mercoledì 16 giugno 2010

Tour Baltico: il racconto - parte 2

Giovedì 03 giugno

L’indomani mattina ci svegliamo relativamente tranquilli, anche Giorgiao ha assorbito il colpo e scendiamo in piazza per la colazione sotto il sole.
E’ presto, ma dobbiamo prendere il bus per Vilnius; così con le valigie ci muoviamo verso la stazione dei bus che è poco distante.
La giornata è soleggiata ed è un piacere passeggiare di nuovo per il centro cittadino.

Il bus che ci porterà a Vilnius l’abbiamo prenotato online su Eurolines, ora di partenza prevista 12.30.
Molliamo così i bagagli al deposito della stazione e approfittiamo del tempo che ci manca per fare un giro nel vicino mercato.

Il mercato si trova esattamente nei padiglioni dove una volta venivano costruiti i famosi dirigibili Zeppelin; perlustriamo i banconi e le bancarelle presenti, c’è un po’ di tutto, dalla carne, alla verdura, dolci vari, souvenir sparsi, fiori, elettrodomestici.. e’ un vero mercato.

Devo notare però la pulizia e l’ordine presenti… mancano anche le urla tipiche del venditore di turno (come a Catania per esempio) mentre le protagoniste negli acquisti sono le signore sulla 60ina-70ina con la loro borsa con rotelle.
Noi ne approfittiamo per prendere qualcosa per il viaggio, due bottigliette d’acqua (immancabili dopo una serata a base di vodka) e dei dolci niente male.

In orario saliamo sul nostro bus che è un lussuoso mezzo dotato di ogni confort, perfino del bagno.
La mia speranza di avere come vicina un’avvenente ragazza svanisce quando si siede Giorgiao… ma al Vale non va meglio visto che trova come compagno un bocia maniaco dei videogiochi.

Il viaggio durerà poco più di 4 ore, durante le quali un po’ dormicchio e un po’ mi godo il panorama che la campagna lituana mi offre.
A farla da padrone è il verde incontrastato, grandi distese di prati interrotti solo da boschi o da piccole cittadine che osservo dal finestrino con interesse.

Mi chiedo come sarebbe passeggiare o passere delle ore in uno di questi paesini… e penso che prima o poi farò un viaggio lento, con i miei tempi senza dover pensare al resto.

L’approdo nella città di Vilnius avviene alle 4 e mezza, scendiamo dal bus e saliamo sul primo taxi per recarci al nostro appartamento.
Veniamo subito accolti da un’aria densa di smog prodotto dalle auto che circolano, sono quasi tutte di almeno 20-30 anni (altro che Euro 2.. Euro 4 e altre minchiate); anche il nostro taxi è del dopoguerra…… questa è l’atmosfera che ci piace.
Osservando la città dal finestrino noto che, pur essendo in zona centrale, i palazzi son meno curati che a Riga.. anzi molti son quasi decadenti.
L’ambiente, come primo impatto, ci esalta… siamo carichi e curiosi di scoprire la città.

Il nostro appartamento si trova in Tilto St, preso qui http://www.vilnius-apartments.lt/, un due camere matrimoniali a neanche 20 euro a testa a notte.
Il complesso è centralissimo, a due passi dalla piazza della Cattedrale, e la proprietaria, Dana, è una gentile signora.

Ci sistemiamo, riposiamo un attimo e ci prepariamo già per la serata.. così verso le 6 e mezza siamo pronti al primo giro cittadino.
Ovviamente passiamo dalla piazza della Cattedrale, più grande di quel che mi aspettavo, per poi andare nella “turistica” Pilies st.
Questa via è carina, ma è anche una concentrazione di tutte le attività legate al turismo della città, con i baretti, ristoranti di ogni tipo (anche uno greco), negozi di ambra e oggetti in legno.
E’ comunque piacevole passeggiarci e soprattutto guardare nelle tante stradine che nascono da questa via.
Arrivamo così in Didžioji st, dove c’è una piazza con tanti tavolini all’aperto.


Non possiamo non sederci a bere la nostra prima birra lituana mentre ci godiamo lo struscio del giovedì sera.... che è di assoluto livello.
Un parere sulla birra lituana, a me non è che sia piaciuta granchè, l’ho trovata pesante da digerire, con un retro-gusto strano e generalmente servita abbastanza calda (e ne abbiamo cambiati di posti in tre giorni…)
Abbiamo provato sia la Sviturys che la UTENOS.

Al secondo giro di birra è ora di iniziare a cercare un posto dove mangiare qualcosa e purtroppo il tempo si sta facendo minaccioso; nuvoloni e fulmini hanno ormai coperto il cielo.
In noi nasce la paura che questo sia il presagio di una nottata tempestosa.

Per mangiare andiamo alla ricerca del ristorante Amatininku Uzeiga, giriamo e rigiriamo finchè non scopriamo che era lo stesso dove avevamo preso le due birre…
Vabbè, almeno ci siamo fatti un’idea completa della piazza.
Fuori diluvia quindi entriamo all’interno dove ci saranno almeno 40°!
Nonostante questo prendiamo alcune pietanze locali… in primis i temuti e pesantissimi Zeppellin, due gnocchi giganti di patate con all’interno della salsiccia.. poi il Vale uno stinco di porco e io del Chicken Kiev… peccato che dopo gli Zeppelin eravamo già pieni; solo Giorgiao opta per piatti sconosciuti e indecifrabili.
Ristorante assolutamente promosso, sia per la quantità e qualità del cibo.. sia per il costo, al di sotto dei 20 euro (2 piatti, 1 bottiglia di vino, caffè, giro di 3 vodke come digestivo).

Alle 11 è arrivato il momento di buttarci nella nightlife cittadina, pioggia e fulmini non smettono quindi corriamo nel locale suggerito più vicino, il Brodvejus.
Il posto è piccolino, una sala con il bancone, un’altra con divanetti e pista da ballo mentre al piano di sopra altri divanetti e la sala fumatori.
E’ ancora presto ma per il momento non c’è molta gente, quindi non ci resta che attaccarci al bancone a spararci i primi giri di vodka.
Il Barista (che indosserà la stessa maglietta per tutte le tre serate) fa il brillante ruotando bicchieri, lanciando in aria bottiglie.. ma non impressiona nessuno.

Verso mezzanotte è arrivato il momento di buttarsi “on the dancefloor”, la situazione è questa… nel locale ci saranno state una 60ina di persone… di cui 50 ragazze e 10 ragazzi (compresi noi 3).

Iniziamo a ballare un po’ e con l’ormai classico ObeDanze (che ormai nel mondo è conosciuto almeno quanto la Polka) aggancio subito una coppia di ragazze che ballavano tra di loro.
Alla seconda canzone sto già testando una nuova variante del ballo… il ballo triplo; cioè io con entrambe le ragazze a mò di Tony Manero con le mani su entrambi i loro fianchi; peccato che vengo dopo subito riportato in terra quando una delle due mi dice che sono fidanzate… e che i loro ragazzi ci stanno guardando dalla balconata del piano di sopra.

Immediatamente alzo le braccia in segno d’innocenza nello stesso modo che fa Samuel dopo aver tirato una stecca all’avversario.. e ridendo e scherzando mi allontano lasciando le ragazze a ballare da sole.
Il tutto mentre Giorgiao e Vale ridono di gusto al bancone con in mano le loro vodke…

Non demordo e in pista c’è un gruppo di 5-6 ragazze che ballano in cerchio... studio la situazione, sembra una fortezza mediovale difficile da espugnare, ma in mio soccorso arriva la pashmina che avevo saggiamente comprato qualche settimana prima.
Mi avvicino a quella che trovo più sexy, le passo la pashmina intorno al collo e delicatamente l’avvicino a me portandola fuori dal gruppo.
Subito mi scuso dicendole che era un gioco, ma ormai la tipa è staccata e iniziamo a ballare tra di noi e ci conosciamo.
Mi piace, è castana-rossa con occhi chiari che mi fulminano subito e una scollatura a dir poco notevole.

In aiuto arriva anche il Dj, che parte con una Lambada che balleremo in versione molto hot.
Osservo gli altri che cercano di lanciarsi con le amiche, Giorgiao riceve un secco rifiuto tanto che quando si avvicina per ballare una gli fa il segno di un “X” con le mani… il Vale, vedendo tutto, ovviamente scoppia dal ridere.

Dopo un po’ andiamo io e lei a bere una cosa e ci mettiamo sui divanetti, qui ci si spinge fino al massico consentito… con la mia mano che entra dalla schiena sotto la canottiera e tasta da dietro..
Seduto sul divanetto vicino c’è uno rosso di capelli con gli occhiali… sembra troppo Ago!.. ma è solo un miraggio


Mi sento come nel film “Fratelli D’Italia” in cui il Mona dice “Marcolin.. son gasato ai massimi”.
Purtroppo verso le 3 le amiche vengono a portarla via, cerco di convincerla a stare con me.. ma deve andare in quanto non abita in città ed è in auto con loro.

Carico ritorno dagli altri, ormai il locale si è quasi svuotato quindi proviamo a cercare un posto dove chiudere la serata.
Fuori diluvia ancora, così corriamo verso l’Helios, la discoteca più vicina; entriamo nel complesso commerciale che la ospita ma è miseramente chiusa… non sappiamo più dove andare né cosa fare.
E’ giovedì e prima di partire non avevo trovato info su altri posti aperti.. quindi ci guardiamo e decidiamo di andare a bere l’ultima birra prima di andare a dormire.


Alle 4 usciamo e andiamo verso l’appartamento, non piove più il sole si sta alzando.
Le nuvole e i fulmini di inizio serata avevano ragione.. che serata tempestosa!

domenica 13 giugno 2010

Tour Baltico: il racconto - parte 1

Tutte le volte che torno da un viaggio verso l’est Europa torno con una leggera malinconia; sia che il viaggio sia di pochi giorni o di qualche settimana è difficile raccontare le emozioni, le esperienze, la semplicità che certi posti ti possono ancora dare.

Non so, ma il fatto è che appena tornato avrei già voglia di tornarci.
Vabbè accantoniamo i sogni e i progetti e riviviamo questa 6 giorni Baltica.


Il tour nasce sfruttando i nuovi voli Ryan (che non so ancora se maledire o benedire) e la voglia di vivere in prima persona l’esperienza delle notti bianche, che a giugno di ogni anno portano ad avere luce solare per quasi 20 ore al giorno.
Stavolta il Rosso e Mel tirano pacco, con il primo ormai disperso nei meandri dell’amore e già impegnato a sfogliare i cataloghi Francorosso per andare a fare il gioco aperitivo a Formentera.

Non può mancare il Vale e come new entry c’è il nostro geometra di fiducia.. che non è il Geometra Calboni ma è Giorgiao.


Partenza il 2 giugno, direzione Riga prima tappa del tour; a Riga ci vogliamo andare per visitare la città visto che a detta di molti è “bruciata” per i divertimenti notturni.

Il volo è puntuale così alle 14.30 siamo già pronti a prendere il taxi; mentre concordiamo la tariffa per il centro si avvicina Antonio, studente padovano in trasferta solitaria, che ci chiede se può venire con noi per dividere la spesa.
Ovviamente lo facciamo salire e in pochi minuti siamo in Piazza Ratslaukums.
Il taxista prova a fare il furbo, al posto dei 10 lat concordati ce ne chiede 30… qui mi inalbero gli mollo i 10 e ce ne andiamo mandandolo a quel paese.

Per dormire avevo prenotato una notte al Dome Pearl Hostel, camera privata con vista piazza del Duomo a una cifra irrisoria.. lo consiglio!
Salutiamo Antonio con la promessa di sentirlo in serata nel caso fosse stato in giro con le amiche della sua ragazza… ma alla fine non lo beccheremo più.

Mollati i bagagli iniziamo il giro diurno, c’è un bel sole ed è piacevole camminare per le stradine del centro storico.
Iniziamo dalla Kalku iela, molto pulita ordinata tanto che sembrava di stare a Stoccolma, ci guardiamo intorno osservando i vari palazzi anche se veniamo distratti dalle ragazze che incrociamo.. è difficile non rimanere impressionati.
La fame avanza e mangiamo degli ottimi ravioli al famoso X-Pelmeni e riprendiamo il tour.
Le distanze sono brevi e in poco tempo siamo alla statua della libertà all’inizio di Brivibas Bul., da qui proseguiamo nel verde, scendiamo verso il teatro e andando a caso per le stradine sbuchiamo dietro alla Chiesa di San Pietro,

dove ovviamente saliamo in cima al campanile per godere delle vista della città dall’alto.

Le foto si sprecano, per i monumenti, per le chiese, per le stradine e anche per la “popolazione” che incrociamo.

Dalla Chiesa torniamo in Piazza Ratslaukums con l’House of Blackheads (molto bello!) e statua della Rivoluzione Russa.


Sosta Birra nella piazzetta su Kalku iela nel baretto “Capri”, dove partono canzoni tipo “Abbronzatissima” o “Sapore di Sale” che non ci esaltano più tanto… sicuramente meno del delle solite stangone bionde/more che passeggiano per la strada.
Una cosa a cui non mi abituerò mai è come le ragazze guardino, ti osservano, incrociano lo sguardo e sorridono quasi imbarazzate o come dire gentilmente “cosa c’è?”.

Da qui riprendiamo per le stradine del centro con vista della Torre della Polvere da sparo, Torna Iela fino al Castello.
La piacevole camminata che costeggia la riva finisce al Duomo, e nella sua piazza con l’ultima sosta birra prima di prepararsi alla serata.

Proprio mentre siamo rilassati incominciamo a percepire l’effetto delle notti bianche, son le 7 passate e il sole è ancora alto.. sembra quasi pomeriggio.. è una sensazione strana, piacevole ma che ti lascia disorientato perché tutto ti sembra lento..
Proprio qui riesco a lasciare di mancia ben 4 euro alla cameriera che mi aveva ipnotizzato con i suoi occhi ghiaccio.

Ma è ora di prepararci, anche se è mercoledì vogliamo testare la nightlife.

Per cena optiamo per provare l’Alus Seta; sarà che io son un po’ difficile sul mangiare.. ma non mi è sembrato il posto tanto decantato; anzi, ho anche lasciato a metà la bistecca che avevo preso.
Di positivo aveva: i tavolini all’esterno con vista movida e la vicina di tavolo.. la classica troiona russa con stivale nero-luccicoso copri ginocchio e minigonna cortissima.
Solo verso le 11 inizia ad inscurirsi il cielo… è il segno che è arrivata l’ora di farsi un paio di Jager ed andare alla ricerca di un posto frequentato.
Per le strade non c’è molta gente, qualche turista… qualche gruppo.. poche ragazze.. bisogna essere fortunati per trovare il posto giusto.

Prima tappa.. il Velvet; visto che lo troviamo chiuso torniamo sulla via principale, vediamo il Babyloon, che però preferiamo evitare visto la sua fama, e quindi non ci resta che andare nel baretto di fronte.
Prendiamo le prime vodka della serata.. all’interno del locale ci son solo un paio di ragazze che ballano.. ormai ci stiamo preparando a un mercoledì sera “stile Verbania” (cioè vuoto e senza divertimento).
Ma siamo in pista e proviamo l’ultimo locale consigliato, il Pulkvedim Neviens Neraksta.
Lo troviamo a fatica ma quando facciamo per entrare ci rendiamo conto che dentro non c’è una persona.. anzi una si.. il barista!

Commentiamo il posto e all’esterno troviamo due ragazzi italiani, di Abbiategrasso… Anche loro son abbastanza delusi della serata e preoccupati per il resto del weekend, noi invece siamo tranquilli, domani ci aspetta Vilnius.
Salutiamo i ragazzi sicuri di ribeccarli all’Essential nella sua serata r&b.

E’ il momento di mettersi a tavolino e decidersi il da farsi.. Sulla falsa riga di Eisenhower e dei suoi uomini che fecero un passo indietro prima di dare l’assalto decisivo, torniamo a bere una cosa in piazza Duomo (a dirlo così mi sembra Milano….).

Da generale navigato, tra i molti tavoli liberi scelgo quello di fianco a tre giovani ragazze e tempo zero il geometra Giorgiao invita le tre al nostro tavolo.
Da quel momento la serata prenderà una piega abbastanza alcolica… e tra un giro e l’altro di vodka conosceremo meglio le tre studentesse.


Con loro finiamo al Belle Époque, locale che tra l’altro mi aveva suggerito Eeste, il locale è piccolino però c’è gente e musica, cioè ci si diverte.
Anche qui i giri non si sprecano, un po’ son offerti da noi un po’ da loro (“perché non son qui per farmi offrire da bere” ci diceva quasi fin scocciata una delle tipe).. ormai la lucidità l’abbiamo perduta.

Giorgiao lo perdiamo al bancone insieme ad una delle tre, ogni volta che li guardiamo stanno bevendo uno shot…. manco avessero trovato l’acqua dopo una settimana nel deserto.

Io utilizzo il classico ObeDanze con la moretta di turno… riuscendo a fare un’accurata analisi del suo fondoschiena.

Il Vale, come i giocatori d’esperienza, studia la situazione cercando di approfittare delle migliori occasioni e si mette a fotografare gli “interni” del locale.


Verso le 3 facciamo per uscire ma all’ingresso fermo una bassina rossa, ci parlo un attimo ma arriva Giorgiao e me la porta via.
Il Geometra e’ talmente fuori che non mi incazzo neanche per il furto e gli diamo mezz’oretta di tempo; torniamo dalle ragazze di prima e, mentre passiamo un po’ di tempo con loro, vediamo che la tipa con cui era al bancone è collassata vicino al locale....

Verso le 4 salutiamo le tre studentesse e torniamo in ostello.

Che dire? Per essere un mercoledì sera… a Riga… non ci lamentiamo, anzi un inizio alla grande.

L’indomani mattina ci svegliamo relativamente tranquilli, e scendiamo in piazza per la colazione sotto il sole.
E’ presto, ma dobbiamo prendere il bus per Vilnius.

sabato 12 giugno 2010

Riga - Vilnius - Kaunas

Non ci sono solo belle chiese e bei monumenti...






















sabato 29 maggio 2010

Ac Dc . Udine 19-20 maggio

Il 19-20 maggio son stati due giorni veramente tosti.
Finalmente dopo un periodo un po’ così, con le cose che non girano come si vorrebbe, c’è la possibilità di staccare da tutto e da tutti andando a Udine per il concerto degli Ac Dc.

Con Giorgiao (il famoso Siculo-Brasiliano) partiamo presto da Verbania, verso le 9 di mattina direzione Friuli.. quasi 500 km sotto un sole estivo.
Il viaggio va via tranquillo (benedetto sia il passante Veneto!) così verso le 14 siamo già al nostro hotel
Alloggio prenotato in città il giorno dopo aver preso i biglietti del concerto, consci del fatto che presto non si sarebbe trovato più un buco libero.
L’hotel è il peggiore di Udine, l’hotel alle 2 palme, un due stelle molto italiano… cioè con i mobili e i letti comprati nel dopoguerra.
Però la chicca dell’hotel è il ristorante-pizzeria a piano terra fatto come l’interno di un antico vascello (troppo kitsch); vista l’ora ce la prendiamo con calma, ci facciamo una pizza con tavolo vista “figlia della proprietaria” che ci aveva accolto con una scollatura prominente.

Andiamo a piedi verso lo Stadio Friuli (un paio di km) e incominciamo a sentire l’ambiente rock.
Arriviamo, i cancelli non son ancora aperti, ma la folla sta già festeggiando l’avvenimento.
Si può vedere di tutto, dal fan vecchio stampo degli Ac Dc con maglietta nera lercia e pantaloni in pelle da motociclista, ai fans dell’ultima ora come ragazzini di 20anni che con la chitarra in mano improvvisano i pezzi più famosi.

E’ alta anche la presenza di padri e figli… chissà che goduria è stata per il vecchio padre dire alla moglie di turno “Lo accompagno io, mi sacrifico…”.
Il gran caldo ci impone di ordinare le prime birre in attesa di entrare.. dove scambiamo due parole con gli altri fans e tutti concordiamo che siamo venuti lì per “Le Vibrazioni”… altro che Ac dc.


Alle 5 siamo dentro allo Stadio, il palco è il classico del gruppo con ai lati le corna di Angus.

Ci piazziamo poco fuori dalla zona riservata al fans club.
In attesa del gruppo prendo le corna che si illuminano (un must!) e ci facciamo qualche birra; nello stadio vendono solo la “ottima” Castello, tipica birra friulana mai sentita prima; peccato che a volte l’abbiano fredda a volte calda…
Mentre son in coda in bagno becco anche il compaesano Paul, e guardandomi intorno vedo finalmente qualcuno vestito da scolaretto come Angus.
I nostri vicini di posto sono un gruppo misto di ragazzi e ragazze sulla 40ina e padre e figlio Sloveni.

Con questi due si parla del più e del meno…il ragazzo è simpatico a parte alcune sparate fin troppo grosse (es… gli Sloveni ormai vengono a far spesa in italia perché risparmiano…. Oppure racconti sull’aggressività dei Serbi).
L’attesa è lunga e quando salgono le Vibrazioni sul palco ricevono di tutto…carta igenica, bottiglie di vetro e anche noi partecipiamo al coro “Le Vibrazioni… fuori dai Coglioni”…
Ma ci siamo… son le 9.15 quando prendiamo la 6 birra.. e alle 9.30 precise inizia il concerto!

Il maxischermo dietro al palco inizia con un cartone molto “ironico”.. dove i ragazzi sono su un treno e si coglie un ragazza che finisce di fare un fellatio a Brian Johnson.
Si parte con ROCK ‘N ROLL TRAIN e a seguire tutti gli altri successi.
E’ un esplosione rock, che ci fa saltare cantare e ballare tutti insieme.
E’ Fantastica l’atmosfera nel guardarsi intorno, con tutta la gente e la tribuna illuminata dal rosso delle corna.
Giorgiao non capisce più nulla..
beve birra rovesciandosela addosso ed è un delirio
Lo spettacolo è il loro classico, collaudato ma sempre efficace.. con le campane di Hells Bells, the jack fatta lunghissima ma che non vorresti che finisse mai, l’assolo di Let There Be Rock.

Energia pura… anche se si sente un po’ che gli anni passano, il cantante in particolare a volte fa fatica a finire la strofa… e mi viene da pensare “chissà che botta sarebbe stato vederli 20anni fa..!”

Si chiude il concerto dopo 2 ore esatte con i cannoni che sparano e fuochi d’artificio (anche se su questo hanno risparmiato parecchio….. quasi si facevano fatica a notare).

Stanchi ma carichi usciamo lentamente dal concerto..dove ci fermiamo a parlare con altri Sloveni che stavolta ci/si chiedono come mai gli italiani del posto li guardano con superiorità…

E così torniamo in hotel mangiandoci una pizza e continuando a cantare come se il concerto non fosse finito.

Il giorno dopo approfittiamo dell’intera giornata a disposizione per fare un giro per la città di Udine.
Prima mi trovo con un mio collega di filiale con cui ci sentiamo spesso al telefono, oltre a suggerirmi la trattoria per il pranzo mi ha regalato una bottiglia di grappa in segno dell’ospitalità friulana.
Poi ci troviamo con Cozzi con cui commentiamo il concerto mentre passeggiamo per le vie centrali della città.

La città è piccolina ma tenuta molto bene; passiamo per la piazza del 1 maggio, piazza della libertà, per il Duomo e ci facciamo uno spritz con tagliere di salumi locali.
Sempre con Cozzi pranziamo in un’osteria e poi andiamo allo Spaccio della grappa Nonino in un paesino fuori Udine.
Attraversiamo piccoli paesi, dove notiamo la cura delle case e della campagna; si vede che la zona è abbastanza ricca.
Alla Nonino ci riforniamo di bottiglie e poi torniamo a casa soddisfatti di questa due giorni.
In poco più di 5 ore (dopo aver lasciato Cozzi in stazione a Milano) siamo a casa… 1.000 km per un gran concerto e quella sensazione di allegria e contentezza.
Ce ne fossero di giornate così!

domenica 9 maggio 2010

Catania - un weekend culinario (22-25 aprile)

Di ritorno da un weekend in salsa siciliana metto giù un pò di spunti sui posti visitati, sulle cose fatte ed episodi vari.

Premessa, era incredibile che a quasi 30 anni e con tanti viaggi alle spalle non avessi ancora iniziato a girare l'Italia; tanto che, fino a questo weekend, da Firenze in giù non ci avevo ancora messo piede (a parte un pomeriggio rugbistico a Roma).
Ben conscio del vecchio detto "Se non conosci la tua terra non conosci te stesso" quest'anno ho deciso di iniziare a girare i luoghi della nostra bellissima penisola.
Ho iniziato con la romantica Verona, a maggio passerò ad Udine un paio di giorni, facilmente a settembre farò toscana, Umbria e Roma in auto; ma ad Aprile sfruttando il finto "siculo/brasiliano" Giorgiao ci siamo fatti guidare per Catania e la la costa orientale della Sicilia.


A partire siamo in 4; io, Giorgiao e i classici Vale e Rosso.

Volo Easyjet prenotato a dicembre, and e ritorno per 70 euro. Fino all'ultimo abbiamo pensato che non saremmo riusciti a partire per la famosa nube vulcanica, tanto che i voli Easy son riparti solo il mercoledì.. Ovviamente, visto la situazione, aerei pieni all'inverosimile con neanche un posto libero.

Per dormire Giorgiao ha utilizzato le sue amicizie locali e abbiamo preso una quadrupla qui http://www.hollandintrooms.it/
Centrale, camere spaziose e pulitissime, padroni simpaticissimi e disponibli, prezzo ottimo... lo consiglio

Per girare ovviamente abbiamo affittato l'auto (www.maggiore.it), la grande punto nera.


Giovedì 22 aprile
Volo puntuale e così alle 10 abbiamo già preso l'auto e ci muoviamo verso Catania centro.
La città subito mi colpisce con le diversità dalla mia zona e dalle nostre città.
Il traffico infernale, ragazzi che girano in scooter in 3 ovviamente senza casco (a Verbania magari ti danno la multa se non lo hai allacciato bene...), le attività e i negozi che sembrano quelli di una volta, gli ambulanti che fermi con il loro ape a bordo strada vendono frutta e verdura.

Son queste le prime immagini che ci accolgono, son situazioni di cui finora avevo solo sentito parlare ma che non avevo ancora testato personalmente.

Per fortuna c'è il sole e come prima cosa andremo sull'Etna.
Qui faccio il primo incontro con la cucina siciliana con la classica colazione a base di granita alle mandorle (il classico) e brioche.
Salendo verso l'Etna altre cose mi colpiscono; la poca pulizia e i continui sacchi della spazzatura buttati per strada, la legge degli incroci (dove passa chi entra primo e non chi ha la precedenza), i mille cantieri edili iniziati con case costruite in posti improbabili e chissà con quale abuso edilizio.
Però non è tutto negativo, è bello passare per le piazze di paesi come Pedara, con i vecchietti con la coppola che siedono sulla panchina e ti guardano come per dire "e questo chi è?" oppure vedere le illuminazioni pronte per essere accesse per la festa della madonna del paese.

Sull'Etna saliamo dal lato Sud fino al Rifugio Sapienza (a 1910 mt), dove la vista sulla città di Catania e il mare merita veramente..


Facciamo anche una passeggiata intorno ad alcuni crateri spenti camminando sulla lava ormai indurita.


Da qui poi siamo scesi e facendo la litorale siamo andati a Taormina.
Per strada ci fermiamo sulla spiaggia a mangiare della tavola calda presa d'asporto.

A parte che finirò con un piede dentro al mare una cosa mi viene in mente.. negli anni 90ma quante squadre di calcio di questa zona giocavano in serie C??
Catania, Acireale, Giarre, Siracusa, Messina, Francavilla...

Taormina invece è bellissima, ma sembra un'altra regione.. tutto bello, pulitissimo, i negozi di souvenir.. poi il Teatro Greco con vista sulla città e sui giardini di Naxos.
Si capisce perchè d'estate è una delle mete più frequentate.


Per chiudere la giornata Giorgiao ci porta in un paese sopra Taormina, Castelmola.. dove tra una casa in bilico e un'altra, facciamo un giro per il paesino proprio mentre la banda del paese fa le prove per la sera e vengono messi i primi banchetti di dolci mandorlati (preparati in una pentola di rame che viene fatta ruotare)

Alla sera ci troviamo con un amico di Giorgiao, Daniele, ci consiglia dove andare a mangiare pesce (Al Gabbiano) per ritrovarci dopo in uno dei chioschi sparsi per la città per provare il Seltz.
A parte il Rosso che abbandona il gruppo dopo cena (ormai non è più lui...) giriamo per le vie centrali di catania intorno al Duomo.
C'è un pò di movimento.. ma son tutti baretti con tavolini e la gente sta tra di loro in gruppetti... sulla falsa riga delle colonne a Milano.
Passiamo così la serata con gli amici di Daniele tra un pò di live music e gli amici cinesi che si sparano almeno 7 giri di ciupiti.


venerdì 23 aprile

Ci alziamo con la pioggia, ma comunque andiamo al mercato del pesce.. i venditori ci chiamano per venderci un pò di tutto.. ci son cernie, ricci, ostriche, tonni e pesce spada con la testa ben esposta sul bancone.

Personalmente ho capito 1/10 di quello che mi dicevano in stretto dialetto siciliano.
In attesa che smetta di piovere mangiamo da Scardacci (ottima la tavola calda.. in particolare la Cipollina e la Cartocciata) e poi giro nel mercato cittadino.

Nel pomeriggio torna il sole e con Daniele andiamo vicino casa sue e proviamo la carne di cavallo alla griglia cotta per strada, polpette e cipolla con pancetta.. (anche questo per me totalmente fuori dal mondo.. come se io mi mettessi sul marciapiede e mi metto a fare la griglia)
Pieni, andiamo al bel Castello Ursino..

ma sbagliamo strada e finiamo in piena periferia.
Qui oltre a sguardi tra minacciosi e dubbiosi di alcuni "giovani", ci sono i classici ragazzi che vanno in 3 in moto, uno che gira con il calesse, un bocia che avrà al massimo 8 anni che gira con lo scooter che è più grande di lui.

Sfruttiamo poi il pallido sole per andare a Aci Trezza e Aci Castello, dove ci godiamo il panorama dal lungo mare.

Alla sera solita mangiata di pesce (un branzino spettacolare) in un ristorante vicino al mercato del pesce per poi andare alla discoteca MA dove entriamo grazie a un'amica di Giorgio che ci mette in lista.
L'ambiente è alla moda e due cose mi sorprendono....
una è la presenza di grandi fighe, non pensavo ci fossero così tante bonazze..
la seconda, l'assenza di gente dal bancone.. sembra che nessuno beva, cioè si prende una cosa e poi basta.. niente code, spinte e gente ubriachissima come in qualunque altra disco.
Ci buttiamo anche in pista ma come quasi sempre... chiudiamo la nottata alle 4 passate con noi che andiamo a mangiare qualcosa in pasticceria.


sabato 24 aprile
anche il sabato il tempo non è stato bellissimo.. con un pò di sole e un pò di nuvole che si alternavano.

Dopo la classica colazione con granita nel bar del porto, torniamo nei paesini fuori Catania per mangiare a Zafferana la Siciliana.
Meno male che son solo 4 giorni.. sennò tornavo a casa con una pancia da record.
Un'altra cosa che noto è che tutti i bar/pasticcieria hanno il proprietario seduto nella cassa che è staccata dal bancone.. e solo loro possono fare scontrini e incassare i soldi.

Dopo mangiato prendiamo ed andiamo verso Siracusa..
Come Taormina anche questa città è molto bella e per via del turismo tenuta molto più in ordine e pulita del resto.
Il Duomo è veramente imponente e la sua piazza è veramente carina.

Mentre ci dirigiamo verso Noto in Autostrada (per chiamarla autostrada ci vuol coraggio... visto l'asfalto ondulato e la manutenzione pressochè nulla) il Rosso torna il pazzo di una volta e si mette ad imitare il suo collega siciliano che quando si incazza riesce a fare una frase senza vocali.
Mentre ci avviciniamo a Noto finalmente vedo la campagna siciliana.. le collinette con le file di aranceti e limoni che iniziano a maturare.
Il sole le illumina dandole un colore vivo..
Anche Noto mi è piaciuta tantissimo.. la passaggiata nella via principale con le scalinate, i palazzi di quel colore chiaro e il Duomo.

Forse questa è la parte che più mi è piaciuta di questo weekend.

Alla sera andiamo a cena con gli amici di Daniele e proviamo una specie di pizza/focaccia ripiena.. e tiriamo fino a tardi con loro in pizzeria.
Giorgio viene ufficialmente dichiarato "malutempu" perchè tutte le volte che va a Catania piove e chiudiamo il sabato sera girando per le solite vie centrali


domenica 25 aprile

Il nostro aereo è alle 8 di sera, quindi abbiamo l'intera giornata per girare Catania.
La città di domenica è deserta e la poca gente che si vede è nella via Etnea.

Il Vale, da juventino sfegatato ma non ancora rassegnato, si piazza fuori dal punto Snai per vedersi il primo tempo di Juve-Bari insieme ai ragazzi locali che incitano il Catania ("minchia..stava per segnare Maxi Lopezee")


Dopo un gelato lasciamo l'auto e prendiamo il puntuale aereo e verso mezzanotte siamo già a casa.


Devo dire che è stato un weekend tranquillo in fatto di serate, ma ricco dal punto di vista di cose viste ed esperienze.
E poi.. ma come si mangia bene??!!
In generale mi è piaciuta la Sicilia.. ha posti e cittadine fantastiche.. ci tornerò! ma per fare una serata pazza.... meglio Liverpool!