martedì 2 marzo 2010

Il Pagellone di Bellinzona

Con un po’ di ritardo… riesco a fare le pagelle della consueta festa carnevalesca in quel di Bellinzona.
Anche quest’anno, solito casino con divertimento assicurato e tutti (o quasi) presenti!




RISTORANTE CINESE

Immancabile la cena al ristorante del venerdì sera.
Veniamo accolti dalla giovane figlia cinese che in dialetto ticinese appena ci vede esclama “Ma voi siete quelli dell’anno scorso!?!”
Il cibo in se non è male, ma il conto rimane salatissimo nonostante rimaniamo accorti sul vino.
“DELITTO AL RISTORANTE CINESE” voto 5

COLO

Il “compagno” Colomboski come l’anno scorso agisce in doppia veste.
Il venerdì, lasciato single, parte male non indossando il vestito alla Borat (causa freddo) e ripiegando sul solito vestito da chirurgo alla George Clooney.
Poi viene perso dal gruppo pochi metri dopo l’ingresso al Carnevale e ritrovato solo la mattina mentre dormiva come un ghiro nel suo letto con le guance rosse per gli schiaffi ricevuti.
Il sabato, in versione maritino sobrio, si preoccupa di stare alle nostre calcagne alla ricerca di materiale per il suo famoso archivio da Kgb
SOLITARIO (il vene) e COLONNELLO (il sabato) voto 8

CASTE

Il bomber parte lamentandosi del vino Ticinese che gli propina il ristorante cinese.
Fa due serate in versione Bill Murray in Ghostbusters riuscendo a perdere la pistola dell’acchiappafantasmi già nella prima serata
Rimane uomo di poche parole… ma quelle che dice lasciano il segno; dopo la scena dell’anno scorso in cui non riusciva a chiedere l’acqua a Manuel, quest’anno al risveglio cui spiega a voce bassissima come abbia ordinato “del Pinooot”
TIZIANO CRUDELI L'URLATORE voto 8

IVO

Supereroe non per caso.
Travestito da Robin è il re del privè insieme a Batman (Mel)… il famoso tendone dietro al muro dei cessi.
Martellatore incessante, non molla il colpo neanche alle 6 di mattina nel tentativo di raccogliere “il meglio” della piazza.
Peccato non riesca a bissare i risultati eccellenti degli ultimi anni
INCOMPRESO voto 8

VALE

Uno dei “belli di Ceredo” arriva il sabato in compagnia di Carlitos e riesce a farmi spendere 5 euro in chiamate visto che si perde nella metropoli di Bellinzona.
Inizia carico piazzando il nuovo record di velocità in bevuta di birre durante il giro nel tardo pomeriggio tra le vie cittadine.
Anche lui in versione Ghostbusters entra bene nel ruolo del Dott. Egon Spengler e nella nottata si muove per le strade del carnevale con la naturalezza che aveva Giucas Casella quando camminava sui carboni ardenti
CHIMICO voto 8

MEL

Ecco l’altro supereroe del gruppo.
In versione Batman fa con Ivo la coppia più temuta del carnevale.
Per questa volta riesce a non essere il più fuori del gruppo e a tornare a casa tutto intero.
Anzi, si rileva uno dei più sobri e dei più attivi delle serate anche se non si muove dal Privè neanche dietro torture saudite.
Visti i risultati domenica mattina rimpiange il costume da donna che gli aveva regalato tante soddisfazioni (es "non ti sei mai fatta un supereroe?".. "no.. e non mi interessa")
MATURATO voto 8

OBE

Fa un carnevale in Doubleface.
Del venerdì, vestito da sceicco arabo, si ricorderà ben poco… l’effetto Braulio lo porterà a passare la serata prima in compagnia di Rudi e Max Merlo e poi nel Privè con i supereroi (e il palo in mezzo alla pista).
Si riprende giusto alla fine per dar manforte ai martellamenti di Ivo e per perdere il turbante.
Al Sabato torna al caro vestito da Bambino e torna sulla retta via… importunando a destra e a sinistra (poliziotte, infermiere, tipe senza voce) fino a quando minaccia una 16enne classe 1993, con sui stava parlando, di denunciarla per molestie sui minori (tutto mentre lui gli tocca il culo)
MOLESTO (il venerdì) MOLESTATORE (il sabato) voto 7

MANUEL

Sfoggia il vestito nuovo… in pratica un misto tra un promotore finanziario, mister muscolo e Schwarzenegger nel film “una promessa è una promessa”.
Pur perdendo il primato di “peggior lavandino” del gruppo non rinuncia ad aver il frigorifero con la spesa nella sua stanza.
Anche lui di casa fisso al Privè, dove strappa un bacio voluto alla ragazzina di turno… peccato che potrebbe essere sua figlia
NOTTI MAGICHE (inseguendo un goal) voto 8

RUDI e MAX

Li metto insieme visto che son coppia fissa.
Cercano di dare un po’ di ordine a partire dal momento della spesa fino all’aperitivo.
Eroico Max che riesce a resistere con maschera da sci anche all’interno del tendone.
e quest'anno niente “tendone Giorgio Basso”
COMMENSALI voto 8


TEO RIVA

La new entry fa un ingresso con il botto.
La prima sera (dopo aver portato via a Manuel lo scettro del bevitore di liquori) parte vestito da Ghostbusters per poi diventare lui il fantasma.. tanto che lo perdiamo nella seconda piazza e lo rivedremo solo la mattina seguente.
Veniamo poi a sapere che ha passato la notte in stazione (“non era male.. c’era la musica, gente…”).
Il sabato capisce finalmente dov’è il Privè ma passa metà serata da bravo angioletto e, quando torna libero, cerca di recuperare ma rimane in affanno.
CAPOSTAZIONE voto 8

SAURO

Insieme a Manuel fanno la coppia più cool del momento… uno che sembra Schwarzenegger e l’altro il generale Badoglio.
Peccato che uno sta facendo fallire la California e l’altro firmò l’armistizio italiano della seconda guerra mondiale.
Un generale tutto genio e sregolatezza.. soprattutto quando si tutta a peso morto sulla siepe dell’ostello.. ottenendo un taglio al gomito
IDEE IN PROGRESS (lapo) voto 8

GIORGIO

Il cardinale Giorgione nelle movenze ricorda il protagonista di questo dvd http://www.dvdland.it/nicom1/p_547062/dvd_hard/le_perversioni_del_cardinale.html peccato non sia ambientato in quel di Bellinzona.
Ricordando che l’anno prima aveva colpito senza fiatare… il sabato lo marco a uomo nella speranza di un bis…. speranza che si infrange dopo essere usciti a mani vuote dal bar “dove si becca sempre” (quello in cima alla scalinata).
Dopo un sabato pomeriggio in sofferenza passato in camera a riprendersi regala il colpo migliore del weekend quando sabato notte, al rientro in ostello, va a in bagno a sparare una bomba liberatoria… mentre nel bagno a fianco una coppia ci dava dentro di brutto
MORALIZZATORE voto 8

FEDE

L’ultimo dei Ghostbusters fa capire subito di che pasta è fatto… tanto da sostituire la pistola acchiappafantasmi con l’estintore del piano.
Dopo questa perla in giro sfodera il suo fischio da stadio tanto che lo sentono anche in frontiera.
L’ho visto a tratti… per il suo continuo girare tra i tendoni e i bar cittadini… ma conoscendolo so che è una certezza.
GIGI LA TROTTOLA voto 8

CARLO

Ritorna a Bellinzona dopo anni d’assenza, presentandosi con lo stesso vestito di Don Buro
Già fuorissimo all’uscita dell’ostello, supera il controllo cantando la famosa canzone di Lia De Bahia (quella che fa… “a me piace tutto lo ragazzo italiano.. xche sono vera-veramente bravo a fare l’amore..”) peccato sia più stonato del Principe Filiberto.
Anche lui si fissa nel Privè, dove le ragazze lo eleggono come il prete più richiesto del carnevale.. tanto che se avesse presieduto messa ci sarebbe stata un’affluenza record.
Torna in ostello barcollante come ai tempi di Basilea.
MAGO SILVAN “Sin Sala Bin” voto 8



domenica 21 febbraio 2010

6 Nazioni di Rugby - Dublino

Sfruttando la passione famigliare del Rugby, con my sister & parenti siamo andati a Dublino a vedere la partita Irlanda - Italia del 6 febbraio, gara d'apertura del 6 nazioni del 2010!

Weekend lungo con partenza venerdì 5 febbraio e ritorno lunedì 8.

Sveglia con sorpresa: nevica e le strade non son pulite quindi partenza anticipata con ritmo di marcia a 60-70 km/h.
Arrivo a Milano giusto in tempo dopo aver rischiasto di ribaltarsi in galleria a Carpugnino.

Volo Aerlingus strapieno (di cui mi impressionano le orribili divisi delle hostess!); oltre ai tifosi come noi, troviamo i commentatori di Sky (con il "grande" Dominguez) e il capitano infortunato Parisse con fidanzata Miss Europa 2007

Dublino ci accoglie con il sole e una temperatura più che accettabile.
Mia sorella non ha badato a spese e come hotel ha scelto il Morrison Hotel, in pieno centro, da cui ci muoveremo tranquillamente a piedi per il centro città.
Dopo pochi minuti cogliamo subito la permalosità degli irlandesi, il taxista che ci ha portato all'hotel si arrabbia per i pochi centesimi lasciati e ce li lancia dal finestrino.

Nel pomeriggio giriamo a piedi la parte centrale di Dublino
Partiamo attraversando l'half penny bridge che ci porta nella famosa Temple Bar.. qui siamo "costretti" a fare la prima sosta birra.. al Farrington's Pub prendiamo le prime nostre pinte e mangiamo qualcosa (chi Irish Steak, chi il Tonno e chi si lancia subito sullo stufato alla guinness)

Il cameriere ci chiede subito se siamo lì per il match.. e ci assegna zero possibilità di vittoria (e sarà la frase ricorrente del pre-partita)

Usciti dal Pub proseguiamo il giro, superando il famoso Temple Bar ed incrociando personaggi vari, ovviamente italiani.... dal gestore di Pub romano che segue tutte le trasferte del Rugby alla flesciata genovese che tira a campare in quel di Dublino.

Andiamo poi su Dame St, al Trinity College e proseguiamo verso Grafton St.
Incontriamo "Molly" e passeggiamo nella via pedonale piena di gente accompagnati dalla musica dei vari complessi di strada.

Guardando le insegne il match è sentito, del resto loro sono i campioni.
Quando ormai è buio arriviamo in Merrion Square, dove le case con i portoni colorati non rendono molto.

La sera, cena in un risto-pub vicino al castello (niente di particolare) e alla Christ Church accompagnata dalle immancabili pinte e poi ci lanciamo nei pub di Temple Bar.
E' venerdì sera e, anche per via degli italiani in trasferta, tutti i posti sono pienissimi.

In giro, i soliti cantanti di strada accompagnano il passaggio da un pub all'altro..
Si vedono le solite scene tipiche del mondo anglosassone, dove ci sono ragazze con vestiti cortissimi che barcollano alcolizzate incuranti del freddo

Quando tutto sembra dar vita ad una tranquilla serata di pre-partita in famiglia.. al Temple Bar incrociamo un gruppo di ragazzi di Rovigo.
Son già in pista (e da parecchio) e convicono me e il fratello di mia sorella a seguirli per locali.
Salutiamo la famiglia e si parte con altre pinte.
Veniamo portati da un loro concittadino che lavoro a Dublino in un bar-mini club universitario dall'altra parte del fiume.
L'ambiente è giovane e frizzante..

Così, quando quelli di Rovigo cambiano club, noi optiamo per restare per l'ultima pinta.. sia per l'ottima musica (ho sentito anche un pezzo degli Smith!.. troppo Cool) sia per la partita dell'indomani

Ma poi conosciamo un gruppo delle "classiche anglosassoni" e anche loro appena vengono a sapere che siamo lì per la partita ci assegnano zero possibilità di vittoria (quasi le stesse che avevamo con loro....!) tanto che mi sbilancio con il fioretto che se avessimo vinto avrei corso nudo per Temple Bar.

Restiamo un pò con le ragazze (di cui una senza motivo mi lecca l'intera guancia) e le lasciamo verso le due.
Alla fine abbiamo passato una bella serata


La mattina della partita andiamo a vedere la Guinness Store House
Il tour è carino, niente di eccezionale ma piacevole.
Si passa dalla lavorazione degli ingredienti alla storia del marchio e della pubblicità di Guinness.
Particolare la forma del museo con in mezzo una pinta gigante che parte dal piano terra fino al piano più in alto

Chiusura con Guinness al Gravity Bar all'ultimo piano e vista della città

Dopo aver beccato zero possibilità di vittoria anche dalla commessa dello shop dello Store House.. voliamo in taxi verso lo stadio

Intorno allo stadio è una fiumana di gente, molti fanno sosta nei pub nelle vicinanze e poi entrano nello stadio.
Ci sediamo giusto in tempo per gustarci l'inno e l'inizio della partita

Sulla partita... bhè.. avevano ragione.. zero possibilità di vittoria, però sconfitta con onore dai!
Emozionante la parte iniziale con inni e applausi per entrambe le squadre.
Poi piacevole l'ambiente in generale e la canzone che partiva ogni volta che segnavano meta.. canzone cantata da tutto lo stadio.

Pensare che quello stadio per il popolo irlandese ha un valore che va oltre allo sport mi rendo contento di esserci stato.. Respect

Finita la partita, pensavo ad un terzo tempo un pò più attivo e movimentato nei pub intorno allo stadio.. pensavo poteva essere l'occasione per entrare in un pub un pò meno turistico.. ma forse i pochi punti di scarto hanno abbassato i loro entusiasmi.
Così torniamo in Zona Temple Bar e incontriamo una collega di mia sorella

Al pub Porterhouse (molto bello e particolare.. con ottime birre di loro produzione!) ci guardiamo sul maxischermo, insieme agli irlandesi, la gara Galles-Inghilterra..
ovviamente il tifo è tutto contro l'Inghilterra.

A cena, con la collega di mia sorella, andiamo nella zona più a sud di Temple.
E' piena di ristorante, bar e club.. (ottimo a sapersi per un ritorno)
Al pub oltre a provare lo stufato alla Guinness abbiamo la possibilità di sentire/chiedere informazioni a una persona che vive da 3 anni a Dublino.
Oltre alla crisi che ha colpito il paese ci racconta un pò dello stile (anzi il "no Style") della gente del posto.. e qualche situazione vissuta.
Conferma l'impressione avuta, che comunque sia un popolo tranquillo... con la passione per le pinte!

In giro al sabato c'è molta gente.. i locali sono tutti pieni, nonostante la crisi la gente non rinuncia ad uscire al sabato
Noi siamo abbastanza stanchi.. quindi dopo una pinta verso mezzanotte torniamo a dormire.. non prima di aver visto un "camion dei pompieri" con su un gruppo di ragazze urlanti e la solita ubriaca fare onde delle madonna fino a cadere per poi rialzarsi con assoluta nonchalance.

L'ultimo giorno prendiamo il Dart e andiamo a Howth, un paesino sulla costa molto caratteristico
con le navi da pesca, la passeggiata intorno al promontorio, le foche e la tranquillità che solo questi posti hanno.
Poi il tempo nuvoloso e la bassa marea rendono tutto così triste-affascinante.


Prima di tornare pranzo a base di pesce (no comment) e ritorno in centro per fare un pezzo di o'connell st e fare qualche acquisto.

La domenica sera con poca gente in giro, mangiamo in un pub al centro... ci beviamo le ultime pinte (di cui qualcuno porta via anche il bicchiere....) accompagnati da un complesso che suona musica tipica irlandese


L'aereo è al mattino prestissimo e così alle 11 siamo già a Milano.

Proprio un gran bel Weekend!... anche se voglio esserci il giorno che li battiamo in casa loro... altro che zero possibilità!!

domenica 24 gennaio 2010

Australia - che posto!! 4 parte - Brisbane e Gold Coast

BRISBANE e GOLD COAST
Dal 26 novembre al 1 dicembre
L’ultimo volo interno ci porterà da Alice Springs a Brisbane e visto l’assenza di un collegamento diretto, passeremo l’intera giornata di giovedì per aeroporti.
Così siamo costretti a stare 2 ore a Sydney e arriveremo nella capitale del Queensland solo alle 7 e mezza di sera.
E’ giovedì sera ed è già buio, quindi appena ritirati i bagagli prendiamo un taxi, ci facciamo portare in ostello e non vediamo l’ora di scatenarci.

L’ostello era stato scelto per la sua location strategica in mezzo alla zona dei locali notturni; tempo di scendere dal taxi e già in reception è un delirio.
Ragazzi e soprattutto ragazze poco vestite che si fanno mettere il timbro per il bar/disco pub collegato (il Birdee), gente che sta già sbiascicando qualche parola incomprensibile, una ragazza con un vestitino azzurro molto corto che ci chiede da dove veniamo… insomma l’ambiente sembra più che hot!

Rapidi come Ben Johnson ci docciamo e scendiamo anche noi in perlustrazione al Birdee.
L’età media è abbastanza bassina però il livello medio non è male. Seguendo il nostro guru (l’ormai famoso “Banana”) prendiamo 3 jug ed iniziamo a tastare il terreno.
Cazzeggiamo per mezz’oretta fino a quando decidiamo di cambiare location non prima di:
- essere stati rimbalzati all’ingresso del presunto privè
- aver provato l’emozione di ballare in pista con ragazze nate durante le “notti magiche” (Italia 90)
- essere stati anticipati nell’abbordo della biondina più fuori del locale che è stata portata in camera a riposare (!?) non prima di aver mostrato a tutto il locale il tangazzo sotto la gonna.

Rimpiangendo di aver ormai quasi 30anni, usciti in strada veniamo sorpresi dalla Tempesta Perfetta; che non è il temporale con urgano che c’era nel film di George Clooney ma la fiumana di gente e di ragazze che sono riversate per strada!!

C’è l’imbarazzo della scelta, così ci lasciamo trascinare dall’istinto e proviamo un locale dove entrava un bel po’ di gente. all’ingresso però subiamo il secondo rimbalzo della serata, questa volta perché non avevamo la camicia.
Iniziamo male e penso “finora ci hanno tirato più rifiuti all’ingresso dei locali che le tipe!”
Non ci scoraggiamo ed entriamo nel club di fianco, che è un po’ particolare tanto da sembrare quasi l’interno di una casa; qui c’è live music e una band propone un rock/elettronico niente male.
L’ambiente è frequentato da tante tipe, tutte vestite con quello stile molto “Mtv Brand New” quindi sull’alternativo.
Ci facciamo un giro a testa di jagermeister (di cui uno bevuto con la cannuccia) e incominciamo a conoscere un po’ di ragazze.

Le prime sono un trio danese, ci cazzeggiamo un po’ ma hanno il fare di quelle che pensano ”mica mi sono fatta 16.000 km per farmi un italiano… per tanto così andavo a Rimini”
Nel frattempo un tipo fuorissimo rovescia lo Jeger al Rosso che per tutta risposta va al tavolino e gli prende la birra… lasciandolo basito.

Dopo ciò, ancora il rosso viene preso dalle allucinazioni, SOLO lui vede le tipe di fianco a noi che prendono una siringa da un tipo che gira con la borsetta a tracolla.
Le studiamo per un po’ ma niente siringhe o giri strani in bagno.... ma tanto lo sappiamo che lui quando vede un po’ di figa non capisce più nulla.

Passata un’oretta, la band finisce e proviamo a cambiare posto; ormai tutta la gente è dentro ai locali. Noi cerchiamo la discoteca Family (considerata la migliore di Brisbane) ma scopriamo che questo giovedì è chiusa.. così tentiamo al “the Bank”.
Qui riceviamo il terzo rimbalzo della serata…. Proviamo anche ad aggirare il buttafuori entrando dalla porta secondaria e ad entrare con un gruppo di tipe conosciute all’esterno.. ma niente.. è una banca blindata, non si entra!

Rassegnati, andiamo al Monastery, dove entriamo senza problema.
All’interno capiamo il motivo, mi sembra di essere finito nella serata Priscilla del Maneggio, tutti flesciati con musica house-techno che spacca i timpani.
Il Rosso inizia con quello che diventerà il tormentone di Brisbane.. chiedendo a tutte le tipe in italiano: “hai già scopato stasera?” imitando Gip delle Iene.
http://www.youtube.com/watch?v=Rg0b0nlziG4
Beviamo una birra ma il gong di fine serata suona, mentre io e Mel prendiamo un panino da Mc Donald e il Rosso un’ottima torta con il ragù, finiamo a mangiare insieme a un gruppo di ragazze più interessate ai loro BigMac che a noi.
Siamo a Brisbane da 6 ore e già mi sembra un’eternità….


La mattina veniamo svegliati dal caldo assurdo che c’era in camera.
La notte precedente quando siamo tornati dalla serata, a causa dell’adattatore di Mel, l’impianto elettrico è partito… togliendoci la luce ma soprattutto l’aria condizionata.
Alle 8 di mattina mi sembrava di essere ai tropici!
Così non ci resta che alzarci e, mentre sistemano l’elettricità, fare un giro.
Brisbane, come tutte le città australiane, è molto moderna però è piacevole camminare per il suo centro cittadino.

La giornata è a dir poco torrida, alle 10 di mattina i gradi sono già più di 30.
Dal nostro ostello proseguiamo verso il centro, passiamo tra i palazzi economici e per le vie dello struscio dei negozi (il solito Mall).
Anche qui natale incombe e oltre ai soliti alberi c’è anche un coro di bambini che canta canzoni natalizie.

A differenza di Perth, qui è molto armonioso passeggiare guardando un po’ di vetrine, qualche chiesa e i simboli della loro breve storia (come la statua del primo capitano che ha raggiunto il nord dell’isola).
Dopo aver deviato per vedere il “mulino” più antico, proseguiamo facendo la via dei palazzi “storici” (George st) tra cui il vecchio palazzo del Tesoro, ora diventato casinò.
Attraversato il ponte sul fiume ci dedichiamo all’attrazione cittadina il South Bank Park, che è un insieme di parchi dove si può passeggiare all’ombra di alcune piante, sostare sui prati, fare picnic, barbecue e, come richiamo principale, c’è una spiaggia artificiale con delle piscine fatte simil mare.

Dopo una serata come quella del giorno precedente l’ideale è passare il pomeriggio in queste spiagge (tra l’altro tutto gratis, docce e spogliatoio compreso).
Qui ci sono tante famiglie con i loro piccoli, studenti che dopo le lezioni vengono a svagarsi, qualche bella raga e anche degli impiegati che si riposano dopo essere usciti dal loro ufficio.

Rilassati e rinfrescati, a fine pomeriggio, torniamo verso l’ostello, non prima di aver bevuto una birra al bar “Milano” in pieno Mall

L’opinione su Brisbane è univoca, sembra la città ideale per viverci… c’è il sole gran parte dell’anno, ha l’oceano a due passi, in città si vive rilassati e comunque serviti di tutto (dai mezzi alle attività ricreative) e soprattutto è piena.. anzi stra-piena di gente giovane.. Very Cool!

In ostello ci prepariamo veloci per il friday night; a cena convinciamo Mel a provare il cinese dove ci sbizzarriamo ordinando un po’ a caso. Ci arriverà il solito involtino primavera, una foglia di lattuga con sù qualcosa, un pesce molto buono e anche un piccione.
Usciti dal ristorante rimaniamo a bocca aperta, non pensavamo fosse possibile vedere più gente della sera precedente… bhè… ce ne sarà il doppio.
Per le strade si fa fatica a muoversi e, memori del rimbalzo della sera predente, entriamo al Bank.
E’ piccolino ma ben frequentato e poi siamo nella serata Playboy con le conigliette che ballano e un tipo vestito da Hugh Hefner

Beviamo i soliti Jeger e iniziamo a muoverci per la pista…
Il Rosso inizia di nuovo con il solito tormentone del “hai già scopato stasera?” e poi passa più di mezz’ora cercando di abbordare una coreana vestita come in un fumetto manga.
Io inizio a ballare e a parlare con la più fuori del locale… che però viene portata via dall’amica, stavolta Mel non si è sacrificato per me (ma non posso dargli torto vedendo le dimensioni della tipa).
Conosciute tutte le tipe libere del locale, cambiamo location con l’idea di tornarci a fine serata..ora proviamo la disco più famosa il “Family”.
Entriamo e mi sembra di sentire ancora la vocina nella mia testa; sembra quella di Mike Bongiorno che mi dice “Ahi Ahi Ahi… la risposta è sbagliata”
A parte la palata di soldi spesi per entrare, il locale è mezzo vuoto e ci sono solo dei fattoni che ballano in pista.
Trovare delle tipe abbordabili è come trovare l’acqua nel deserto, però almeno la location del locale è veramente bella.
Facciamo la nostra consumazione con whiskey e cola e ce ne scappiamo a gambe levate.
Appena usciti mi sembra di cambiare canale, da Telemike entriamo in una scena di Cops (la serie sui poliziotti americani).
Camminando, il Rosso sbatte (non si sa quanto involontariamente) contro una ragazza molto ubriaca… nel frattempo una pattuglia accosta e al volo due agenti scendono e lo bloccano manco fosse un terrorista.
Cerco di intervenire spiegando che è con noi ma vengo allontanato a forza da un agente che mi dice che la cosa riguardava solo lui.
Alla fine gli agenti fanno il terzo grado al Rosso che viene rilasciato solo quando gli conferma che tra una settimana ha già il volo che lo riporterà in l’Italia.

Effettivamente il centro è pieno sia di medici con ambulanza al seguito che di polizia, qui se uno sgarra ci mette un secondo a finire in galera per una notte (tra l’altro tutte le auto hanno con la gabbia per rinchiudere il malcapitato).

Torniamo così al Bank, ma ormai lì dentro il gioco delle coppie è già finito, tanto che rimangono solo poche e inguardabili tipe.
Attraversiamo la strada ed andiamo all’Empire hotel, il locale alternativo della sera precedente, qui i flesciati alternativi si sprecano e quando proviamo a parlare con qualche tipa è difficile seguire i loro discorsi.
Ma ormai siamo a fine serata, delle consumazioni fatte ho perso il numero, e dopo le 3 non si può rientrare nei locale che lentamente si svuotano
Dopo aver mangiato qualcosa tornando all’ostello spiego con sobrietà agli altri due che a me piace “Ballare nel senso di ballare…”.
E’ un segno chiaro… è il Game Over

Siamo al 28 novembre, il giorno del mio compleanno, ma nonostante questo i programmi di viaggio non vengono rallentati.
Lasciamo l’ostello alle 10 e ritiriamo l’auto che ci porterà a Sydney.
A parte l’attesa per il cambio auto (ci avevano assegnato una Gets per tre persone più bagagli) è l’umidità a colpirci, la giornata è nuvolosa ma il caldo mi fa bere 1 litro d’acqua in mezz’ora.
Presa la nuova Hunday ci mettiamo un po’ per uscire dalla città e nonostante la guida a destra arriviamo a Lone Pine. www.koala.net/
A lone pine c’è un centro dove possiamo finalmente vedere i tipici animali australiani.
Arriviamo verso mezzogiorno e ci passeremo almeno due ore.
E’ forte vedere i Koala che dormono sulle piante e che sembrano che debbano cadere da un momento all’altro, i Wombat che dormono a pancia in sù e si svegliano solo per mangiare (bella la vita….), coccodrilli, emu e il famoso diavolo della Tasmania.
Poi ci sono i canguri che sono liberi in uno spazio grande come due campi da calcio e dove puoi entrare liberamente e guardarli mangiare, saltellare e fare foto con loro.

Non poteva mancare alla fine la foto con un koala mezzo addormentato in braccio sembrava quasi di avere in braccio un peluche morbidoso.


Dopo questa emozionante visita, andiamo di corsa verso Surfers Paradise.
Arriviamo verso le 4 di pomeriggio ma ci rendiamo conto di come questo posto sia stato rovinato con grattacieli, hotel giganti e cemento praticamente ovunque.
Se non fosse per la famosa scritta che capeggia alla fine di Cavill Ave sembrerebbe di essere a Rimini.

Nonostante l’ora, molliamo i bagagli in hotel (dove con noi è arrivato un addio al celibato con una ventina di energumeni già ubriachi…. Ps per noi mai un addio al nubilato) e andiamo in spiaggia e a fare un giro dei negozi di surf presenti in città.
E’ sabato sera, è il mio compleanno, sono a Surfers Paradise… dovrei essere carichissimo ma invece inizia a salire la stanchezza delle due settimane di viaggio fatte e poi c’è anche lo School parties che ci gioca contro.
Come lo Spring break americano anche in Australia gli studenti delle scuole, quando finiscono l’anno scolastico, fanno una settimana di pure delirio fatto di feste, alcool, party e pazzia allo stato puro.
E Surfers Paradise è l’epicentro di questa festa, un po’ come Cancun per gli americani.
Avendo fatto lo Spring Break so di cosa si tratta però questi son tutti pischelli e io ormai ho quasi trent’anni.. quindi son fuori età!

Alla sera vediamo, oltre al solito schieramento di polizia, una marea di diciottenni che entrano ed escono dai locali.
Ceniamo all’hard rock Cafè e il cameriere fuorissimo ci consiglia l’unico pub non assaltato dai minorenni.
All’Irish pub c’è live music, tipo come al Mustang a Perth, l’ambiente è carico e qualche gruppo di tipe balla in pista.

Ordiniamo qualche birra e con il passare del tempo la situazione intorno a noi diventa molto ubriaca.

C’è un gruppo di tipi che si sfida a braccio di ferro esultando come Tardelli ai mondiali e rovesciando bicchieri di birra per terra…
Mentre la band lancia pezzi alla Bon Jovi, rock classico e altri ottimi pezzi, ci spostiamo in pista.
Qui avviene il meglio, c’è un tipo (che ci fa pisciare dal ridere) con il cappello bianco che balla da solo barcollando e simulando di suonare.
Poi arriva la strafiga di turno cagata zero dai due tipi che sono con le sue amiche; intanto un altro ubriachissimo prende uno sgabello ed inizia a scoparselo davanti a tutti simulando colpi di bacino e poi inserendo le dita dentro le fessure.
Anche stavolta siamo i più sobri e torniamo al bancone dove il Rosso aggancia una canadese senza ottenere granché e intanto il tipo di fianco a me vince la palma del “personaggio della serata”.
Si alza la maglietta e fa vedere agli amici che si è rasato il petto disegnando una faccia che sorride… numero uno!
Chiudiamo la serata abbastanza presto, verso le 3 e mezza siamo in hotel pronti a ripartire.

Il giorno successivo ci svegliamo con il sole, finalmente siamo totalmente liberi e abbiamo 3 giorni per fare 700 Km ed arrivare a Sydney
Come prima cosa entriamo nell’outlet della città. è come Serravalle, una cittadella fatta di soli negozi.
Trascinati dal nostro lato consumistico (e dal Rosso maniaco delle marche da surf) cerchiamo di abbattere il guinness dei primati in fatto di negozi visitati.
Rip curl, Billabong, Hurley, Quicksilver, Oakley…negozi misti… non ne manchiamo uno.
Poi, siamo nella terra del surf e i prezzi sono molto competitivi.
Verso mezzogiorno lasciamo la “Rimini” australiana e, in pieno stile australiano, utilizziamo le strade che costeggiano la costa per goderci del panorama.

Anche nelle cittadine poco distanti da Surfers le costruzioni e il cemento non manca, non ci sono i grandi grattacieli/hotel ma manca il lato selvaggio e naturale che ci saremmo aspettati.
Nonostante questo le spiagge non demeritano e sono piene di surfisti che provano a cavalcare le onde e di ragazze intente a prendere il sole.


Le strade sono diverse da quello che ci aspettavano, non sempre sono sulla costa, anzi la maggior parte dei km li facciamo in aperta campagna attraversando campi coltivati, vacche al pascolo e attraversando fiumi che a poca distanza si riverseranno nell’oceano.
Da questa strada (che non è un’autostrada ma più una tangenziale a una corsia) ogni tanto ci sono deviazioni su strade di campagna, a volte neanche asfaltate, che si aprono a spiagge e panorami fantastici e totalmente deserti.

Cambiando Stato, abbiamo perso un’ora di fuso e quindi siamo già in ritardo, purtroppo possiamo dedicare poco tempo alla nostra seconda sosta.. Byron Bay.
Questa località, famosa per essere il luogo dove gli Hippy amavano sostare, è veramente carina finalmente siamo in una spiaggia realmente Australiana.

Anche qui, però, il consumismo sta arrivando e i negozi delle principali marche sono presenti ovunque.
Pranziamo mangiando ottimo pesce e appena finito inizia un temporale (che durerà mezz’ora).
Per ripararci non possiamo che incrementare il numero di negozi di surf visitati nella giornata.

Riprendiamo il nostro viaggio sulle strade di campagna dove ci tengono compagnia le solite vacche alternate ai campi di mais.
E’ bello passare per paesini rurali, dove al di fuori della maggior parte delle case al posto che le Mercedes di turno c’è un trattore.
Ovviamente le strade sono piene dei famosi cartelli gialli che avvisano la presenza di koala o canguri o altri animali… ci sono anche delle corde che tagliano la strada all’altezza dei pali della luce; leggendo sulla guida scopriamo che vengono utilizzate dagli animali per passare da una parte all’altra.
Mi sarebbe piaciuto vedere un koala mentre attraversa la strada 20 mt sopra di noi!

Al buio della notte ci accodiamo a uno dei tanti tir trasporta merci (con il loro caratteristico paraurti gigante per salvaguardarsi dai possibili scontri con i canguri) e arriviamo alla destinazione prevista (Port Macquarie) verso le dieci di sera.
E’ domenica sera e in giro non c’è veramente nessuno, anche i vari fast food come Mc Donalds stanno chiudendo.
Cerchiamo un motel aperto ma tutto sembra chiuso, ormai siamo quasi rassegnati a dormire in auto fino a quando ne vediamo uno con la scritta Vacancy.
Anche se la reception è chiusa e buia suoniamo e ci viene ad aprire una signora già in pigiama e cuffia per i capelli.
Prendiamo la camera e non ci resta che cenare con una PIZZA DOMINO sui tavoloni in legno nel parco cittadino.
Pizza molto apprezzata da Mel!

Al risveglio ci godiamo questa bella cittadina di mare, è il classico posto di villeggiatura e dopo aver fatto colazione da un toscano andiamo a vedere la spiaggia cittadina.
Purtroppo non possiamo sostare e dobbiamo già ripartire in direzione di Newcastle, altra città famosa per le sue spiagge da surf e il suo passato industriale.
Anche in questa giornata i km non sono pochi e i panorami intorno a noi non cambiano, con l’aperta campagna che domina.
A metà strada decidiamo di andare a vedere le Seal Rocks, usciamo dalla “tangenziale” ed entriamo nelle piccole stradine secondarie che sono un po’ asfaltate un po’ sterrate; avvicinandoci alla costa rivediamo l’oceano che inizia a sbattere le sue onde contro rocce regalandoci panorami veramente spettacolari.

Parcheggiano e decidiamo di andare anche al faro, da qui si apre una stradina per la spiaggia più bella vista in Australia.

E’ grandissima, circondata dal verde delle piante e dalle rocce su cui emerge il faro.. ci siamo solo noi e un gruppo di quattro surfisti. Senza parole!

Ritorniamo sulla strada ed inizia piovere, tempo che ci accompagnerà anche a Newcastle.
La vecchia cittadina industriale capitale del carbone australiano mantiene i segni del suo passato, infatti tutti gli edifici sono in mattoni rossi e per il centro c’è una grande stazione (immagino una volta utilizzata per i trasporto di merci)
Però si vede che ha dato una svolta, lasciano il suo passato alle spalle e diventando uno dei nuovi punti di riferimento per i surfisti locali.
Facciamo una fatica bestia a trovare un posto dove dormire visto che tutti gli ostelli sono pieni.
La pioggia non smetterà neanche di sera, è lunedì e in giro c’è veramente poca gente.. finiamo a cenare in un ristorante greco, dove i proprietari si affezionano a noi e praticamente passiamo tutta la serata a parlare con loro dell’Italia, della Grecia e della loro vita lì.

Il martedì ci svegliamo con la speranza che ci sia il sole.. speranza rimasta vana, così niente surf e niente spiagge (che comunque andiamo a vedere.. lasciandoci quella malinconia che il mare d’inverno).

Dopo un giro per il centro cittadino non ci resta che andare a Sydney.. dove arriveremo nel primo pomeriggio, accolti da un pallido sole.

mercoledì 6 gennaio 2010

Australia - che posto!! - alice springs (con Uluru)

ALICE SPRINGS (con Uluru)
Dal 22 al 26 novembre
Non poteva mancare la visita della parte centrale dell’Australia, il luogo mezzo desertico dove si trovano ancora insediamenti delle popolazioni aborigene ed il loro simbolo di culto più famoso, il monte Uluru.

Non avendo affittato l’auto, per questa 3 giorni ci dobbiamo affidare ad un tour che ci porti in giro… spulciando tra le varie offerte optiamo la proposta più “particolare”, quella di www.wayoutback.com.au

In pratica questo tour ci propone, come tutti, 3 giorni in giro per Outback australiano, portandoci nei posti più caratteristici e famosi, consentendoci di effettuare visite e camminate nei canyon e nelle vallate.
Però, a differenza degli altri, con loro ci muoveremo con un mezzo 4 ruote motrici (che ci consentirà di uscire dalla strada asfalta) e dormiremo in sacco a pelo all’aria aperta in accampamenti isolati da tutto e tutti….
Turistico si..ma almeno un po’ più adventure!


Arriviamo ad Alice Springs domenica a metà pomeriggio, l’aeroporto è piccolino e le temperature tornano finalmente alte.. sopra i 30°.
Mentre aspettiamo il bus dell’ostello iniziamo a guardarci intorno.
Il paesaggio è completamente diverso da quello della costa; qui il colore rosso la fa da padrone, dipinge sia le grandi distese che le rocce, e la vegetazione è composta da rare piante e piccoli arbusti alti al massimo mezzo metro.

Il caldo è tosto, poco ventilato.. per fortuna siamo in primavera, ad estate inoltrata sicuramente non si potrà vivere.
Altra cosa che notiamo, man mano che entriamo in città, sono gli aborigeni.
Che dire?... Senza alcun tipo di razzismo..son veramente brutti, forse il popolo più brutto incontrato finora!
Poi sembrano che cazzeggino sempre… stanno in giro, ti guardano, passeggiano con calma assurda.. bho.. io ne ho visti ben pochi “presi” con il lavoro.
Inoltre sono sempre al telefono; in qualunque area di sosta o cabina telefonica che incontrate… vedrete un aborigeno che telefona.

La domenica, facciamo giusto in tempo a preparare lo zaino con tutto il necessario per il tour e a mollare le valigie al factotum dell’ostello (lo stesso tipo fa da autista, receptionista, custode dei bagagli e venditore dei genere alimentari basilari) che è già buio.
Alice Springs è il classico posto nato per il turismo, non c’è nulla di particolare e così ceniamo veloci con un hamburger nel centro cittadino.
A parte i soliti aborigeni che sono in giro a fare nulla (o meglio.. che vanno sotto un ponte a bere birra), non c’è anima viva e quindi optiamo per tornare a dormire visto che la sveglia è per le 5 di mattina.

Alle sei di mattina saliamo sul mezzo che ci porterà in giro… carichiamo gli zaini e conosciamo le nostra guida. Si chiama georgette, è simpatica e giovane..ma, come apprezzeremo nei giorni seguenti, è soprattutto una tipa tosta.
Qui facciamo conoscenza anche degli altri compagni d’avventura.. siamo in totale in 13.
Oltre a noi 3, ci sono:
- 2 coppie di australiani di mezza età; che si spacceranno come i maestri del campeggio
- Due giovani ragazze americane; che diranno si e no 4 frasi durante tutto il tour
- Padre e figlia di Los Angeles; Bob (il padre) diventerà il nostro mito mentre la figlia da subito l’impressione di essere la classica cheerleader americana un po’ troia.

- Un olandese poco più che ventenne; che diventerà “Tom Castelliti” perché sembra un misto tra Tom Cruise e il nostro amico Caste.
- Una giovane tedesca; che gira da sola e che ci proverà tutto il tempo con Tom senza ottenere risultati.

Come prima cosa dobbiamo raggiungere Ayers Rock, che dista 450 km da Alice Springs; così mentre la guida ci spiega alcune cose sui luoghi e sul programma giornaliero possiamo guardare dal finestrino le zone che percorriamo.
Il tempo è un po’ nuvoloso, però con il passare della mattinata le nuvole scompariranno lasciandoci al caldo del sole.
La terra è come vicino all’aeroporto, tutta rossa con pochi arbusti e con qualche roccia che esce dal terreno come se fosse un fungo.. è veramente bello passare su queste strade poco frequentate (se non da qualche bus turistico o da qualche aborigeno con auto che non sai come tirino avanti).
Durante il viaggio facciamo un paio di soste, son tutte stazioni improvvisate, con una pompa di benzina e il negozio che vende generi alimentari e al massimo qualche tavolo dove mangiare.
Ognuna ha la sua caratteristica particolare.. c’è quella che ha un recinto con dentro dei cammelli, quella che la sua “galleria” improvvisata d’arte aborigena… ma la migliore è quella che ci accoglie con un cartello con scritto “next beer 100 km”.
Proprio in quest’ultima facciamo il carico di birre e Mel impazzisce quando vede che le due americane prendono da bere per la serata una bottiglia di vino a testa…. e parte con un gesto a noi conosciuto e visto in quel di Rio de Janeiro.

Prima di arrivare al luogo dove dormiremo, sfruttando le 4 ruote motrici, usciamo dalla strada e iniziamo a calarci nell’ambient locale.. dovendo caricare il mezzo con la legna che ci servirà per il fuoco notturno.

Verso mezzogiorno arriviamo a destinazione, è il nostro “campeggio”, in pratica una tettoia in legno che copre un tavolone e un lavandino mentre le docce son poco lontano.

Noi 3 (anzi noi due.. visto che il Rosso riuscirà sempre a svignarsela..) diventiamo, per i tre giorni, gli uomini di fatica, cioè quelli che dovranno scaricare e caricare il furgone di tutto il necessario.. dal cibo, ai sacchi a pelo fino alle pentole.
Qui mangiamo dei sandwich preparati dagli esperti campeggiatori australiani e facciamo un po’ conoscenza del gruppo.

Verso l’una finalmente si parte verso Uluru, che ormai dista pochi km, non c’è più una nuvola e fa un caldo bestiale.
Vediamo la roccia avvicinarsi… è veramente bello, sarà per il suo colore rosso fuoco, sarà perché intorno non c’è nulla e sembra quasi uno asteroide caduto dal cielo (questa è la teoria di Mel..) ma è affascinante.
Son quelle cose che non puoi descrivere.. devi vederle e viverle.. come il Gran Canyon o un tramonto in riva all’oceano.
Dopo la sosta per le foto di rito, andiamo a vedere il centro culturale costruito lì vicino (a basso impatto ambientale) che in pratica è solo un negozio di souvenir e gallerie d’arte aborigena.
Il caldo è al top.. sudo all’ombra e cosa faremo?... andiamo a percorre il sentiero che gira intorno all’intera roccia.. 7km pianeggianti per vederla da vicino in tutte le sue sfaccettature.
Il bello è che siamo liberi, ognuno può farlo al suo passo e fermarsi ad osservare come preferisce… ma il nostro gruppo è tirato dal mitico Bob.
Bob è il classico americano con una pancia che fa provincia e baffoni simpatici, è di compagnia e parla un po’ con tutti; nonostante la mole tira come un dannato e riesce anche a staccarci… tanto che quando arriviamo alla fine del percorso lo vediamo che sta già facendo stretching con la figlia.

Radunato il gruppo ci spostiamo poco lontano per goderci dello spettacolo del tramonto… La roccia, cambiando colore più volte, ci lascia senza parole.


La lunga giornata si chiude al nostro campeggio, dove la guida prepara la cena… si mangerà pasta cotta sul fuoco appena acceso, una specie di spezzatino di canguro e il Damper (il pane tipico dell’outback all’aglio cotto sulla brace).
Anche se il cibo non era granché è tutto molto emozionante; siamo solo noi e, illuminati solo dal fuoco e dalle stelle in cielo, proviamo un senso di libertà e di connessione con la natura provata solo poche altre volte.
Sempre al buio puliamo le pentole (con Mel che tiene la torcia, io che lavo e il Rosso che asciuga) e poi ci addormentiamo nei nostri sacchi a pelo guardati dal cielo.


La mattina ci svegliamo alle 4, vediamo Baffo che fa subito stretching…ma la sua faccia ci dice che oggi per lui sarà una lunga e dura giornata…
Smontiamo il campo, carichiamo tutto sul mezzo e andiamo in un punto osservazione a metà tra Uluru e kata tjuta

Anche l’alba è spettacolare e ci scateniamo nelle foto.. anche se le nostre facce risultano più che assonnate.
Dopo una colazione all’aperto (dove assaggiamo anche il temuto Vegemite!!) di prima mattina andiamo a fare il giro sui monti Olga.
Anche questa è una camminata di circa 3 orette.. però non più pianeggiante ma è un sali e scendi continuo nelle “valle dei Venti”.
Qui le rocce hanno una forma più rotondeggiante.. quasi dei Muffin messi uno vicino all’altro.

Dopo neanche 200 mt Baffo è già scoppiato.. peggio di Cipollini all’inizio del Mortirolo.
Noi ci godiamo il paesaggio, il silenzio che ci circonda.

In tarda mattina torniamo al punto di ritrovo e chi troviamo?? Baffo!.. che aveva mollato la spugna e si era ritirato…
Soddisfatti ci avviciniamo verso il Kings Canyon (che faremo il giorno seguente)
Percorrere queste strade è sempre bello e a metà strada facciamo una sosta.. chi vuole può fare 1 ora di quod nel deserto
Noi non ci tiriamo indietro.. il Rosso scatta subito da pilota provetto, Mel gli mangia la polvere ma non si stacca.. mentre io nel tentativo di raggiungerli sbando e stacco un paletto della recinzione

Dopo un po’ ci prendi gusto e il bello è curvare o saltare sulle cunette di sabbia!
La giornata la chiudiamo andando nel nostro nuovo campo.. stavolta siamo ancora più isolati.. e per fare la doccia dobbiamo anche accendere un altro fuoco che la scaldi a parte.
Ci godiamo il tramonto da una collinetta. Anche da lì in cima non vediamo anima viva.
Mangiamo ancora cibo cotto sul fuoco o sulla brace e ci addormentiamo infreddoliti (l’escursione termica è alta), stanchi ma contenti.

Anche l’ultima mattina ci svegliamo alle 4, facciamo colazione mentre albeggia e ci riscaldiamo intorno al fuoco appena acceso.
La giornata prevede il giro nel Kings Canyon, stavolta tutti insieme e quindi Baffo non verrà staccato dal gruppo
Il Canyon è forse una delle parti più belle viste in questo tour di tre giorni… anche perché puoi fare di tutto… entrare fino alla gola del canyon, sporgerti da strapiombi altissimi, toccare la roccia che una volta ospitava un fiume.. e tante altre cose
C’è anche una pozza d’acqua e il Rosso (solito protagonista) è l’unico che si butta…
Anche qui è difficile raccontare le sensazioni provate e le bellezze visitate.

Finito il Kings Can., stanchi e accaldati dal sole cocente, torniamo verso Alice Springs.. non prima di aver fatto l’ultimo barbecue con tutto il gruppo (ovviamente con Bob-Baffo ai fornelli) e bevuto l’ultima birra.
Per strada un po’ dormo, un po’ osservo fuori dal finestrino… e penso a questi tre giorni troppo emozionanti.

All’ostello riprendiamo i bagagli e dopo una gran bistecca andiamo nel Saloon Bar (dove il “Banana” collega di ago aveva colpito)
Qualche birra ma la serata non decolla e così optiamo per andare a dormire (mentre i soliti aborigeni con una cassa di birra vanno sotto il ponte..)..anche perché il viaggio non si ferma… l’indomani abbiamo l’ultimo volo interno.. che ci porterà a Brisbane “Let the party start”

domenica 27 dicembre 2009

Australia - che posto!! 2 parte - Perth

PERTH
Dal 19 al 22 novembre
La mattina del 19 prendiamo il primo aereo interno; grazie al cambio di fuso nonostante le 4 ore di volo arriviamo verso mezzogiorno.
A Perth veniamo subito accolti da un forte vento che ci fa rimpiangere i 35° di Melbourne.

Per andare in centro prendiamo lo shuttle bus all’esterno dell’aeroporto… peccato che di shuttle avesse solo il nome e forse l’anno di costruzione di quelli usati dalla NASA (1972)
Qui incontriamo un personaggio di gran livello: l’autista, un vecchio con baffi uscito direttamente da Woodstock.
Prima ci aggancia chiedendoci se io e il Latin Lover (Così chiama Mel, visto che aveva su una maglietta con quella scritta) dovevamo andare in centro.
Poi fa lo stesso con altri passeggeri.. facendoci aspettare 20 minuti all’interno del pulmino nella speranza di riempierlo.
Al primo semaforo viene chiamato dalla guidatrice dell’auto dietro di noi perché aveva lasciato aperto lo sportello del portapacchi… (e per fortuna che nessuna valigia era già partita sulla strada..)
Infine molla una tipa a 500 mt dal suo hotel tanto “it’s more fast by foot”… e quando risale pianta una delle scoregge più rumorose che abbia mai sentito..

Soddisfatti dell’accoglienza ricevuta molliamo i bagagli in ostello ed iniziamo con il giro per il centro cittadino.
In se la città non ci colpisce troppo positivamente.. forse risente del confronto con Melbourne.
Però si vede che è forte crescita, ci son cantieri ovunque e nuovi grattacieli in costruzione; del resto Perth, sfruttando la sua posizione, è diventato il principale porto d’accesso delle merci cinesi.

Anche il Mall (la zona dei negozi) è abbastanza “senza personalità” e l’unica parte che troviamo interessante è la zona del porto con il Bell Tower e il vicino Kings Park.
Nel pomeriggio passato per il centro, a farla da padrone è il forte vento che costringe Mel a mettere la felpa sopra il maglione (mentre io continuerò a girare in polo e bermuda) e la presenza di una marea di cinesi (alcune niente male…)
Proprio una di queste, al bar, viene conquistata dal mio fascino e ci ammicca alla cassa sorridendo e ridendo… ma al posto di darci due birre come ordinato, ci porta due cioccolate bollenti… (ovviamente sempre ridendo).

Per fortuna nei due giorni seguenti utilizzeremo l’efficientissimo Metro-treno per andare sulla costa.
Infatti il giorno seguente lo passeremo a Rottnest Island, un’isola a mezz’ora dalla costa, famosa per le sue spiagge dove si può girare solo in bici o in bus.
Sfruttando la bella e calda giornata, di prima mattina andiamo a Fremantle, la cittadina da cui partono i traghetti per l’isola.
Qui ci fidiamo di una vecchia migrante italiana di Campobasso, che per colazione ci rifila la Beef Pie… la temuta torta ripiena al ragù, che se la mangi alle 9 di mattina la digerisci alle 5 di pomeriggio
E’ sempre vero che non bisogna mai fidarsi degli italiani all’estero…. Anche se si tratta di un’arzilla vecchietta.

Dopo mezz’ora di traghetto, prendiamo le bici e ci mettiamo a girare.
L’isola regala veramente dei panorami spettacolari, collinette che nascono spiagge selvagge, spiagge lunghissime e deserte, reperti di navi che ammainarono contro le rocce che scorgono dall’oceano, il faro che emerge dal centro dell’isola, alberi piegati dal vento, laghi salati…



Poi girando in bici, e allontanandosi dalla “città”, incontri sempre meno gente e I sali-scendi diventano più faticosi anche a causa del vento.

Prima di mangiare un hamburger nel peggiore (e unico) pub dell’isola son riuscito a staccare Mel sulla salita più faticosa, quella per il cannone.
Per dargli 1 minuto e mezzo ho usato i trucchi più subdoli del ciclismo mondiale.. facendo finta che mi fosse caduta la catena, l’ho fatto scendere dalla bici e quando si era distratto son ripartito con uno scatto del miglior Virenque.
Così abbiamo passato una delle più belle giornate australiane.

L’ultimo giorno finalmente il Rosso finisce i suoi impegni “lavorativi” e ci troviamo con lui di prima mattina a Fremantle.
Questa cittadina è veramente bella, nonostante la sua storia portuale ha mantenuto una vivibilità assoluta ed è un piacere girare per le sue strade con i caffè in stile italiano, i piccoli negozi, il caratteristico mercato coperto e l’ambiente rilassato.

Ci colpisce anche la statua in memoria di Bon Scott dei mitici Ac Dc.

Dopo un giro verso le antichi carceri e lo stadio di football australiano (che confrontandolo con quello Melbourne sembra come paragonare San Siro con lo stadio della mia città – Verbania) andiamo nel posto più caratteristico della città… la birreria (https://www.littlecreatures.com.au/)

Ci piazziamo in un tavolo fuori, con il sole, ci godiamo il pesce locale (l’ottimo Barramundi) e ce la scialliamo.
Per chiudere la bella giornata, andiamo a prendere un po’ di sole sulle spiagge di Cottesloe.. E’ ancora presto per fare il bagno ma sull’oceano vediamo i primi surfisti e le prime manze in costume…


Dei tre giorni passati nel “Western state”, sicuramente ci ha un po’ deluso Perth città, però meritano un salto le spiagge (sicuramente meglio in estate con meno vento) e ci sono piaciute parecchio la cittadina di Fremantle e l’isola di fronte!

Per la sera, a Perth finalmente abbiamo provato un vero weekend australiano!
Dopo aver parlato con un amico che aveva fatto 8 mesi in città e con il Rosso che era andato in avanscoperta.. abbiamo preso l’ostello in una delle zone dei locali.. a nord della stazione in Aberdeen St.

Per iniziare, il giovedì sera, ci spariamo il primo canguro (la carne non è male.. sembra un po’ il nostro manzo..). e dopo cena veniamo raggiunti dal Rosso scappato dalla sua comitiva
Seguendo la soffiata del nostro amico, andiamo decisi al Deen dove il giovedì sera c’è la festa brasiliana…
Il Rosso ci inganna con un tiro mancino.. infatti non ci dice che è obbligatorio avere il passaporto per entrare (la fotocopia non va bene).. e siamo costretti a correre in ostello.
Fatta di nuovo la coda, entriamo e il locale è già un carnaio.
Giriamo per le 4-5 sale e vediamo che il livello alcolico è già altissimo.. ragazze in minigonazze che ballano, che bevono… anzi.. che bevono di brutto..
L’impressione subita a Melbourne sui tipi è altamente confermata.. sono dei gran buzzurri!... diciamo sullo stile inglese. e in più dei martelloni della madonna.
Ci provano con tutte… e con modi da lord (in genere approcciano la tipa con una sonora pacca sul culo… cosa che comunque le ragazze non disprezzano)
E’ incredibile ma forse siamo i più sobri dentro al locale… e proprio mentre ordiniamo da bere arriva “il personaggio” della serata.. un collega di corso del Rosso.
Il ragazzo (soprannominato “il Banana”) è carico… parla con accento romagnolo e vuole a tutti i costi farsi un’asiatica.
Ordina 3 jug di birra e chiama a noi delle tipe e poi andiamo a ballare…
Alle 12.30 la festa è già al top… conosciamo un po’ di gente mentre il Banana dispensa consigli a tutti… Al Rosso suggerisce le tipe da cui andare mentre a me di non ballare come Gigi Dag.
Mentre ordiamo un Whisky e Cola, il Banana aggancia la più collassata della serata.. e va a segno.. peccato che la ragazza dopo vada a segno con altri, lasciandolo rosolare nella gelosia.
Mentre il cameriere si rifiuta di dare un altro Whisky e Cola a Mel (che sinceramente era ancora tra i più sobri) facciamo un po’ di conoscenze che però non fruttano niente.

Il venerdì sera lo faremo solo io e Mel.
Un po’ cotti dalla giornata a Rottnest Island, mangiamo una delle migliori bistecche del viaggio e ci carichiamo a bicchieri di vino.
Per le strade intorno ad Aderdeen St c’è veramente tanta gente, è venerdì sera e sembra che tutti siano in giro.
Seguendo sempre il consigliere-amico andiamo al Mustang, pub in stile americano con live band.
E’ stracolmo, ci facciamo un paio di giri di Jeger e la band inizia.
Si sente la gente che inizia a cantare e ballare i Jet con “She's A Genius”.
Anche al bancone si attacca bottone facilmente con le tipe che vengono ad ordinare da bere.. son scatenate!.. e allora ci lanciamo in pista anche noi al ritmo dei pezzi più ballabili.. da Bon Jovi ai The Fratellis, Ac Dc, Green Day..ect.
Poi proviamo a cambiare locale, visto che la zona ne è piena e si ha solo l’imbarazzo della scelta.
Proviamo il Library, mezzo vuoto ma con interessanti frequentazioni…, il Paramount, con sala con live music e sala disco.. frequentato però da ragazzini e chiudiamo con un locale pieno di impasticcati..
Con il senno di poi..era sicuramente meglio stare al Mustang o riprovare al Deen.. ma la curiosità di provare posti nuovi era troppa.
Prima di tornare in ostello notiamo che le strade sono piene di polizia e tutti i mezzi hanno la minigabbia dove mettere i ragazzi che girano collassati per strada o che accennano a risse... Roba dell’altro mondo per noi….

L’ultima sera, il sabato, cambiamo zona. Al posto di quella centrale andiamo a Leederville.
Ceniamo con ottimo pesce (http://www.kailisbros.com.au/) dove abbiamo di fianco classica tavolata di vecchi italo-australiani e verso le 10 andiamo al famoso Leederville Hotel (www.leedervillehotel.com/)
Bè spettacolo, con tipe che ballano nelle gabbie e gente che si trascina da una sala all’altra.

Son tutti fuorissimi e anche stavolta siamo noi i più sobri… un po’ frenati dalla stanchezza cerchiamo di fare il nostro..
Mel tira fuori l’arma segreta che finora non ha mai fallito.. la macchina fotografica.. però per la prima volta, le tipe non vogliono farsi fotografare… e più che una mossa d’approccio è una mossa che le allontana

Spiazzati, il Rosso cerca di attuare la sua classica marcatura a uomo mentre io mi spengo un attimo.. per poi venire scosso (come una scarica di un fibrillatore) quando la ragazza davanti a me si alza la mini mostrando il suo lato B.
In pista la situazione è migliore, con il Rosso gran mattatore, vediamo anche una tipa che cade dal cubo cercando di limonare il tipo di sotto… ma poco dopo mezzanotte (!!!) il locale chiude.. lasciando almeno metà dei presenti quasi collassati
Per noi è presto, così in taxi andiamo nella zona di Suriaco dove anche l’età è un po’ più alta…
Entriamo a fatica nel club GOLD, sempre ben frequentato.. ma dopo poco molliamo il colpo.. anche per la stanchezza e per la sveglia alle 9 della mattina seguente
L’ultimo sussulto avviene quando, poco dopo essere saliti sul taxi, un tipo rimasto a piedi lancia la sua giacca contro il mio finestrino mezzo aperto…

Dopo questa tre notti, per le serate australiane abbiamo due termini: ubriache e molto hot… però, personalmente, non ho trovato un ambiente così favorevole per un viaggiatore, anche perché il modo di divertimento è abbastanza diverso dal mio (anzi direi dal nostro.. inteso come Italia ed Europa) ma è molto vicino allo standard inglese.

Ma siamo pronti a ripartire e l’aereo di domenica ci porterà ad Alice Springs, la zona che mi ha regalato più emozioni.