giovedì 29 novembre 2012

La mia Cina - parte 2

15 ottobre – Pechino

Son le 9 di sera, siamo appena tornati in ostello dopo aver vissuto una giornata intensa come poche altre.
Ma che spettacolo però!

La mattina è iniziata presto; sveglia alle 7 e alle 8, dopo aver fatto colazione, siamo già pronti ad incamminarci verso la visita della Pechino storica.
Appena usciti dal nostro ostello l’Hutong sembra un posto differente da quello del giorno precedente.. il casino, i venditori ambulanti, i giovani turisti sono sostituiti dalla gente comune che sta per iniziare la loro attività lavorativa.
Signore che sfrecciano in bicicletta, motorini elettrici con il loro clacson, uomini che trascinano carretti stracolmi, operai che vanno lentamente verso il loro cantiere.. praticamente è il quartiere che lentamente si sveglia.
Per raggiungere Piazza Tien'anmen optiamo per utilizzare la metropolitana, peccato che sottovalutiamo la distanza e per raggiungerla ci facciamo almeno una ventina di minuti a piedi.
Comunque la camminata è utile perché ci mostra dei lati nuovi della città.
Notiamo subito che i lavori per la nuova fermata della metro stanno sventrando una parte di Hutong, qui non ci mettono veramente nulla a buttare giù le vecchie case in favore dei nuovi palazzi ipermoderni o di nuove strade.

Mentre alla nostra destra, lungo lo stradone, sfrecciano auto, bici, carretti e moto..noi curiosiamo dentro le stradine che son rimaste; è tutto un panni appesi, case a un piano, fili elettrici collegati un po’ come capita e tanti tanti negozietti.. ognuno con la sua specialità.. chi è parrucchiere, chi vende vestiti da 2 euro, chi vende la carne, chi ripara motorini e così via..
Altra cosa troppo particolare sono le insegne stradali, nei cartelli di divieto o di segnalazione i poliziotti sono rappresentati da pupazzetti tipo cartone animato.. forse un modo per renderli simpatici o comunque più umani agli occhi della gente. troppo forte!

Comunque la metro è la cosa più moderna che abbia visto finora; gigante, pulitissima, piena di tv a schermo piatto e i treni sono silenziosi e nuovissimi.
Poi le pubblicità, tutte di marchi occidentali a noi conosciuti (chissà cosa ne penserebbe Mao…) e durante il tragitto i filmati vengono sparati sui muri delle metro in modo da porteli vedere attraverso i vetri.
Una cosa che invece può un po’ scocciare è che ogni volta, all’ingresso della metro, si deve passare un controllo della polizia e se si ha qualche borsa o sacca devi farla monitorare attraverso i raggi X.
Però almeno a fare i controlli son tutte poliziotte giovani (di cui molte carine) e sempre con il sorriso e un po’ anche di imbarazzo nei nostri confronti.
Quando poi finalmente siamo alla porta Anteriore arriviamo a toccare per mano quella che è la piazza più grande al mondo.
Effettivamente è qualcosa di veramente maestoso e grandioso; oggi camminandoci sembrava non finisse più e man mano che ci avvicinavamo alla porta della Pace Celeste ci chiedevamo, ma quanta gente ci sta qua dentro??
Camminando con assoluta calma osserviamo il mausoleo di Mao (dove però non entriamo), la colonna del monumento agli eroi del popolo, i palazzi del partito che costeggiano la piazza, le statue dedicate ai combattenti e poi ci imbattiamo in uno dei tanti confronti tra il moderno e l’antico presenti in Cina.
In mezzo a questa piazza che ci accompagna alla Città Proibita ci sono due megaschermi al led (e quando si dice mega qui in Cina vuol dire che sono veramente giganti) che pubblicizzano le bellezze turistiche dell’intera nazione.. filmati spettacolari che alternano natura, cultura e cibo.

Oltre a noi in questa piazza si trova un po’ di tutto.. tante comitive di cinesi in vacanza con le bandierine della Cina in mano che si fanno fotografare con dietro la foto dell’antico leader.
I vecchi poi sono delle macchiette; vestiti a festa si fanno fotografare orgogliosi e con il petto in fuori.. si legge nel loro volto quella fierezza o comunque soddisfazione nell’essere qui, nella capitale.
I bambini invece ci guardano curiosi, alcuni con occhi sgranati e quando noi li salutiamo ci sventolano la bandiera che hanno in mano o si mettono in posa per una foto.
A proposito, saranno state le tante telecamere, i tanti militari (sia in divisa che in borghese) o anche solamente la gigantografia della faccia di Mao che guarda la piazza, ma la sensazione di essere sottocontrollo è forte, sembra di avere molti occhi addosso.

Quando superiamo la ipertrafficata strada Chang’an e la foto di Mao entriamo nella zona che fa da anticamera alla Città Proibita.
Le persone che vediamo qui e dentro al sito storico ci fanno capire che ora non è poi così proibito starci.. anzi.
Prima di entrare ci imbattiamo con la curiosità della gente, che per la prima volta ci ferma per fare foto con loro.
All’inizio sono dei signori incuriositi e divertiti dal cappello di carta che avevo comprato e poi due ragazze che sono esaltatissime dal fare la foto con Teri…. Ovviamente a me fermano i vecchi e a Teri le giovani!

Nelle due ore che passiamo nella città Proibita abbiamo la possibilità di visitare per bene i vari palazzi, i cortili, le scalinate, i ponti e tutte le strutture che la compongono.
Devo dire che tra la cosa che mi ha colpito di più è la ripetitività delle costruzioni.. c’è il cortile con il suo palazzo, poi un altro cortile e un altro palazzo.. e così procedere fino in fondo.
Come dice Teri “Stucchevole nella sua ripetitività ma affascinante”
Mi son piaciuti molto gli edifici in legno, dove il colore predominante è il rosso, e i loro tetti, di colore giallo, che hanno una forma particolare e finiscono con una punta rialzata con sopra una serie di draghi.
Il drago è poi ripetuto più volte ed è presente anche nelle scalinate centrali che portano all’ingresso dei vari palazzi; scalinate che erano tra l’altro riservate solo all’imperatore.
E’ stato bello anche notare la differenza di colori tra i palazzi ristrutturati e quelli non ancora sistemati, forse meno accesi ma sicuramente più vissuti.
Mentre eravamo nei giardini, che hanno piante e rocce dalle forme strane, vediamo che i cinesi hanno un senso della fotografia tutto loro.
Fanno di quelle foto che più assurde non ci sono!.. primi piani che coprono tutto il panorama, pose signorili, tagliano i tetti e le cime dei palazzi, quando sono in comitiva vengono tagliate le persone laterali.. e poi quando vengono fotografati fanno sempre il gesto delle due dita a V.
Ma soprattutto ora io mi chiedo.. E’ una cosa contagiosa? Perché, riguardando le foto, vedo che anche Teri è stato attaccato da questo virus delle due dita!!! Mah…

Invece una volta uscita dalla porta in alto ci imbattiamo nel famoso trucco del The.. due ragazze ci avvicinano e con la scusa di chiederci cosa facevamo in Cina, da quanto eravamo arrivati e cose simili dopo un po’ ci propongono di andare a bere il The in una storica sala lì vicino… sapendo di questa truffa ovviamente abbiamo rifiutato e liquidato le due, anche perché diciamocelo erano due bei gabazzi.
Comunque dopo la città proibita siamo tornati in piazza Tien'anmen; soprattutto volevamo entrare nel palazzo da cui si affacciava Mao per parlare alla folla.
Per arrivarci camminiamo un po’ lungo le mura esterne della città Proibita e poi prendiamo un mezzo di trasporto spettacolare.
E’ un motorino, o meglio un baracchino, sul quale hanno montato una struttura in alluminio in cui ci si può sedere al massimo in 2.. quando si dice viaggiare comodi.
Tra l’altro la tipa voleva un prezzo assurdo (50 euro) per portarci ma l’abbiamo liquidata in malo modo dandole un decimo.
Comunque la vista della piazza dal palazzo è qualcosa di eccezionale, ti sembra tutto piccolino e non finisce più.. poi le sale interne sono un’esaltazione della figura di Mao e del partito Comunista.
Io ero quasi tentato di comprare l’orologio con il faccione dell’antico leader, ma per fortuna mi son trattenuto!

La giornata sarebbe già stata soddisfacente; il primo impatto con questa cultura mi è piaciuto, forse sarà che di carattere anch’io sulle prime son sempre pacato e rispettoso ma il loro modo di comportarsi lo apprezzo.
Chissà se è solo nella capitale o anche nel resto della Cina; poi son contento che finora lo stile occidentale non ha ancora attaccato la mentalità delle persone, non so se è meglio o peggio ma finora mi è parso tutto molto diverso.
E per fortuna che durante la Rivoluzione Culturale la città proibita non è stata abbattuta come hanno fatto con le antiche mura o con tanti monasteri, sennò non avremmo potuto toccare con mano lo stile imperiale dell’epoca.
Oltre quello visto oggi, quello che mi ha esaltato è il primo contatto con questo popolo, una curiosità così nei nostri confronti forse non l’avevo mai trovata… una curiosità positiva, senza doppi fini.

Ripensandoci, oggi abbiamo fatto veramente tante cose…tante emozioni.. cavolo siamo qui da 36 ore e già mi sembra di essere in viaggio da una settimana.

Comunque dopo abbiamo proseguito nella via commerciale del Dashilan; ecco qui si manifesta di nuovo la contrapposizione nuovo-antico, forse la Cina che sarà contro quella che è attualmente.
Questa antica via una volta era tutta negozietti quasi a conduzione famigliare, ora invece è stata ristrutturata e ha negozi delle più famose marche occidentali.. Sturbucks, Zara, Jack Jones…
E alla fine, oggi, questa strada è poco frequentata dai cinesi.. se non da quelli in vacanza qui.
Due cose simpatiche però son mi successe, una è l’assaggio dello yogurt fresco…e l’altra è quando padre e figlio mi fermano per fare una foto con il vecchio.. i sorrisi, i ringraziamenti e anche qualche risata.. bello!

Ma la contrapposizione sta nel fatto che appena abbiamo cambiato via, prendendone una parallela, tutto è cambiato!
La pulizia e l’ordine di prima lasciano spazio ad insegne luminose, fili elettrici cadenti, gente che cucina per strada in grossi pentoloni, venditori ambulanti..questa è la Cina che mi aspettavo!
Noi ovviamente iniziamo con l’assaggio di cibi vari.. ravioli, panzerotti ripieni, spiedini.. ci facciamo trascinare da questi sapori nuovi, magari non sempre delicati ma comunque interessanti e poi tutto costa veramente poco.
Sta di fatto che senza rendercene conto, quando è ormai buio, girando un pò a casaccio arriviamo in una Piazza Tien'anmen illuminata.

Aa dir la verità eravamo un po’ stanchi, ma diamo l’ultimo colpo alla giornata prendendo la metro per andare nella “Piccadilly Circus” di Pechino.. almeno così l’abbiamo ribattezzata noi.
Arriviamo in Wangfujing e all’inizio rimaniamo un po’ spiazzati; qui si ritorna alla modernità, palazzoni altissimi, sovrapassaggi pedonali per superare le corsie trafficate e finiamo in centro commerciale gigantesco.
Qui la cosa stranissima è stata che non c’era quasi nessuno.. non dico a comprare, ma neanche a fare un giro per negozi. Vuoto! Bho, forse abbiamo sbagliato orario o non so.. comunque in una città come Pechino trovare questo centro commerciale deserto è stata una sorpresa.
Comunque quando arriviamo nella via pedonale, un po’ a Piccadilly assomiglia sarà per le insegne luminose ma un po’ ci si avvicina.
A differenza del vicino centro commerciale, qui le strade son pienissime di gente e poi c’è il mercato notturno del cibo “Donghuamen Night Market”
Ecco, questa è un’esperienza che suggerisco a tutti.
Il mercato è pieno di bancarelle che vendono qualunque cosa sia commestibile.
Si parte con i piatti più semplici come ravioli o noodles ma poi si arriva a trovare cavalucci marini, stelle marine, scorpioni, tarantole, strane bevande colorate con le bolle, dolci e tutte cose simili. Sembra quasi di stare nella trasmissione “orrori da gustare”.
Il mercato era pienissimo e oltre al cibo, anche i venditori fanno parte dello spettacolo.. ti chiamano, ovviamente solo in cinese, e ti fanno vedere come preparano i cibi.. perché si, alla fine è tutto preparato e cotto lì sul momento, per strada..

Ore 23.30

Siamo appena rientrati in camera; dopo il mercato siamo usciti nel nostro Hutong a fare uno spuntino e alla fine, mentre parlavamo delle esperienze vissute oggi, ci siamo fatti 3 birre in un baretto sgranocchiando una fetta di pizza.
Anche perché prima abbiamo assaggiato una specie di crepes con dentro una schiacciatina fritta con salsa piccante… non il massimo diciamo.
Andiamo a dormire che domani c’è la Grande Muraglia ed ha appena iniziato a piovere..speriamo bene..
Mi viene in mente il nostro meteorologo di fiducia Giorgio..”Tanto a Pechino non piove mai..”

lunedì 26 novembre 2012

La mia Cina - parte 1

Cina?

Prima di questo viaggio quando pensavo alla Cina mi venivano in mente poche cose, giusto quelle che si percepiscono da una svogliata lettura dei quotidiani italiani..
I ristoranti con il pollo alle mandorle e involtino primavera, le Chinatown sparse nel mondo, i negozi “tutto a 5 euro” , i massaggi cinesi, le notizie economiche che ne parlano come della nuova locomotiva mondiale, la grande Muraglia, la limitazione della libertà d’espressione..

Sarà forse anche per queste poche e superficiali conoscenze che quando ho avuto la possibilità di prendere tre settimane di ferie la Cina è balzata prepotentemente in testa alle mie preferenze.. e così, dopo una fase di studio e confronto con chi c’era già stato (un grazie particolare ad Andrea), la scelta è diventata definitiva.

Scelto l’itinerario base, a luglio scatta la prenotazione dei voli e, sfruttando un’offertona di Air China, compro biglietto di andata-ritorno dall’Italia più due voli interni.
L’idea inziale era di partire in solitaria, ma per fortuna un paio di settimane si aggiunge a me il grande Teri… toccherà a noi due affrontare il Dragone Cinese!

Nei precedenti alla partenza decido di approfondire la conoscenza del posto che visiterò e lentamente scopro una nazione con una storia a dir poco affascinante e soprattutto mi convinco di una cosa….
Siamo fortunati perchè in questo particolare momento storico la Cina è nel massimo fermento; di conseguenza i posti che visiteremo e che vivremo sono differenti da come erano qualche anno fa e sicuramente nel giro di pochi altri anni subiranno altri grandi cambiamenti.
Nel nostro piccolo potremo toccare e vivere di persona un momento cruciale della storia mondiale e quindi partiamo con un grande obiettivo… cercare di capire che direzione sta prendendo la Cina…

L’itinerario è questo:
Arrivo a Pechino domenica 14 ottobre
14 – 17 ottobre Pechino (treno notturno per Xi’an)
18 – 19 ottobre Xi’an (aereo tardo pomeriggio per Chengdu)
19 – 25 ottobre Chengdu (con nel mezzo trasferte nella regione dello Sichuan – Emei Shan, Leshan)
26 – 28 Guilin
29 – 02 novembre Shanghai

Siamo pronti a partire...

Sabato 13 ottobre - ore 21.00

Siamo sull’aereo, son parecchio emozionato e spero di dormire un po’ in queste 10 ore di volo; io e Teri ci guardiamo intorno per vedere chi sono i nostri compagni di viaggio.. l’80% saranno cinesi che tornano a casa, pieni di borse Gucci-Hermes..son i nuovi ricchi; gli altri invece son italiani, tutti imprenditori o faccendieri che sperano di trovare fortuna o l’affare del secolo.
Poco dopo il decollo abbiamo scambiato due parole con il vicino.. è il tipico imprenditore milanese che andrà al nord delle Cina per controllare la qualità di alcune fabbriche di borse, che ovviamente finiranno nei nostri negozi con il marchio Made in Italy.
Si parla del più e del meno e sottolinea le dimensioni delle città cinesi, enormi.. tanto che prima di metterci le cuffie ci lascia con una perla.. “quando torni a Milano e in 30 minuti l’hai già girata tutta.. pensi.. Tutto qui?”

Domenica 14 ottobre

A Pechino siamo accolti come si deve, entriamo in bagno e uno sputa mentre l’altro scoreggia a un passo da noi.. benvenuti in Cina!
Il controllo passaporti è rapido e usciti dal moderno aeroporto prendiamo un taxi verso il nostro alloggio
La sua conoscenza dell’inglese è pari alla nostra del cinese, quindi per farci capire gli forniamo una stampa in cinese con l’indirizzo.
Il percorso verso l’ostello ci vede come due bambini all’interno di un negozio di giocattoli.. è un continuo “guarda qua… guarda là”..tutto è nuovo, tutto è particolare.

L’ostello si trova all’interno di un antico Hutong.
Gli Hutong sono dei piccoli quartieri abitati dalla gente comune formati da delle viuzze e con case tradizionali; quelli più vecchi hanno anche 1000 anni e quindi rappresentano in pieno lo stile di vita e la storia cinese.
Purtroppo nell’ultimo decennio molti di questi quartieri vengono abbattuti e sostituiti con anonimi e giganti palazzoni e grattacieli.

Il taxista ci molla ci all’ingresso del nostro quartiere, il Nanluoguxiang, ci parla in cinese e ci indica con la mano dove andare.. noi, senza aver capito, con le valigie e gli zaini iniziamo a percorrere la strada per l’ostello.
Ci sembra di essere stati catapultati in un altro mondo, la sensazione è proprio quella di essere presi e buttati qui senza spiegazioni né manuale d’istruzione.
Intorno a noi una marea di gente, venditori ambulati che propongono di tutto, biciclette e motorini elettrici che sfrecciano e suonano il clacson per passare tra le persone, giovani alla moda con vestiti sportivi dai colori assurdi e poi le bancarelle del cibo, vendono un proprio di tutto e soprattutto emanano degli odori a noi nuovi..

Son le 15 e siamo in ostello, ci stiamo sistemando e organizzando per i prossimi giorni.. dobbiamo prendere l’escursione alla grande muraglia e i biglietti del treno per Xi’an.. ma non so io non vedo l’ora di uscire e vivere questa città.. siamo in un Hutong pazzesco.

….

Ore 23… siamo appena tornati dalla cena, abbiamo subito giocato il jolly andando a mangiare l’anatra laccata.. che buona!
Per mangiarla siamo andati in un altro Hutong, in un ristorante consigliato da un paio di guide.. il posto è proprio spartano, all’esterno non c’è neanche l’insegna, il nome è scritto sul muro con la vernice; ma lo stesso quartiere è ancora più “reale” del nostro.
Mentre aspettiamo che si liberi un posto, osserviamo la preparazione e il forno in cui vengono cucinate le anatre e tra le altre cose, sulla parete, c’è anche la foto di AlGore in visita qui.
Il locale è paragonabile alla peggiore bettola italiana; tavoli tutti diversi tra loro, frigoriferi che fanno un rumore assurdo, fazzolettini al posto dei tovaglioli, scantinato con la porta semiaperta dove è meglio non guardare dentro.. però quando arriva l’anatra è uno spettacolo.
Prima ce la portano intera da visionare e poi ti viene servita già tagliata accompagnata da verdure di diverso tipo.
I sapori sono indescrivibili, ma il fatto che spazzoliamo via tutto dimostra la sua bontà.
Il primo pomeriggio a Pechino è stato più che altro di ambientamento; abbiamo girato il nostro quartiere, passeggiando nelle vie laterali (S.Luogu Alley, Maor Hutong) e andando verso il vicino laghetto Qinghai
Tra le cose che ci colpiscono di più spicca un cantiere edile dove nelle vicinanze hanno costruito delle case prefabbricate per gli operai che così non perdono tempo nel trasferimento e sono subito pronti ad iniziare a lavorare.

Oltre questo facciamo subito conoscenza della famosa burocrazia cinese.
Trovando una banca aperta (ebbene si… anche di domenica) entriamo per cambiare un po’ di denaro in modo da essere a posto per i prossimi giorni.
Entrati ci avviciniamo al banco informazioni dove un galoppino prende per noi il numero e ci porta vicino allo sportello.
Avremo davanti 2 o 3 persone, così pensiamo di sbrigarcela nel giro di 10 minuti… vabbè dopo mezz’ora tocca a noi, il galoppino che si era attaccato alle nostre costole ci indica dove andare e sparisce.
Allo sportello l’iter è stato più o meno questo:
- Compilazione di un modulo con indicati i nostri dati e l’importo
- Fotocopia del passaporto
- Consegna del denaro da cambiare
- La cassiera inizia a controllare il nostro modulo (leggendolo attentamente tutte le 3 copie) e timbra e sigla le singole copie.
- Conta i nostri soldi, li passa nella conta-soldi, ri-conta i nostri soldi e li ri-passa nella conta-soldi
- Prende un altro modulo, lo compila e ce lo fa firmare
- Lo controlla e lo timbra
- Prende i soldi da consegnarci.. li conta lei, li passa nella conta-soldi, li ri-conta e li ri-passa nella contasoldi.
- Finalmente riceviamo Yuan.

Comunque nel giro odierno abbiamo costeggiato il laghetto, c’erano molte persone a passeggio e i bar avevano quasi tutti un cantante che suonava canzoni poco allegre per intrattenere la gente.
Evitati di essere investiti dai vari risciò, ci confondiamo tra la folla e mentre viene buio ci buttiamo nell’assaggio del cibo da strada.
Proviamo un po’ di tutto, dal pesce fritto al raviolone ripieno e allo spiedino di carne.
Anche qui non bisogna badare molto all’igiene tanto che le scatarrate e gli sputi son la regola.. e poi qua buttano via tutto dove gli pare.
La via pedonale Yandaixie è piena di negozietti e prima di tornare in ostello passiamo anche per la Torre del Tamburo e per la Torre della Campana.

La prima impressione con Pechino è fortissima; i volti della gente, gli odori, il cibo, il traffico, la voglia di essere alla moda occidentale dei giovani, i rumori.. se cercavamo qualcosa di diverso, l’abbiamo trovato!
Andiamo a dormire, ma non vedo l’ora di svegliarmi per vivere tutto questo.

Ps. Oggi tutte le ragazze indossavano delle mollette per capelli con le orecchie in peluche… ovviamente le ho comprate anch'io, non si sa mai che possano servire nel prosieguo del viaggio..

lunedì 24 settembre 2012

Previsioni per l'autunno-inverno

In esclusiva sul mio blog i più famosi esperti meteo illustrano le previsioni per il prossimo autunno/inverno

Autunno.


Giuliacci assicura giornate molto interessanti, piene di cultura, camminate, luoghi sacri, gente nuova e 3 settimane di emozioni sulle orme di Marco Polo... del resto la "Cina è vicina"


Inverno.


La sempre preparata Rosaria Cannavò garantisce un inverno freddo ma interrotto per 3 giorni da un vento "caldo" che spezzerà il grigio invernale e regalerà momenti di massimo divertimento.
In particolare la capitale dell'Ucraina Kiev a metà novembre sarà oggetto di forti correnti, bevute e sano divertimento on the dance floor.. garantisce Rosaria!

mercoledì 22 agosto 2012

Israele 2012 - Tra il sacro e il profano - parte IV

SABATO 9 GIUGNO

E´ l’ultima giornata in Israele e, come quasi sempre durante i viaggi, dopo qualche giorno di permanenza ci sembra quasi di essere a casa; riconosci il baretto sottocasa, il tizio da cui compri l’acqua, alcuna gente che incroci per strada e che ti sembra di aver già visto.. non so, è sempre una bella sensazione.

Il bar dove andiamo a fare colazione poi è veramente particolare, tavolini piccolini, flusso di gente veloce, macchina da caffè un po’ retrò, libri da leggere appoggiati sulle mensole e la spiaggia a una centinaia di metri.. direi il posto dove vorresti fare colazione tutte le mattine.

Noi ci rifocilliamo dopo la serata precedente e tra il via e vai generale, di fianco a noi troviamo un signore che pensiamo sia uno scrittore famoso o qualcosa del genere.
Infatti appena arrivati, quando Teri gli si avvicina per prendere una sedia, lui sembra quasi sorpreso che non venga riconosciuto e che al posto di parlare del libro o di qualcos’altro gli abbia chiesto solo se il posto era libero..
Per fortuna subito dopo arriva una ragazza a chiedergli un autografo.. sennò avrebbe tenuto il broncio tutto il giorno.

Arriviamo in spiaggia in tarda mattinata e ci sembra di essere in un posto totalmente diverso da quello di ieri.
E’ più affollata di Fregene in pieno agosto.. mai vista così tanta gente.
Ogni singolo spazio è occupato da ombrelloni e sdraio e i ristoranti/bar in riva al mare sono presi d’assalto.
Noi andiamo a Gordon Beach dove, a fatica, il tipo degli ombrelloni riesce ad incastrarci tra la gente spingendo un po’ uno e un po’ l’altro.
Alla fine l’effetto location sdraio è un misto tra Twister e la tavola dello Scarabeo a fine partita.. praticamente non c’è regola.
La giornata la passiamo interamente qui in relax.. tra un bagno, una dormita, un po’ di sole e belle ragazze che passeggiano.
Stavolta oltre ai soliti racchettoni scopriamo un’altra usanza dei locali.. il sabato (che per loro è come la nostra domenica) in spiaggia ci sono gruppi di ragazze e ragazze che si ammazzano di vodka.
Solo intorno a noi ci sono 3 gruppi differenti che continuano ad aprire bottiglie e bere sotto il sole cocente. Bevono, parlano, alzano la musica, ballano.
Cavolo, si ubriacano peggio il sabato pomeriggio che il venerdì sera!!

Verso sera però inizio a non sentirmi bene.. il caldo mi ammazza e verso le 5 vado a rinfrescami in appartamento; purtroppo il misto di aria condizionata-caldo assurdo e doccia tiepida mi è fatale e da quel momento inizio a sentire delle fitte terribili all’intestino.. tanto da sudare freddo.
Lascio così gli altri da soli a fare l’aperitivo al solito posto mentre io in camera provo a riposare un po’ per riprendermi.

Alla sera usciamo a cena; eroicamente esco anch’io anche se il dolore non mi è passato.. ma cavoli, è l’ultima serata a Tel Aviv. Devo farcela.
Andiamo direttamente in Lilienblum st, la zona con più locali alternativi.. è sabato e non c’è tantissima gente e così per mangiare proviamo il georgiano-russo Nanuchka.
Già l’ingresso ha tutto il suo dire, il tipo alla sicurezza ci dice che è da 30 ore che non dorme e che è fuori come un cammello.
Il locale si suddivide in due zone, quella ristorante e quella con bar e dj… è particolare ma mi piace.
A mangiare ci sono le specialità georgiane, io purtroppo non riesco a degustarle e faccio perfino fatica a stare seduto.
Di fianco a noi c’è un tavolo di frocioni che sicuramente, vedendo che non riesco nemmeno a stare seduto, penseranno che la sera precedente l’avrò preso anch’io come loro…. Per fortuna non è così!
Comunque la zona dj è piena, ma è più da cocktail bar… da pre-serata.

Usciamo e torniamo sulla Rothschild st.. per essere una “domenica” sera ce n’è in giro di gente! non è il deserto che ci aspettavamo, però si vede che son tutti posti da bere una cosa post cena, abbastanza tranquilli.

Alle 11.. dal dolore devo mollare e torno in appartamento lasciando gli altri in “vita” e quando li vedo tornare verso l’1 mi dicono che son passati dal Clara Beach ma non c’era granchè e anche sulla via principale la gente stava andando a casa.
La notte la passo male.. a fatica riesco a dormire un po’ alternando dolore a passaggi in bagno.

Domenica 10 GIUGNO

Ultimo giorno, il nostro volo è alle 17, quindi abbiamo l’intera mattinata a disposizione.
A me il dolore va e viene ma fatica riesco comunque a muovermi.. così dopo colazione e alcuni acquisti nel negozio vicino (in particolare la crema Ahava, prodotta con i minerali del mar Morto) andiamo a vedere la vecchia cittadina di Jaffa.

Giaffa Vecchia è praticamente l’unica attrazione storica di Tel Aviv, è l’antico porto dove perfino i Veneziani arrivavano con le loro navi per trafficare le merci orientali.
Ci passiamo un paio di orette camminandoci con calma.. il mercatino delle pulci, le antiche costruzioni ormai diventate gallerie d’arte moderne e la Moschea Al Bahr.
Pur essendo la zona più antica il tutto ha un sapore di “moderno”; sarà la recente riqualificazione o i nuovi ristoranti turistici ma per me la cittadina ha perso un po’ di fascino.
Sicuramente la cosa più bella è la vista della spiaggia e della città “nuova” che si ottiene dalla collinetta in cima ai giardini.

E’ mezzogiorno e tornando verso il centro facciamo un po’ di lungomare..
è l’ultima immagine di Tel Aviv, è arrivata l’ora di prendere i bagagli per andare in aeroporto.

Ci avevano avvisato di essere in aeroporto 3 ore prima della partenza, all’ inizio pensavo fosse un pò un'esagerazione.. però quando a dirtelo sono quelli di Alitalia, il tizio dell'appartamento e il taxista.. direi che si inizia a pensare che forse un motivo c'è.
un 5 km prima dell'aeroporto c'è una specie di casello, alcuni vengono lasciati passare e altri fermati.. a noi (che eravamo su un pulmino da 6) ci hanno fermato, è salito militare con mitra a farci un paio di domande e a controllare i bagagli.. comunque rapido.
In aeroporto prima di fare ogni check-in c'è il primo controllo passaporto.
Coda abbastanza lunga anche perchè ad ogni persona vengono chieste parecchie cose.. diciamo un 10 minuti almeno a testa.. noi siamo stati una mezzoretta in coda prima del nostro turno.
Anche qui, forse perchè eravamo gruppo di 5, i controlli sono stati dettagliati. prima hanno preso un passaporto a caso e controllato con un pc se era originale. poi hanno allontanato uno a caso e fatto un bel pò di domande (sul tipo di viaggio, luoghi in cui eravamo stati, dove abbiamo dormito, posti visti, ect ect), diciamo un 5 minuti pieni.
Finito con lui, il poliziotto è tornato da noi e ha chiesto altre cose standard come se qualcuno ci avesse regalato qualcosa o se avevamo lasciato il bagaglio incustodito.
Superato questo controllo :shock: , ci hanno messo degli adesivi sul passaporto e abbiamo fatto il controllo del bagaglio.. (è forte che la macchina poi sputa fuori il bagaglio.. quasi lanciandolo sul nastro)...; ovviamente a uno di noi gli hanno poi fatto aprire la valigia per controllare bene il contenuto.

Dopo il tutto torna nella normalità, check-in - controllo bagaglio a mano standard e infine l'addetto di frontiera per stampa passaporto in uscita.
Più che i controlli in se, si perde tanto tempo per le code che si formano ad ogni step.. loro comunque sempre gentilissimi e disponibili.. alla fine diciamo che per far tutto con calma ci abbiamo messo 2 ore / 2 ore e 1/4

Sul volo di rientro cerco di addormentarmi, questa volta non riesco a pensare alle belle esperienze e ai luoghi fantastici visitati.. il dolore assorbe ogni mio pensiero, non vedo l’ora di arrivare a casa.

A distanza di due mesi posso dire di essere soddisfatto di questo viaggio, c’è stato un po’ di tutto; cultura, religione, divertimenti, belle donne.. e poi Gerusalemme è veramente un posto magico, un posto che ti fa ripercorrere migliaia di anni di storia e dove respiri, come in nessun altra città, l’insieme di diverse religioni che convivono a fatica gli stessi luoghi.

Ma.. ripensandoci ora ….… il dolore intestinale dell’ultimo giorno non sarà stata la punizione per tutti i miei peccati???

sabato 18 agosto 2012

Israele 2012 - Tra il sacro e il profano - parte III

Venerdì 8 giugno

Ci alziamo a metà mattina, questa è la prima giornata totalmente dedicata alla spiaggia e al relax.

Colazione al baretto vicino all’appartamento e verso le 11 siamo già sistemati sulle sdraio sotto gli ombrelloni in Frishman Beach.
Tra un tuffo in acqua (che devo dire non è male..ok non sarà il mare della Sardegna ma non è neanche quello di Riccione!), un pisolino e un pranzo leggero (che fighe che c’erano al baretto) la giornata vola via che è una meraviglia.

In spiaggia c’è gente ma non è strapieno, quindi si sta bene; però durante la giornata un paio di cose mi saltano all’occhio.
Le ragazze vengono in spiaggia quasi tutte truccatissime e piene di gioielli e poi il lungoriva è tutto occupato da gente che gioca a matkot (i racchettoni), che sembra essere la vera passione della città.

Come sempre io a metà pomeriggio mi stufo di stare seduto in spiaggia così, con la scusa di cambiare i soldi, decido di farmi un giro.
Inizio a scendere dalla Hayankon st e percorro un po’ della Allenby st.. i negozietti non sono nulla di particolare, praticamente uguali a quelli che si troverebbero in qualunque altra città di mare.. l’unica differenza è l’immancabile metal detector all’ingresso del centro commerciale.
In giro noto gli effetti della Gay Parade che c’è appena stata e che si è conclusa nella spiaggia dell’Hilton hotel (Gordon Beach).. gruppi con atteggiamento molto gaio che sventolano bandiere multicolori, coppie omosex che si baciano per strada e musica technohouse sparata a mille.
Per fortuna la nostra spiaggia e i locali da noi frequentati non hanno risentito della giornata dedicata a loro!!! Sennò penso che gli altri mi avrebbero scotennato.
Dall’Allenby torno passeggiando sul bellissimo vialone Herbert Samuel.. il lungo mare è veramente fantastico e penso che se vivessi qui ci verrei a correre tutti i giorni
Intorno a me guardo gli edifici che stanno sul lungo mare.. si vedono vecchie case a 2-3 piani che si alternano ai palazzoni ipermoderni dalle forme particolari e tutti a specchi che si alzano nel cielo per 7/8 piani.
Qui il settore edilizio sicuramente non sente la crisi, infatti spesso si vedono attaccate alle pareti delle vecchie costruzioni nuovi progetti con figure avveniristiche… immagino che tra qualche anno qui potrebbe essere molto differente.

Raggiungo gli altri in spiaggia, anguria rinfrescante al baretto seduti ai mini tavolini e lentamente il sole scende e si fa sera.
Come aperitivo andiamo in Allenby st, ci facciamo un paio di birre guardando gli europei in un pub e poi andiamo a prepararci per la seconda serata..

Stavolta decidiamo di cambiare totalmente zona, niente Porto e dintorni ma scendiamo direttamente in taxi nella zona Neve Tsedek.
Ci facciamo lasciare all’imbocco della Nahalat Binyamin ed esploriamo questa nuova parte di città.
Come primo impatto in giro pensavo ci fosse molta più gente, ok c’è qualche persona qua e là ma niente macello infernale ma poi scopriamo che la zona più viva è intorno a Rothschild St e Lilienblum st..(la via più alternativa).
Decidiamo di mangiare un hamburger nel posto consigliato dalla Lonely, l’Agadir Bar Burger.
Ambiente informale, maxischermo con partita europei, tavolo di lesbiche tedesche davanti a noi, giovane coppia che si porta il vino da casa.. insomma il posto ci piace.
Il maxi hamburger non è niente male e così verso mezzanotte possiamo iniziare la nottata.
Su mia iniziativa puntiamo secchi al Sublet Roof Top Bar; il posto l’avevo trovato su internet e mi sembrava molto interessante.. purtroppo quando arriviamo scopriamo che oggi è chiuso.
Ormai siamo dei professionisti e non ci facciamo prendere dal panico, così fermiamo due tipe che passavano di lì e chiediamo un posto alternativo.. e ci indicano il Clara Beach che è proprio lì di fronte.. del resto ci vanno anche loro!
Al di fuori del Clara c’è un po’ di coda, ma niente di eccessivo.. poi quando arriviamo davanti all’ingresso, guidati da Teri, ci fanno entrare subito passando davanti agli altri.. magari ci hanno confuso con qualcun’altro, non lo so.. ma un’entrata così trionfale non la facevo da anni!
Superato l’ingresso entriamo e siamo subito concordi tra di noi.. questo è il posto giusto.
Praticamente si tratta di un locale all’aperto, con 3 postazioni bar, una pista dove ballare, dei tavoli tutt’intorno; il tutto su una terrazza proprio sul mare.. gran bella location.
Intorno a noi la gente ci piace, nessun tamarrone.. età media tra i 25 e i 30 e bella musica.
Dopo un giro di perlustrazione ci facciamo il primo giro di vodka.. e poi il secondo.
Proviamo a lanciarci on the dance floor… il famoso Obe-danze e rimasto purtroppo in Italia, però ci iniziamo a divertire.
I compagni a dir la verità sembrano un poco spenti.. così faccio un giro alla "Rino".. cioè da solo e inizio a fare un po’ di conoscenze.
Si fa due parole, diciamo che sono abbastanza incuriosite su come mai abbiamo scelto questa meta e comunque sfoggio alla grande il mio abbigliamento alla Mario (il gestore del disco pub di rifermento a Vb).. abbigliamento che consiste in camicia a righine bianca-azzurre, pantaloni giallo spento e scarpe chiaramente scure.
Tornati dagli altri, vediamo che intorno a loro l’ambiente si è scaldato.. sul tavolo di fronte una tipa balla scatenata sul tavolo e io provo ad attaccare bottone con le nostre vicine.
Verso le 2 torno in ronda; mentre la maggioranza delle ragazze è tutta presa a farsi le foto per poi pubblicarle su facebook o simili, noi (io e Vale) ci avviciniamo al bancone per un giro di vodka.
Tempo zero ci troviamo a parlare con due belle ragazze.. una bionda e l’altra mora con carnagione un po’ scura.. cmq due tipe decisamente interessanti.
Passiamo l’ora seguente con loro…si parla, si beve, ci si conosce meglio… fino alle 3, quando il locale inizia a chiudere.
Non volendo lasciare gli altri.. ci diamo appuntamento con le tipe al Cat&Dog, anche se poi riflettendoci non è stata una gran mossa.. dovevamo affondare i colpi del giaguaro e brillantemente andare direttamente con loro.

Il Cat & Dog è peggio della serata precedente.. ancora più affollato e ancora più in stile “metà anni 90” con techno che spinge a manetta, gente che sgomita per andare al bancone e gay che approcciano pesantemente.. diciamo che il club è abbastanza insopportabile.
Troviamo anche le tipe.. ma son in pista prese a ballare scatenate e ormai un po’ stanchi e soprattutto parecchio infastiditi dal locale le abbandoniamo al loro destino e torniamo mestamente in appartamento.
Son le 5 passate.. facciamo un giro sul lungo mare, la pace e la tranquillità del posto fa sembrare le ore precedenti lontano mille miglia.. e così capiamo che è ora di andare a dormire.