 mesi.
Ci siamo! 3 ore e siamo al El Calafate; la giornata è splendida, peccato non essere già sui ghiacciai.
Sento il bisogno di una doccia.. guardo fuori dal finestrino e mi intravedo nel riflesso.. sto sorridendo.. bella sensazione.
SI INTRAVEDE IL LAGO ARGENTINO
In queste ore di bus ho avuto parecchio tempo per pensare (oltre che per dormire), pensieri che spaziano in molteplici argomenti... su me stesso, su cosa sono, sulle cose che ho scoperto di me in questo viaggio, su quello che non potrò mai essere.. ecco, forse ora son più consapevole di chi sono e so che se voglio posso arrivare ovunque.
Poi ho pensato ad altro.. a come sia bello un sorriso e alla sua potenza, al calore di un abbraccio inaspettato, alla sensazione eccezionale di godersi un posto fantastico in totale solitudine, a come noi spesso diamo troppo importanza agli oggetti (ho incontrato gente che con niente sono molto più felici di chi ha tutto), alle tante persone incontrate fin qui, compagni di qualche minuto o di qualche giorno.
E riguardo me, oltre questo, ho constatato che non son proprio il tipo da viaggio in solo zaino (mi da troppo fastidio!) e da ostello in camera condivisa.
Per il resto, sto viaggiando da solo e son finito in situazioni che difficilmente avrei affrontato con altra gente. Adoro viaggiare con i miei amici, ma ogni tanto essere messo con le spalle al muro aiuta, ti obbliga a reagire, interagire, affrontare di petto quello che la vita ti mette di fronte.
Nel frattempo sto completando il mio viaggio in bus da Nord a Sud, non era programmato, non so neanche quanti km sono, ma personalmente, per me, questo è un gran traguardo.
19.30
mi sto godendo una birra sotto il sole patagonico, un pò di relax dopo tanto correre.
Non fa il freddo che mi aspettavo ma c'è un vento parecchio fastidioso; ho appena prenotato il tracking sul Perito Moreno e fatto la spesa al supermercato per il pranzo al sacco di domani; sono eccitato ma anche un pò preoccupato, alla fine sono 4 ore piene con i ramponi sul ghiaccio! vediamo come andrà.
Per il resto El Calafate non mi piace molto, sono quelle cittadine nate solo per il turismo, una strada di soli negozi-ristoranti-agenzie viaggio-hotel. Va bene solo come punto d'appoggio e poi qui i prezzi sono Europei, mi sa che da questo punto di vista la pacchia è finita, anche B.Aires sarà abbastanza cara.
EL CALAFATE
SIAMO VICINI A CASA.....
Intanto oggi e domani son in compagnia del tedesco conosciuto nell'ostello a Bariloche e ri-beccato sul bus; un pò di compagnia fa sempre piacere.. tra l'altro è rimasto scioccato quando abbiamo preso il tour BigIce in agenzia.
Quando la tipa ci fa "siete fortunati,a quest'ora il BigIce è già tutto esaurito" io ho risposto ridendo "allora ci fai uno sconto, lastminute".. lui è rimasto di sasso e anche dopo continuava a ripetere “lastminute” e a ridere....
Ovviamente lo sconto non ce l'hanno fatto.
Stasera dopo cena preparo lo zaino e via a letto, domani voglio essere in grande forma.
15 novembre - il ghiacciaio
Sono le 19.20, ho appena finito di fare la doccia dopo essere tornato dal tour sul Perito Moreno; posso solo dire una cosa.."fantastico", una delle giornate e delle esperienze più belle della mia vita.
Son stanchissimo ma stra-soddisfatto; tutte le fatiche, le peripezie per arrivare qui sono già alle spalle, ne è valsa la pena per questa cosa imperdibile.
Questo giro lo sentivo particolarmente; anzi la sera prima son in tensione pre tour, spero di farcela bene visto che lo danno come abbastanza duro e così, per distrarmi, son andato a cenare con una pizza orribile al costo di quella italiana (el Calafate mi gusta ancora meno!).
Comunque il tour si sviluppa così: transfert, un'ora di visita sulle balconate di fronte al ghiacciaio, barca panoramica con attracco sulla sponda opposta, 1 h e mezza di camminata nel sentiero che il ghiacciaio in modo da arrivare all'altezza giusta, ramponi e 4 ore di camminata sopra il ghiaccio, ritorno scendendo nel sentiero di prima, barca e ritorno a casa.
Sveglia alle 6 e già la giornata inizia bene, a far colazione vedo una gran bella figa, ovviamente è accoppiata ma attacco subito bottone con loro e scopro che sono polacchi.. inutile commentare.
Colazione e si parte, mi ricongiungo con Anton (il tedesco)
Sento quel tremolio, quella voglia di arrivare, voglio vedere il ghiacciaio il prima possibile, mi sento un po’ come quando da bambino aspettavo impaziente natale.
Quando arriviamo alle balconate, verso le 9, non c'è nessuno, siamo solo noi del gruppo (una 40ina). come tutte le meraviglie naturali non puoi spiegarle ad altri, puoi solo ammirarle e viverle.
C'è anche un arcobaleno e alcune nuvole lasciano che il ghiacciaio sia illuminato del sole a volte si e a volte no, dando un effetto e colori differenti.
Sinceramente io sarei già soddisfatto così, è una meraviglia.
Poi nella giornata si prosegue come previsto; bellissima la barca anche perché, appena attraccati, vediamo un pezzo di ghiaccio staccarsi, il rumore simile ad un tuono e poi lo osserviamo che crolla nell'acqua per poi riaffiorare e galleggiare.. non so, dal vivo ti da un senso di potenza assurda.
Della camminata posso dire che non è leggera, anzi, però la si può fare tranquillamente con poco poco allenamento.
DALLE BALCONE DI FRONTE
IO, IL GHIACCIAO E IL TEDESCO
SI PRENDE LA BARCA
IN CIMA AL GHIACCIAIO
RITORNANDO IN BARCA
Delle 4 ore in cima al ghiacciaio mi hanno impressionato parecchie cose.. il vento forte che a volte sembra quasi ti faccia cadere, le insenature nel ghiaccio così diverse l'una dall'altra, i fiumiciattoli che si creano, i colori (questi veramente eccezionali.. in particolare quando il sole riflette sul ghiaccio e il blu dell'acqua.. un blu vivo, accesso.. mai visto prima.)
Poi mi ricordo ancora il silenzio rotto solo dai rumori dei ramponi sul ghiaccio, il pranzo al sacco con intorno solo il bianco, il fatto che l'itinerario non è fisso ma scelto sul momento dalle guide in base al ghiaccio ed per chiudere la sorpresa finale sulla barca.. bicchiere di whisky con ghiaccio del Perito Moreno.
Tutte cose che raccontate non rendono ma a viverle te le ricordi per sempre
Oggi ho sentito veramente la sensazione di forze e potenza che ti trasmette il ghiacciaio.. lui sta lì, non lo smuove niente e nessuno… Ti senti quasi onnipotente.
Bè ora vado a mangiucchiare una specialità dell'ostello e poi a farmi una birra con il tedesco per salutarlo.
Domani volo per B. Aires, ultima tappa di questo viaggio.
Qui sarà meno improvvisato, ho sentito i parenti e in serata mi verranno già a salutare..
Ultimi 6 giorni e mi sembra di essere via da almeno 2 mesi.
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