lunedì 12 dicembre 2011

Argentina da nord a sud - 4.700 km in bus più Buenos Aires: parte 6!

10 novembre - rotolando verso Bariloche

Ore 11, ancora più di due ore di viaggio e tutto intorno è sempre pampas e terreno giallognolo con piccoli arbusti alti circa 30 cm; alla lunga il paesaggio diventa un pò monotono, interrotto solo da qualche area di sosta o da piccole cittadine, lontane ore e ore dal resto del mondo.

PAMPAS
...
Sono arrivato in ostello, prima cosa.. per ora neanche l'ombra di una ragazza! sono tutti tipi però una cosa è positiva, stasera Asado d'ostello, siamo in 12, sarà una bella serata.

L'impressione su Bariloche dopo le prime ore? Ha l'idea di essere una piccola Cortina, meno elegante ma con il fattore positivo di avere il lago. Ora siamo fuori stagione (un pò come Aprile da noi) e quindi c'è poca gente ma devo dire che ha del bel potenziale.
Mi lamentavo del caldo e sono stato accontentato, qui c'è un vento gelido che rinfresca bene.
Son contento.. gente nuova, posto nuovo e l'avventura prosegue.
Le ultime ore sul bus sono state spettacolari, dopo tanti km tutti uguali (pampas, terreno secco e piante basse) dal finestrino la vista è cambiata totalmente.
Il primo lago incrociato poi ha un'acqua così limpida, proprio da ghiaccio appena sciolto, e costeggiare il fiume con quel colore così acceso e vivo.. che contrastava con il cielo che sembrava quasi nebbia da quanta sabbia si era alzata dal vento.
Ed infine, dopo tanto, le piante alpine e Bariloche che si mostra in lontananza.


VICINO BARILOCHE

CIOCCOLATERIA A BARILOCHE

BARILOCHE - CATTEDRALE

L'ostello, gestito da una giovane coppia, è molto carino... e così vado subito in camera, mollo tutto, doccia ed inizio a girare per la città.
Fa veramente fresco, il vento punge ma la cittadina me gusta.
I panorami sono fantastici (le montagne, il lago, i colori) e gli edifici sono i classici da montagna e poi che dire delle tante cioccolaterie presenti? ad ogni angolo ce n'è una.

BARILOCHE CITTA' - VISTA DEL LAGO

BARILOCHE - PIAZZA DEL MUNICIPIO

Me la merito, mi sparo una cioccolata "patagonica" più tortina al limone (ottima!... come anche la bionda di fronte a me..)
Si vede comunque che è una città benestante.. lo si nota dai negozi, dalla gente e dai vestiti indossati.
Torno in piazza del municipio e ci sono ballerini e cantanti gauchos. E' il weekend dove celebrano la loro festa ed infatti sabato ci dovrei andare.

BALLERINI GAUCHOS

Ora vado ad aiutare a preparare l'Asado.. tanto poi domani lo smaltisco tutto in bici... Claro!


11 novembre - Circuito Chico

Venerdì, ore 19.30. son distrutto. veramente stanco morto ma moralmente esaltato da quest giornata.
Oggi ho camminato, scalato, pedalato.. tutto molto stancante ma entusiasmante.

Comunque il top è stata la serata precedente, l'Asado d'ostello in cui alla fine eravamo in 16 persone
Il tipo dell'ostello si è messo a cucinare mentre un pò tutti si davano da fare; chi al fuoco, chi sistemava il tavolo, chi andava a prendere a bere.
Quel pazzo ha comprato 600 grammi a testa più un salsiccione.. e così, mentre aspettavamo che il fuoco facesse il suo dovere, le birre e il vino sono partiti a nastro.
Prima si è iniziato con la salsiccia e poi l'Asado.. sarà stato alto 4 cm e grosso come due mie mani.. Il vino scorreva a fiumi e intanto si iniziava a conoscere un pò gli altri compagni d'ostello.
Vicini a me ci sono i "due" di Barcellona con ho subito legato nonostante non gradissero molto la mia stima in Mourinho; poi la coppia colombiana amante della salsa a cui insegno a dire in italiano "vaffanculo".
Con il passare del tempo (e dell'alcool) anche i più timidi si conoscono.. dal giovane canadese che si è preso un break di soli 6 mesi; al tedesco che beve solo panachè (birra+gassosa) al mexicano-americano soprannominato "motherfucker", all'unica tipa single presente.. una tedesca che fa subito comunella con un altoatesino.
Alle 2 lascio i superstiti perchè domani voglio fare il Circuito Chico e, a differnza di molti, non posso permettermi di passare la mattina a dormire.
Infatti quasi tutti fanno via dai 3 ai 6 mesi, bho.. da una parte li apprezzo ma dall'altra penso che molti perdano tempo.. magari per giorni stanno a far serata, stare su facebook, cazzeggiare.. non so, io forse la vivrei diversamente..ma giustamente ognuno se la passa come preferisce.
Comunque dopo questa serata son soddisfatto, è bello passare del tempo con gente sempre nuova.


ASADO D'OSTELLO - QUELLO CHE E' AVANZATO + FOTO DI GRUPPO
La mattina mi sveglio presto, alle 8, e poi esco per la città semideserta; colazione in cioccolateria e il tempo si fa veramente splendido, il freddo è sparito e il sole illumina il lago.
Mi faccio fare due panini da "la Toscana" (negozio che vende alimenti dove la proprietaria ha ovviamente i nonni italiani) e in bus vado verso l'inizio del Circuito.

Scendo alla fermata per il Cerro Campanario, siamo solo io e un altro giovane tipo.. ci guardiamo, lo osservo un attimo... è italiano.. Facciamo due parole e insieme decidiamo di arrivare in cima alla vetta per il sentiero evitando di prendere la nuova funivia.
Mentre saliamo si parla, ci si scambia idee e opinioni e così i 30 minuti di scalatata volano; poi, su in cima, è una cosa mozzafiato. un paradiso.
Da qui in alto si vedono questi laghi giganteschi, con dietro le vette e tutto il verde delle piante intorno... e poi il colore dell'acqua, chiarissimo e limpido.




VISTA DAL CERRO CAMPANARIO

Mi gusto questa vista e questi posti senza fiatare; dopo mezz'oretta saluto Marco (con cui magari ci si rivedrà a El Calafate) e vado a prendere la bici.
Mi aspetta il tour di 27 km tra paesaggi mozzafiato e momenti di totale solitudine.. solo io, la natura e la bici.

IO E LA MIA BICI

E' tutto un saliscendi e in salita mi sembra di essere a volte come Abraham Olano nel famoso giro del 1996 e a volte scattante come il miglior Chiappucci.. le fatiche della serata si fanno sentire e in alcuni pezzi arranco proprio, però ad ogni panorama spettacolare che vedo le forze tornano.
Quando mi fermo su una spiaggia deserta a mangiare i due panini mi sento in paradiso.. il sole, la calma.. sto bene, sto da Dio.




CIRCUITO CHICO

Vado a pensare anche come sia il caso che ti porta a certe situazioni, se avessi seguito il programma e non avessi tagliato un giorno a San Juan ora avrei perso l'Asado di ieri sera e questo giro in bici..
Nel pezzo finale in bici vedo che anche qui la speculazione edilizia avanza, anche all'interno del parco.. tra apa-hotel, ristobar,ect.. è veramente un peccato.
Dopo 4 ore il giro è finito, riporto la bici e torno a Bariloche sempre con il colectivo.
Son soddisfatto e per riposare mi butto sui prati vicino al municipio e prendo un pò il sole; poi assisto in piazza ad alcuni spettacoli gauchos, ma per questo c'è domani.
Ora, anche se con le gambe a pezzi, andrò a vedere come funzione qui il venerdì sera.. ma a dir la verità son già contento così.

sabato 10 dicembre 2011

Argentina da nord a sud - 4.700 km in bus più Buenos Aires: parte 5!

8 novembre - la giornata storta a San Juan

Ore 19.45, sto bevendo la 2a Quielmes (avevano solo questa..) della giornata.
Ecco, dopo una settimana è arrivata la prima giornata un po’ storta del viaggio; sarebbe dovuto succedere, lo immaginavo ma non me l'aspettavo ora.
Non so, oggi tutto è girato contro, a partire dall'arrivo.

Dopo una notte buona in bus, dove ho dormito quasi 7 ore piene (maledetta la vicina cicciona che continuava a scrivere SMS, sennò sarebbero state anche di più), mi sveglio baciato dall'alba che sorge dalla pampas, come inizio è spettacolare.. e mi chiedo cosa potrei volere di più.

Però la situazione cambia, sceso dal bus provo a cercare da dormire. dalle 8 alle 9.30 di mattina giro in centro cercando un alloggio. Inizio dagli hotel suggeriti dalla lonely planet, poi l'ostello ed infine anche il gran hotel.. ma niente, non c'è una camera libera. in città c'è un congresso e tutti mi guardano come dire "sarà dura trovare un posto dove dormire, hombre"
Giro per un po’ e alla fine vado all'ufficio turistico della città, al banco c'è Carlos, che con una calma olimpica inizia a spiegarmi le attrattive del posto (in particolare la routa del vino e il Parco Provinciale Ischigualasto/Valle della Luna… che alla fine sono i motivi per cui mi sono fermato qui) e poi mi garantisce che mi troverà lui una sistemazione.
Chiama un po’ di hotel e anche questi risultano tutti pieni (le telefonate lunghissime, tra "un abbraccio", un "besito grande", ect.ect); alla fine mi piazza in un hotel/ostello/? , l'unico disponibile e al telefono dice testualmente "dai la migliore camera che hai al mio caro amico italiano".
Quando mi saluta con l'abbraccio ho già capito che è una topaia.

Arrivo in hotel, che almeno è centralissimo, e bho… io ho già dormito in postacci ma questo li batte tutte; muri scrostati, lenzuola arrivate qui con i primi migranti italiani nell'ottocento, no ventilatore, materasso alto 5 cm sfondato che quando ti sdraii praticamente dormi sulle asse in legno, strani insetti sulla parete; e poi ovviamente il bagno in comune grosso come metà di uno normale.
All'inizio volevo scappare ma poi mi rassegno, anche perché a prima vista un minimo impegno nella pulizia del bagno c'è stato.. e poi dove vado ? a dormire in stazione?
Non so ma mi sembra di essere finito nella stanza che aveva DiCaprio in The Beach.
Dovrei passare qui due notti, per il momento blocco la camera solo per una, e so già che non saranno rilassanti.

L'ESTERNO DELL'HOTEL... LA PARTE MIGLIORE

Ultima sventura giornaliera è data dal motivo per cui son qui, il tour al parco valle della Luna che vorrei fare il giorno seguente..Ischigualasto si trova a 4 ore di auto e San Juan è la città più vicina; la mia idea era di prendere un'escursione che in giornata ti portava al parco e ritorno.
Provo in 3 agenzie di viaggio ma qui è bassa stagione per via del caldo e quindi per una sola persona non la fanno a meno di non pagare per 3 (180 euro totale..al posto di 60 :? ).. così, un po’ indispettito, gli lascio il numero di cell per vedere se qualcuno li contatta e finalmente esco a rilassarmi e a far colazione.

" flashforward"

E' la mattina seguente e San Juan si rileva ostica anche nel lasciarla! son alla stazione degli autobus e c'è già un'ora di ritardo!
Pensando alla prima lunga trasferta in bus (Salta-San Juan) mi vengono in mente le cose belle (la pampas, la natura, l'alba che mi sveglia..) ma anche quelle che ti fanno riflettere.
Uscendo dalle città, passando per le periferie o in piena campagna molte cose mi impressionano.
Se è possibile, la povertà è ancora maggiore che nei paesini sopra Salta, qui c'è povertà allo stato massimo.
Case sempre più improvvisate, bambini che giocano con l'immondizia, carretti tirati da cavalli, sacchetti di plastica bruciati, 3/4 persone su motorette talmente vecchie che le nostre d'epoca sono nuove a confronto, tanto tanto sporco con cui la gente convive tranquillamente.
Mi son sentito molto fortunato e sicuramente la botta maggiore è stata nelle periferie dove c'erano una serie di ragazzini che lavavano i macchinoni dei ricchi per due soldi.
E poi anche quando, dopo la cena sul bus in cui tutto (scarti, immondizia e cibo non mangiato) è stato buttato in sacchi neri, l'autista si è fermato in un paesino sperduto e per una "tangente" ha mollato i sacchi lì, a disposizione della tanta gente che era in attesa di poterci rovistare dentro.
Questo mi ha fatto pensare a una persona, a Maradona, che arrivava da una situazione simile e che, una volta famoso e ricco, ha rinnegato il suo passato.. Ecco non bisogna mai dimenticare da dove si viene, alla fine chiunque tu voglia apparire di essere, dentro di te porti i segni delle tue origini.



SUL BUS... SOLO IO, I MIEI PENSIERI E IL VIAGGIO

"fine F.F."

Tornado a ieri, nel resto della mattinata ho girato la città di San Juan, che non è niente di che.. molto moderna visto che è stata ricostruita dopo il terremoto del 1944. anche la cattedrale è modernissima ma in compenso la città è piena di gente.
VIA PEDONALE DI SAN JUAN

VENDITORE DI SPREMUTE A S. JUAN

Anche qui ci sono code lunghissime in due posti.. le banche e i negozi di telefonia.. devo indagare.

CODA AL DI FUORI DI UNA BANCA

Alle 13.30 ci sono 36/37 gradi, non li reggo ma per fortuna nel pomeriggio potrò fare la routa del vino.

Alle 14 ho appuntamento con Rolando, taxista che porterà me e una sciura di Buenos Aires per cantine. Rolando arriverà con mezz'ora di ritardo e così mentre lo aspetto davanti alla cattedrale noto un'altra particolarità. quasi tutti, quando passano davanti alla chiesa, fanno il segno della croce… non importa se sono a piedi, in moto o in auto.. lo fanno tutti.
Il taxista è simpatico e parla tanto spiengandomi le diverse zone della città, del terremoto e del motivo di questo caldo.. in questi giorni c'è la Zonda, il tipico vento caldo.
Mentre andiamo a prendere la signora mi godo il panorama, in pochi km si cambia scenario più volte. Si passa dalle rocce argillose al verde per poi tornare ad ambienti desertici quasi lunari; tutto mentre in giro poi ci sono tanti ciclisti.
La mia impressione è che sia molto secco e i vari vigneti siano alimentati solo dall'acqua portata qui con dei canali.

Le cantine comunque sono interesanti, la prima è scavata all'interno di una montagna, dicono sia l'ideale per lo champagne (anche se per me è un vino abbastanza orribile).. l'origine dei sentieri scavati nella roccia dicono sia derivata da interesse turistico, anche se potrebbe essere che sia stata fatta per nascondere i rifugiati nazisti che sono arrivati in massa in queste zone.

CANTINA NELLA MONTAGNA

L'ASSAGGIO DEL PESSIMO CHAMPAGNE

La seconda cantina è decisamente meglio, è quella della famiglia "Graffigna", di chiara origine italiana.
Prima si gira per il museo, poi si visitano i luoghi della produzione ed infine un po’ di assaggi.
Anche qui nel giro becchiamo una giovane coppia tedesca, lei è veramente buona e così faccio un po’ di conversazione approfittando del fatto che faccio un po’ da traduttore.

CANTINA GRAFFIGNA

A proposito di tipe, qui le trovo un po’ brasilianeggianti… cioè tipo rotocalco o foto di argentine che vediamo qui in Italia (generalmente le fidanzate dei calciatori).. ma la massa comunque non è molto buona..


SAN JUAN

Il pomeriggio alla fine è andato bene, ma in serata arrivano brutte notizie per il tour al parco, non c'è nessuno e quindi non si fa. Decido di anticipare la partenza per Bariloche, dove arriverò un giorno prima.. poi questo caldo non lo reggo (39 gradi alle 7 di sera) e finora i cambi di programma sono sempre andati bene.
Per cena mi gusto una parrilla nel ristorante consigliato.. e chi mi becco? ancora la coppia tedesca..mi sa che lei mi voleva proprio fare. Comunque la grigliata di carne è eccezionale (il sanguinaccio super!) mentre il vino ancora non mi esalta.. è ancora troppo giovane per i miei gusti.
E' martedì e in giro non c'è gente e così' vado a dormire nel mio magnifico hotel… ma dormirò??
Dai tra poco arrivo a Mendoza, son stra-curioso.. a saperlo prima del tour ci sarei andato direttamente saltando San Juan.. ma il bello del viaggio è anche questo, non sai mai che ti può capitare.
Son carico!

9 novembre - Mendoza

Sono le 21, si parte.. anzi si riparte! E' l'ultimo bus, quello più lungo, tanto che arriverà dopo l'una del pomeriggio. Stase non ho tanta voglia di scrivere.. leggerò un pò, però devo dire una cosa, son contento.. Mendoza mi è proprio piaciuta, gran città! dopo la delusione di ieri ci voleva.
Anzi, rimane un pò di rammarico, ad averlo saputo prima del mancato tour alla valle della luna, arrivavo qui già ieri.. facevo il winetour in bici (non in taxi) e serata a Mendoza che sembra molto ben predisposta tra locali, università e parecchi ostelli.
Vabbè, peccato ma è andata così, un'esperienza in più.
Domani racconterò della notte a San Juan.

...

7 di mattino, mi sveglio e mancano ancora sei ore di viaggio, che dormita! 9 ore filate. L'ipod spara Roll with it degli Oasis, non può non essere una bella giornata.
Torniamo un pò a ieri, anzi a ieri notte.. nell'hotel di San Juan.
Torno lì dopo l'ottima cena visto che al martedì sera lì non c'è molto da fare.. preparo la valigia e provo ad addormentarmi.
Come cuscino uso quello gonfiabile dell'aereo e mi metto in posizione mummia con una serie di salviette igeniche tutt'intorno.
Fa un caldo terribile, maledico l'assenza del ventilatore e poi inizio a sentire un via e vai continuo.. alla porta d'ingresso ci sono quei gingillli orientali che suonano ogni volta che la aprono.. suonano ogni 10 minuti tanto che mi sembra di essere a un matrimonio cinese!
Dopo un pò capisco.. è un hotel a ore.. ecco perchè c'era posto! la stanchezza comunque ha il sopravvento e mi addormento, ma è un sonno ad intermittenza.. non posso dire di essermi riposato bene.

Riprendendo il viaggio verso Mendoza torno a chiedermi come questa terra così arida riesca a fornire così tanto vino, ok ci sono i canali d'acqua.. ma quanto potrà durare?

VIGNETI FUORI MENDOZA

Ecco, osservando questi canali vedo che sono il gioco preferito dai bambini. si tuffano dentro lanciandosi in mille modi e diciamo che l'acqua non è il massimo della pulizia.
Altra cosa con cui li vedo spesso giocare è il pallone, ci sono campi da calcio ovunque.. di tutti i tipi. alcuni belli, altri secchi, o verdi, improvvisati, sul cemento.. praticamente di ogni genere.
Con Mendoza invece è stato amore a prima vista (anche perchè se arrivi da un cesso..la prima normale ti sembra una topmodel, no?)

Arrivo in tarda mattinata alla grande stazione degli autobus e già la temperatura è perfetta, caldo ma non fortissimo come a San Juan.
Il centro città è particolare, ha una grande piazza centrale e intorno altre 4 piazze più piccoline disposte come ai vertici di una "X"
E' la città più grande vista finora.. ci sono negozi, vie pedonali, molto verde e molte molte molte gnocche.
Mi giro tutte le 5 piazze con calma (le più belle plaza Indipendencia e Plaza d'Espana) e intanto curioso un pò tutto; mi sembra quasi di essere a casa, in Italia, ma del resto è una sensazione che ho avuto per tutto il viaggio.. gli atteggiamenti, i modi di fare, le attività.. è tutto molto simile a noi.

PLAZA INDIPENDENCIA

BAMBINI GIOCANO A CALCIO IN PLAZA ESPANA

Visto che ci siamo a pranzo mi sparo la prima pizza, li metto alla prova dato che loro sostengono che la pizza argentina è migliore di quella italiana.
..
Ma, a pranzo finito, dico che la pizza non è male, molto buona, ma distante dalla nostra e poi abbastanza pesante dato che è spessa.
Mentre la finisco sorseggiando cerveza in televisione stanno parlando della caduta del berlusca.. mai come in questo momento mi sento lontano e staccato da quello che sta accadendo a casa.. in questi giorni son stato solo io, il mio viaggio e quello che capita strada facendo.. senza nessun tipo di pensieri.. che bella sensazione!
Finito di mangiare, alle 2 passate, è tutto chiuso.. la città è totalmente diversa.. ora è deserta, vuota!
Allora vado a piedi verso il parco e per caso prendo la via della movida notturna, è un continuo di alternarsi tra bar, locali, università e ostelli.. Maledetta San Juan! se ieri sera fossi stato qui...

mentre sto scrivendo con il bus siamo arrivati a Neuquen, la gente che sale ha tutta il pail e la faccia da indio o da argentino, tanto che mi sembra di essere l'unico turista.. ovviamente di fianco a me non si siede nessuna bonazza..
Iniziamo a scendere verso sud, direzione Bariloche, anzi.. Rotolando Verso Sud (come cantano i Negrita). Mi mancherà il nord? Intanto qui all'esterno dal terreno roccioso e desertico stiamo passando al verde, anche le case e gli edifici sono messi molto meglio, zero baracche.. effettivamente si vede che qui è molto più ricca.. è la zona dei tanti frutteti come mi racconta il mio vicino che fa il pendolare per una ditta locale.

Oggi son un pò confusionario.. salto da Mendoza a Bariloche.. per la testa ho tante idee, tanti pensieri.. Comunque Mendoza ha confermato due cose.
Una che non potrò mai viaggiare solo in zaino, averlo avuto (anche se piccolo) sulle spalle anche solo per un giorno mi ha dato un fastidio assurdo.. quasi insopportabile.
La seconda cosa è che sono testardo!.. infatti girando per il parco e ben sapendo che non arriverò mai a piedi al Cerro della Gloria (monumento su una collinetta al di fuori del parco di Mendoza) ho continuato imperterrito sotto il sole cocente.
Però almeno vedo bene come questa area che tanti anni fa era deserto mentre ora è un polmone verde bellissimo, con campi da tennis, un laghetto per vogare, tanti circuiti per fare jogging, campi da calcio.. spettacolare!

PARCO SAN MARTIN - MENDOZA

Dopo due ore e dopo aver sbagliato strada ci rinuncio e raggiungo il Cerro in taxi, però per pagare le mie penitenze mi faccio lascire in fondo all'ultima rampa e me la faccio a piedi.. nà faticaccia.

CERRO DELLA GLORIA

In alto il monumento a me non dice molto, immagino sia importante per gli argentini, però da qui godo di un panorama della madonna dove si nota come la città sia circondata da deserto/roccie e che tutto questo fa un forte contrasto con verde del parco.


VISTA DAL CERRO DELLA GLORIA

Pagato penitenza torno in centro e mi rilasso mentre la città si risveglia, mi faccio un caffè (perfetto) in uno dei tanti bar con tavolini e mi godo lo struscio (ma quanta figa c'è???).
In questi momenti mi sento felice, rilassato, senza problemi..

MENDOZA - VIA PEDONALE

Purtroppo alle 20.45 ho il bus per Bariloche, ritiro il bagaglio e mi vado a dare una sciacquata/lavata nei bagni della stazione (mai l'avrei pensato di farlo in vita mia).
E' presto e mi faccio un gelato, con 2 euro me ne danno uno gigante e veramente ottimo.

E ora? che mi aspetta a Bariloche? Sarà troppo turistica? Farò la 2a bella serata del viaggio?
"ogni ciccatrice è un autografo di Dio"... son passati 9 giorni e mi sembra una vita, per ora l'esperienza più forte di tutta la mia vita

giovedì 8 dicembre 2011

Argentina da nord a sud - 4.700 km in bus più Buenos Aires: parte 4!

6 novembre - Salta la linda

Ore 15.51 di lunedì 7, son sul bus che mi porterà a San Juan; per fortuna non c'è molta gente, ho spazio per dormire e ora non ho molta voglia di fare conversazione.

Ho accesso per la prima volta l'ipod dopo Parigi, vedo il verde e la campagna che passa, mi rilasso e mi viene da ripensare a questi giorni.
La giornata di ieri, domenica, è stata molto tranquilla; mi son svegliato con molta calma, sia per la serata che per la stanchezza accumulata nei giorni precedenti.
A colazione provo il famoso "sottomarino" una botta fatta da latte caldo dove far sciosciere una tavoletta di cioccolato e per star leggero mi sparo anche due medialuna, succo e acqua (tutto per 30 pesos, 5 euro).


Ci saranno più di 30 grandi, caldo soffocante, e sento i vicini che parlano dell'Italia.
Sono tre vecchietti che discutono di crisi economica, di Berlusconi, dell'Europa.. non posso non intervenire e dire la mia.
Con loro parlo per un oretta e mi salutano la frase classica.. "suerte".
Mi sembra quasi che questi vecchi argentini siano quasi contenti della nostra crisi, un pò di senso di rivalsa come per dire "Prima è toccato a noi e ora a voi, ben vi sta!"
E' domenica e si vede.. infatti è tutto chiuso e non c'è in giro un'anima.
Con sempre più clado mi giro per bene la città.. piazze, cattedrale, chiesa San Francesco, Basilica, strade con edifici coloniali, convento e per finire il bel parco San Martin con il laghetto (questo infatti è l'unico posto dove c'è gente).
Per chiudere il giro vado verso la funicolare per poter vedere la città dall'alto, qui più che la bellezza della città è l'ambiente che è interessante.. tante piante, fontane e minicascate che rinfrescano parecchio l'ambiente.

SALTA DALL'ALTO

Alle 5 son parecchio stanco, ma non ho voglia di dormire e così torno nella piazza principale a godermi un paio di cerveza.
Tornato alla Posada dove alloggio trovo i due proprietari, una coppia sui 60anni e la signora è di origini italiani, di Alba.
Iniziamo a parlare di tutto.. dal loro amore per l'Italia, dell'Argentina, i modi di vivere così simili tra di loro, sulle abitudini perse.. si scherza e si ride
Alle 8 la sciura ci lascia, deve andare a preparare l'asado da fare in famiglia (la tradizione della domenica sera) e così finiamo io, il vecchio e il ragazzo che fa il turno notturno a guardare la partita del Boca in tv con una bottiglia di birra fresca da 970.
Per cena mi consigliano un posto dove vanno loro, poco turistico.
Qui scopro anche che esiste l'adaso d'asporto, come da noi la pizza, chiami-ordini e passi a prendere la carne già pronta.. semplice, no?
Io mangio Bife de costilla (praticamente costine tagliate in orizzontale).. saranno due pezzi lunghi 35 cm, alti 10 e spessi 2..con la carne prendo poi insalata, quartino di vino, dolce, caffè.. tutto delizioso e spesa di soli 100 pesos.



Cattedrale di giorno

Chiesa San Francesco

Io al Parco

CATTEDRALE IN NOTTURNA

TAVOLINI DI CACTUS

VIVA LA PRESIDENTESSA!

7 novembre - Si lascia il nord

Una cosa di cui non ho ancora parlato è il cibo.
Io ho sempre mangiato di tutto ovunque sia andato, mi piace assaggiare e provare la cucina locale.
Ecco qui il cibo è veramente ottimo, di sicurò non morirò di fame.

Ecco cosa ho assaggiato in questi giorni
Colazione: molto italiana, caffèlatte, mezzelune (che sono come i nostri cornetti, più piccoline ma con molto più burro), sottomarino (latte e cioccolato) invece troppo pesante per i miei gusti
Pranzo: in genere panini o simili.. tra questi
Humitas - involucro di mais con farina con all'interno ingredienti vari.. bocciate!
Empanades - tipo i nostri panzerotti ripieni di carne, pollo o formaggio/prosciutto. ottimi, molto buoni
Milanesas - uguale alla nostra, si mangia nel panino, a pranzo è un must
Cabrito - il capretto mangiato sabato sera alla pena, gigante e molto molto saporito.
Bife de costilla - costata alta di Manzo con filetto, spettacolare come tutta la carne qui.
il gelato - veramente buono, come quello italiano

Per il bere ho notato che il vino non è male ma lo bevono molto molto giovane (mi davano sempre bottiglie del 2010).
Delle birre dipende la marca, la Salta è un'ottima birra mentre la quilmes non mi piace, nonostante dicano che sia la preferita dagli argentini anche loro concordano che non è molto buona e che se ne bevi abbastanza dopo un pò ti viene mal di testa più facilmente delle altre.
E' la più venduta semplicemente perchè è la più economica.


Ore 18.37, ho finito di vedere un film argentino mentre il sole alla mia destra sta iniziando a calare lasciando la pampas al buio.
Nell'Ipod Cremonini canta "Che cosa mi aspetto dal domani?".. bè è quello che mi chiedo un pò anch'io.
A proposito, qui è partito il bingo sul bus, per neanche un numero.
La giornata di oggi è stata un pò di transizione in attesa di prendere il bus.
Mi son svegliato presto, preparazione della valigia e via di nuovo in giro per la città di Salta.
E' incredibile come una città in pochi giorni diventi così famigliare, ti giri con sicurezza, sai dove cercare quello che vuoi, hai presente le distanze e molte incertezze e paure svaniscono.

Il caldo è forte anche oggi e dopo colazione decido di fare finalmente la SIM argentina.
La città è trasformata da ieri, è un casino assurdo! Code ovunque.. per andare in banca, per comprare i biglietti del bus e ovviamente per il cell.
Fatta la SIM cazzeggio un pò in giro senza una meta precisa, per caso sento una pacca sulla spalla, è il ragazzo del turno notturno della posada con suo figlio. Mi abbraccia e ci salutiamo.

Torno al mercato centrale, dove il primo giorno avevo preso della frutta. E' in pieno fermento.. bancarelle, colori vivaci, gente che parla, musica latina.. un miscuglio affascinante, ma del resto le insegne colorate e le scritte tipicamente sudamericane sono inconfondibili.
Mi prendo una spremuta d'arancia, il tipo mi fa mille domande.. anche lui sulla crisi.ect.. mi sorprende che siano così interessati.. alla fine mi saluta stringendomi la mano.


MERCATO CENTRALE

Ecco una cosa che non si deve avere qui è essere schizzinosi.
Puoi passare da un abbraccio, una stretta di mano a mangiare in posti "particolari", e poi fare due ore in colectivo seduto sulle scale; se si è schizzinosi e ti metti a pensare all'igene... ciao..
Lasciando il mercato noto l'ennessima auto d'epoca mezza sfasciata. Ne è pieno! auto, cammion, trasporta verdure, ect. Avranno 30-40 anni ma vanno avanti.. infatti qui è pieno di officine e di meccanici.

Ripensando a Salta mi torna in mente la serata alla Pena di sabato sera.. le loro musiche, Albano che cantava, i ballerini vestiti da Gauchos, la gente al tavolo che accompagnava.. ero da solo ma me la sono goduta.

E' ancora lunga, ora ci avviciniamo ai posti più vicini a noi, Bariloche.. Buenos Aires.. chissà come saranno?
Dai, mancano poi solo 13 ore per arrivare.. non c'è fretta e io non vado di corsa.

sabato 3 dicembre 2011

Argentina da nord a sud - 4.700 km in bus più Buenos Aires: parte 3!

5 novembre - A due passi dalla Bolivia

Mi sveglio presto anche perchè ho dormito un pò male e alle 8 e mezza non c'è ancora in giro nessuno, meglio potrò un pò godermi da solo Tilcara.

Faccio colazione, mi pelano 20 pesos (3,5 euro, ma qui è veramente tanto) e inizio a camminare per le strade sterrate, evitando la via principale ma partendo da quelle esterne..

Strade di Tilcara

Le case basse in mattoni, alcuni venditori di frutta, il fango misto al cemento per le costruzioni, un vecchio in bici che mi saluta e un indio che dopo uno scambio di parole mi invita a casa sua per vedere gli strumenti che suona..
Mai come ora capisco quanto la prima impressione può essere quella sbagliata, il posto è totalmente diverso da quello che mi aveva accolto al buio ieri sera.

Lama

Vado a Pucara, l'insediamento precolombiano attaccato alla cittadina, di prima mattina; oltre a me ci sono solo due persone visto che i bus turistici devono ancora arrivare, fantastico.

Pucara di Tilcara

L'insediamento è sopra una collina da dove si ottiene un panorama mozzafiato delle montagne colorate dal sole e della strada che taglia la vallata verde.. una volta questa era una posizione strategica da dove le popolazioni precolombiane potevano controllare ben due fiumi, ormai ridotti a miseri torrenti.

In cima alla Pucara

La cosa che mi colpisce di più è l'altezza delle case, ma quanto erano bassi???? 1 metro e 20??
Tutto intorno è un captus dietro l'altro.. alti,bassi, verdi, alcuni morti. ce ne sono di tutti i tipi, poi sono i primi che vedo dal vivo e faccio anche la prova spina.. pungono veramente!


Torno in città e visito la piazza con le bancarelle del mercato e i soliti manifesti pro Cristina.. e mi convinco ancora di più che vuole diventare la nuova Evita.
Faccio anche il mio primo acquisto, un cofanetto porta monete fatto con il legno delle diverse piante che si trovano in zona.. la trattativa è estenuante, tra un "discuento por l'amigo italiano" e il "Yo soy Italiano, no me engañar" e tante pacche sulle spalle, riesco a portarlo via a un ottimo prezzo.
In piazza rivedo prima la coppia di ieri delle Grandi Salines (confermo.. lei che gran tette!) e poi alla stazione degli autobus Juan..
Ci salutiamo con un abbraccio visto che io prendo il bus per Humahuaca e lui torna indietro.. passando il tempo a parlarci dimentico di fare una foto alla stazione degli autobus, peccato era troppo "volgare".

Vecchio ponte che collega la città di Ticara

Dal Colectivo mi faccio lasciare a metà strada, esattamente a Huacalera, per poi andare a piedi al monolite del Tropico del Capricorno.
Nei 10 minuti a piedi guardo il paesino, qui si è proprio fuori dai circuiti turistici.. a confronto Tilcara sembra Miami visto che qui in genere la gente arriva direttamente al monolite con i bus, scende, fa la foto e riparte.
Io passo in mezzo agli abitanti, mi guardano come io guardo loro .. per curiosità.

Monolite Tropico Capricorno

Faccio le foto sulla linea del Tropico e mentre un contadino zappa la sua terra penso al caldo che sto soffrendo io e alla fatica che starà facendo lui.


Altro colectivo ed arrivo alla mia destinazione finale. Humahuaca..
Mi oriento un attimo e faccio amicizia con un giovane austriaco che, zaino in spalla, si sta facendo Paraguay, Bolivia e Argentina.
Il ragazzo è veramente forte, a 21 anni ha lasciato casa per andare a lavorare per un'associazione a Panama e ora ha deciso di fare questo giro... a volte invidio questi "pazzi" che hanno il coraggio di lasciare tutto non per 3 settimane come me, ma per mesi.. adattandosi a tutto e avendo una sola certezza, la data del loro aereo di ritorno.
Passo con lui due ore in giro per il paesino, giriamo un pò a zonzo tra strade sterrate (ormai ci sono abituato), case colorate e mercatini a ottimi prezzi (dove compro un paio di berretti tipici).



Il paesino di Humahuaca

Il posto è quello più reale di quelli visti finora, mi esalta ma mentre mangio una milanesa (panino con dentro una fettina di carne alla milanese, come in Italia) con l'Austriaco penso che passare qui il sabato sera non sia molto una grande idea.
Non cerco la solitudine, cerco continui stimoli e posti interessanti, così opto per smentire il mio programma e me ne torno a Salta..
Sono le 4 passate e ci vorranno almeno quattro ore e mezza, ma la decisione è presa.. così saluto l'austriaco e salgo sul colectivo.
Ma sottovaluto che è sabato e che molti tornano in città dopo aver fatto acquisti in Bolivia e così sul bus si trova di tutto.. giocattoli, borsoni pieni, cibo e quindi mi tocca fare le prime 2 ore fino a Salvador Jujuy seduto sugli scalini (il bus è a due piani) a parlare dell'Argentina e della vita in generale con un ragazzo dall'espressione spenta un pò mezzo-fatto..uguale al Roby-parrucchiere!


Vista dal Bus tornando a Salta

Arrivo a Salta alle 8 e mezza di sera, come è diversa l'impressione che mi fa.
Quattro giorni prima, appena atterrato, avevo quasi un pò di paura, vedevo le strade fuori dal centro come pericolose.. da evitare, ora mi sembra quasi di tornare a casa.. incredibile!. (Rileggiendo ora questo pezzo e ripensandoci, è veramente questa la sensazione che ho provato.. di tornare a casa, stranissimo... ma non solo per le strade che bene o male riconosci o per l'orientamento... ma anche come quando dici "eccomi, son tornato".. difficile da spiegare)
Anche la lingua mi sembra un ostacolo superato, parlo con tutti.. utilizzando un misto di spagnolo e italiano.. e come ultima spiaggia l'inglese.
La giornata sarebbe già stra-piena così ma è sabato sera, mi tocca uscire e vedere com'è la nightlife locale!


Sono le 18.40 di domenica e sono in piazza centrale bevendo una cerveza... come diceva la lonely planet su questo? sensazione indescrivibile.
La serata di sabato? Che dire... ho fatto più che bene a tornare a Salta!
Una volta arrivato alla Posada, doccia veloce e mi son buttato subito per le strade.
Alle 9 e mezza in giro è pienissimo, bambini, famiglie, sembra che tutta la città sia in giro... io opto per provare una "Pena", locale tipico di Salta.
Locale a luci basse dove si mangia mentre c'è uno spettacolo di musica e ballerini che coinvolgono la gente.. ormai è diventato un pò turistico, però almeno è pieno di argentini.
Mangio da solo, bottiglietta piccola di vino e un cobrito gigante (agnello). Tutto è veramente ottimo e lo spettacolo merita, la gente applaude, alcuni partecipano ballando, e a cantare prima dall'arrivo delle Spice Girl locali c'è il sosia di Albano.

Provo ad agganciare le due giovani vicine di tavolo offrendo loro una rosa (e si.. Rosario c'è anche in Argentina).. si fa due chiacchiere ma poi vengono raggiunte dai fidanzati. :roll:
Allora esco e vado nella via Balcarce.. "penas", ristobar, club, bar.. sono tutti strapieni
Bevo un caffè e un cuba ma ecco qui mi sento un pò solo. E' la prima volta che mi trovo così e non so che fare.. Le disco iniziano alle due e prima sono tutti posti con le varie compagnie sedute ai tavoli, non è facile attaccare bottone.
Che faccio? Torno a casa? Mi ubriaco? non lo so.
Passeggio avanti e indietro per la strada e anche la stanchezza sale.. sto per mollare e tornare a dormire, ma poi reagisco.. quando mi ricapita di fare un sabato sera a Salta? Mai!
Per strada fermo dei gruppi di tipe per chiedere info su locali e ora, tutte sono molto simpatiche anche se molte sono giovani giovani.
Si fa due parole, con alcune mi metto anche al tavolo con loro per una bevuta.. e poi alla due vado nel locale per noi "vecchietti", con musica latina.
Provo il loro cocktail preferito (nel senso che lo bevono tutti), il FernetBranca/Cola.. orribile!.. il bello è che quando dico a loro che in Italia nessuno beve più Fernet tutti rimangono stupiti quasi come se gli dicessi che noi non mangiamo più la pasta!


Con alcune ballo, una in particolare lo struscio è molto "avvolgente", ma non si supera mai la soglia della "qualificazione ai mondiali", poi mi fisso con una che però fa il gioco del tiramolla.. viene a ballare, si parla e poi scappa.. poi ritorna a ballare a parlare e riscappa di nuovo.
Mi sembra di essere in Italia, solo che i locali sono con molte più tipe.
Alle 4.45 esco, c'è ancora una piccola coda per entrare ma son distrutto.. son in piedi dalle 7, mi son fatto tutto il nord .. devo dormire, non ho più 20 anni e certi ritmi li inizio a patire... e poi le serate sono le ultime cose che contano in questo viaggio.