mercoledì 6 gennaio 2016

Tra Alpaca, tango e matè - 3 sett tra Perù,B.Aires e uruguay VI

22 ottobre ore 16.30 Cusco

Ed eccoci a Cusco, cosa che seguendo il programma di viaggio sembrava scontata ma che è risultata tutt’altro che agevole.
Infatti ieri è stata una di quelle giornate che non vorrei mai trovare in viaggio e che purtroppo ogni tanto accadono..

Ma andiamo con ordine.. ero rimasto al 20 sera a Puno, serata estremamente tranquilla dove per cena provo la pizza andina, che però non mi conquisterà nonostante il bel forno a legna, e dopo passaggio un po’ per il minuscolo centro città e vado a dormire prima che piova.
La mattina mi alzo tranquillo, saluto calorosamente il padrone di case e moglie e vado alla stazione degli autobus pronto a farmi le 6 ore di viaggio godendomi il panorama mentre mi rilasso fino ad arrivare a Cusco a metà pomeriggio.. completando così la giornata di “riposo” che mi ero programmato.

Qui sorpresa.. bus cancellato perché sembra ci siano dei blocchi stradali e che non facciano passare nessuno, neanche le auto private; e probabilmente lo cosa potrebbe durare fino a dopodomani.
Panico, io purtroppo non posso prendermi 3 mesi di ferie e viaggiare senza pensieri e che se perdo 1 o 2 giorni non succede nulla; a me sinceramente di stare due giorni a Puno a far nulla non interessa e poi il 23 ho l’IncaTrail verso Machu Picchu già programmato (ps. per fare l’incatrail, bisogna per forza prenotare molti mesi prima, per via dei posti d’accesso limitati) e devo arrivare a Cusco in tempo.

Chi ha tempo si fa spostare il bus al tardo pomeriggio di domani, io son indeciso.. sarebbe proprio al limite; poi sento una signora spagnola che si lamenta perché deve prendere un volo aereo da Cusco e quindi deve essere a tutti i costi lì entro domani… riflesso e decido di affiancarla nel tentativo di trovare una soluzione.
Da qui inizia la giornata più stressante ma allo stesso tempo più avvincente e particolare del viaggio.
Cerchiamo di capire se la situazione reale è davvero così esasperata come ci hanno descritto e finiamo nel in un hospedaje per usare internet; la ragazza della reception si mostra gentile e chiama il fidanzato che lavora in agenzia di viaggi per provare ad organizzare un’auto privata.
Purtroppo dopo poco però ci comunicano che anche quelle vengono bloccate e che c’è il forte rischio di rimanere bloccati a metà strada senza sapere cosa fare; usando internet vediamo che c’è un volo aereo da Juliaca (che dista solo 1 ora da Puno) alle 14.45, opzione da usare come ultima spiaggia.
Torniamo alla stazione degli autobus per vedere se la situazione è cambiata, niente.. è confermato che oggi e domani tutti i bus sono stati rinviati in attesa di eventi e così alla fine siamo costretti a prendere la decisione di affidarci al volo aereo.. costerà ma almeno siamo sicuri di arrivare a Cusco in giornata ed io non perderò la caparra per l’incatrail e soprattutto la visita a Machu Picchu.
L’ora e mezza di taxi sarà un misto di emozioni, speranza, fiducia, esasperazione per la lentezza nella guida del taxista.. un bravo e pacato signore che nel viaggio ci parla della sua famiglia, della corruzione del paese e della sua vita.
Ma in aeroporto i problemi non si risolvono subito.. è forse l’unico aeroporto al mondo senza biglietteria e senza connessione internet e così siamo obbligati ad andare in un centro commerciale a Juliaca per poter fare i biglietti al punto Lan.
Se ripenso ad ora al mio stato d’animo quando ci dicono che c’è rimasto un solo biglietto per il volo a lì a poco…. io a quel punto decido di lasciarlo alla signora spagnola, lei perderebbe più di me ed io posso sempre dormire in aeroporto e prendere il primo volo del giorno seguente; sarà stata questa gentilezza o chissà altro, ma dopo 10 minuti salta fuori un altro posto e da lì, felice si corre in aeroporto.
Quando tutto sembra andare per il meglio, a check-in già effettuato… altro problema, volo cancellato!
A Cusco hanno bloccato anche l’aeroporto, l’aereo può atterrare ma hanno bloccato le uscite ed i passeggeri non possono uscire; per fortuna, dopo due ore di attesa, la situazione si sblocca e possiamo partire, volando prima su Lima e dopo verso la nostra meta finale.

Atterrerò a Cusco alle 18.. alla fine solo 3 ore dopo all’orario d’arrivo previsto con il bus.. con 200 dollari in meno, stanco morto, ma con la consapevolezza di aver incontrato tante persone che non avrei mai avuto modo di conoscere… la signora spagnola un po’ pazza con cui abbiamo fatto coppia tipo Pechino express, la giovane ragazza della reception a Puno che si sbatteva per aiutarci e rimaneva genuinamente sorpresa della modernità dell’Iphone che usavo, il taxista che chissà quante ne ha viste, lo spagnolo/peruviano nostro vicino d’aereo che si fa il filmato con gli auguri di buon compleanno fatti da noi da mostrare ai suoi famigliari, il cileno sul secondo volo che da dell’ubriacone a Vidal..
Insomma, avrei potuto attendere il bus, provare a fare all-inn.. se andava bene risparmiavo, ma almeno ora sono qui e con un avventura da raccontare in più.

Arrivato a Cusco condivido il taxi con una ragazza uruguayana con la quale esco dopo esserci sistemati in ostello; scopriamo insieme la città che di notte è fantastica, le piazze, le chiese illuminate, le vie strette.. mi sorprende, non pensavo fosse così bella.
Nel frattempo parliamo un po’, mi da alcune dritte su Montevideo e l’Uruguay in generale e ceniamo insieme, io provo l’Alpaca con curry e yogurt.
Prima di cena, per strada, incrocio la coppia di Madrid con cui avevo condiviso il trekking nel canyon del Colca.. abbracci, saluti amichevoli e scopro finalmente cosa è successo oggi.
A Cusco hanno organizzato due giorni di sciopero totale per protestare contro la privatizzazione di Machu Picchu e degli altri siti turistici regionali.. la prima mattina è stata infernale, tutto chiuso, manifestazioni, aeroporto bloccato, strade da cui si passava solo a piedi, Machu Picchu irraggiungibile, ogni servizio turistico sospeso.
Insomma, un bel casino, anche se giustificato dato il motivo dello sciopero.

Oggi invece è stata una giornata semi-regolare; mi sveglio presto, la voglia di andare a visitare la città è forte ma a colazione, parlando con dei francesi, vengo a sapere che anche oggi Cusco è bloccata.. loro avevano il treno per Machu Picchu ma sono state rimbalzate in stazione.
Non demordo, il sole già bello alto, gli sforzi fatti per arrivare fin qui mi fanno uscire subito; scopro il quartiere di San Blas, con i muri bianchi e le persiane ed i balconi colorati di blu, le sue scalinate tipiche e la sua aria un po’ boheme.
Salendo arrivo a Sacsayhuaman, cittadella conquistata in passato dagli spagnoli e dove c’è stata una delle principali ed ultime rivolte Inca contro i conquistatori europei.
Il sito è bello forte ed io mi ci perdo dentro per ben 2 ore osservando i grandi massi che fanno da muri difensivi incastrati con cura, il resto di una torre con base imponente, la zona religiosa e poi lì vicino c’è il moderno Cristo che domina la città di Cusco con una vista stupenda.
Verso le 11 scendo in centro, piano piano i turisti lasciano il posto ai manifestanti ed una volta in arrivato nella piazza principale la cosa è gigantesca.. chiese e negozi chiusi, polizia, tanta tanta gente a protestare pacificamente; la piazza è ancora più colorata del solito, con vecchi, lavoratori e bambini.. sembrava quasi più una giornata di festa che di protesta, con i vari gruppi che mangiano all’aperto e si danno il cambio per girare le vie cittadine con i cartelli contro il governo.
Io continuo per la vicina piazza Regocijo, salgo verso San Francisco e l’antica porta d’ingresso; proseguo verso il mercato, che purtroppo non è aperto, e per sfogare il primo appetito prendo da una venditrice di strada una buonissima patata dolce, infine chiudo andando su Avenida del Sole e al Museo Qorikancha.
Verso le 3 e mezza noto che tutti lentamente vanno a casa, la protesta è finita ed i turisti si riappropriano della piazza mentre i negozi riaprono.. solo le chiese rimangono chiuse.

Alla fine è stata più che altro una gran bella passeggiata per la città, senza riuscire ad entrare ed ad approfondire alcuni luoghi interessanti (ad eccezione di Sacsayhuaman), ma la giornata mi ha appagato.

Mentre sono qui seduto su una panchina della piazza de Armas ad aspettare l’orario del briefing per l’indomani penso che Cusco con le sue piazze, le chiese, i continui sali e scendi su strade ciotolate è talmente bella da non soffrire la presenza massiccia di turisti.

Ore 23.30
Sono rientrato ora da cena, zaino pronto per l’incatrail.. si parte!
I problemi di sciopero sembrano terminati e adesso ho due giorni per godermi Machu Picchu; la sveglia è per le 4.30 ma ormai ci sono abituato.
A cena mi sono trovato ancora con la ragazza uruguayana, molto simpatica e poi è bello confrontarsi sulla propria giornata e parlare del più e del meno.. troviamo un ristorantino molto bello con 3 tavoli, tutta roba cucinata sul momento praticamente di fronte a noi utilizzando solo prodotti locali; infatti il mio alpaca con peperoni e cipolle era super, mi viene appetito solo a ripensarci.

sabato 2 gennaio 2016

Tra Alpaca, tango e matè - 3 sett tra Perù,B.Aires e uruguay V

ore 22

Sono a Puno nella camera dell’ostello (che a dir la verità è più un B&B).
Sono rientrato dopo aver cenato in compagnia di un ragazzo francese di origini algerine che era seduto vicino a me sul bus; simpatico e alla mano e poi almeno non ho mangiato da solo e ho scambiato due parole confrontandosi sul viaggio che stiamo facendo.

Oggi alla fine è stata più che altro una giornata di trasferimento, 6 ore e mezza in bus guardando dal finestrino queste distese interminabili interrotte da qualche casa o da qualche cava da cui vengono estratti metalli o minerali vari.

Le uniche città passate si caratterizzano per le solite strade sterrate, i car wash con l’insegna con ragazze in bikini (anche se poi a lavorarci sono tutti ragazzi o uomini panzuti) e, in particolare Juliaca, per il gran mercato all’aperto che si svolge a bordo strada.

Finora il sud mi è sembrata la parte più povera del Perù ed è la prima volta che mi sento un po’ “lost in world”, poi durante il viaggio in bus ho riflettuto parecchio e, come sempre, questi viaggi mi fanno capire molto di me.
Puno non mi ha fatto una grande impressione.. una città cresciuta lungo la costa con tutte le case in mattoni rossi che si inerpicano senza regole sulla collina.
In due ore passeggio per il centro con la sua cattedrale molto spoglia, le due piazze colorate, la via con ristoranti e negozi turistici ed infine per il mercato alimentare; finito il giro “turistico” mi fermo a mangiare dei Chicharrones prima di entrare/uscire dai vari negozi di Alpaca.









L’unica cosa veramente particolare è l’abbigliamento delle donne locali.. colorato e con una specie di bombetta come cappello; peccato non essere arrivato di domenica, dicono che sia la città più folkloristica del Perù ed ogni fine settimana ci sono danze e banda musicale per le vie centrali.

Mi becco anche il primo acquazzone, per fortuna alla sera e nelle due ore in cui sono stato in ostello, ma il freddo si sente bene ed anche l’altitudine; i 3.800 mt mi fanno stancare quando cammino veloce e mi viene anche un leggerissimo mal di testa.

Chiudendo, per ora, Puno.. rimandata, vediamo domani dopo il giro sul lago e per le isole.. ora dormo anche perché i due pisco sour si fanno un po’ sentire..


20 ottobre ore 17.00 Puno

Aperitivo time in un bar sulla via commerciale di Puno; per ora dentro al bar non c’è nessuno ma almeno si vede un po’ lo struscio che si svolge al di fuori.
Da 5 minuti ha ripreso anche a piovere, una leggera pioggia che però non pesa anche perché oggi ha fatto sempre bello con sole senza nuvole fino alle 3 di pomeriggio; è probabile che faccia spesso così, mattina bello e verso sera nuvole e leggera pioggia.
Avevo rimandato Puno ad oggi..non posso dire che mi abbia completamente convinto, cioè.. è un bel posto ma molto, forse troppo, turistico.

Comunque la giornata è andata molto bene, in primis perché con il bel tempo il lago veramente si mostra con il suo vestito migliore.
Il lago è veramente enorme, soprattutto quando esci dalla baia di Puno ci sono dei punti dove la riva la si vede veramente lontana, un po’ come un piccolo mare; ma è il colore che me l’aspettavo diverso, più acceso quasi color ghiaccio, invece è molto simile ai nostri laghi.
Io ho visitato le due isole più famose, la prima (isole Uros) si caratterizza per non essere una vera e propria isola terrestre ma un insieme di spazi galleggianti sull’acqua.
Camminandoci sopra la sensazione è veramente strana, è soffice e sembra di avere dei cuscinetti di gomma sotto le scarpe; ci spiegano anche come sono costruite, utilizzando del terreno legato insieme con al di sopra queste canne di tortora che fanno da base per le case e tutto il resto.








Poi i colori dei vestiti delle donne e degli uomini sono vivaci e particolari e come trasporto usano barche fatte con bottiglie di plastica ricoperti delle solite canne di tortora.










La seconda, di nome Taquile, è veramente un’isola.. decisamente più grande e con vita più reale; ci sono le classiche colline terrazzate coltivate e la passeggiata verso la piazza principale è molto carina con i suoi archi e soprattutto perché offre viste spettacolari sul lago.
I vestiti qui sono meno colorati per via dell’origine spagnola e la gente sembra avere due attività principali, l’agricoltura e la produzione di sciarpe, guanti ed altri vestiti in lana.
Ci spiegano che i vestiti variano in base allo status sociale (sposato, nubile, governatore città..ect) e che la popolazione si autoregola con leggi proprie e rappresentanti scelti autonomamente.
A differenza delle prime isole, qui la gente non vuole che la si fotografi e questo è una cosa che mi piace; infatti, anche se gran parte del turismo arrivi qui per questi abiti particolari, quando la cosa diventa ad uso e consumo dei turisti sembra quasi come se fosse sempre carnevale.









Chiudiamo la giornata con pranzo vista lago a base di zuppa e ottimo trota alla griglia.

In generale devo dire che è stata una bella gita, il lago grazioso e la popolazione molto particolare; mi rimane il dubbio su quante di queste tradizioni vengano mantenute per volontà loro e quante per i turisti che portano parecchio lavoro e denaro.
Sceso dalla barca, a piedi faccio la strada verso il centro e finalmente vedo la vera Puno.. con botteghe artigiane, mototaxi fatti a risciò, venditori di cibo per strada, locande alla buona.. e qui mi trovo già più a mio agio.




Poi capito nel rito religioso di benvenuto ai nuovi studenti.. la strada viene dipinta con graffiti colorati, rose e altro ancora mentre al microfono si chiede al Signore una buona annata per i giovani studenti.


Alla fine Puno non è una bella città, forse troppo turistica, ma penso che all’interno di un giro del Perù sia una di quelle mete da fare.. anche solo per navigare nel lago Titicaca baciati dal vento e dal sole o per vedere i colori e la vivacità della sua gente.
Sono contento che domani ci si muova ancora.. l’ultima tappa peruviana si avvicina, mancano solo le classiche 6 ore di bus e finalmente sarò a Cusco e Machu Picchu