Venerdì 24 ottobre ore 8.00
Altra giornata in fase di lancio.. riposato e carico, per ora posso lamentarmi solo di una cosa.. del tempo visto che anche ieri ha fatto un misto pioggia-nuvolo.. ma dovrebbe essere l’ultima così, meno male!
Non ho avuto un momento di riposo, è troppo stimolante NY e vorrei fare tutto o almeno il più possibile, tanto che riesco a rilassarmi solo una volta arrivato in ostello.
Poi, come spesso capita, ieri son partito con un idea sulle cose da visitare e poi son finito a fare tutt’altro.. bello.
A colazione son andato in un posto diverso, “Il Buco”, suggerito dal mio amico che ha lavorato su per un po’; sempre sulla Bowery, bel locale e ottimo cappuccino anche se per i dolci è molto meglio quello del primo giorno.. però barista messicano simpatico con cui scambio due parole sulla città e sul conoscente in comune.
Dopo colazione son salito verso il centro a piedi sotto la pioggia ed anche qui i negozi, comprese la grandi catene, non aprivano prima delle 10; personalmente questa cosa mi ha spiazzato parecchio, per me cade il mito di questa NY sempre “open” ed attiva.
Comunque mi son fatto la Union Sq e il Madison Square Park con il famoso palazzo Flatiron Building e dove c’è anche Eataly.
Il bello è che non sai mai quale grattacielo spunterà, l’Empire S.B., con la sua cima che sovrasta tutti gli altri, lo noti ovunque anche se il mio preferito è il Chrysler Building, non so perché ma mi sembra più armonioso.
Girovagando ho assaggiato anche il classico bagel prima di prendere la 5th Avenue che però fino all’incrocio con la 45th è veramente brutta.. con negozi orribili, ristoranti penosi.. gran delusione.
Stufo della pioggia ho scelto di anticipare lo shopping e son passato da Macy’s.. una specie di Rinascente dove ho acquistato un po’ di cose.. (Levi’s a 30 euro, addobbi natalizi, magliettina per il nipotino..ect)
La NY con il nuvolo però ha il suo fascino, i colori si abbinano bene e fa molto “filtro Istagram bianconero”.. mi piace.
Mentre andavo per farmi un ottimo hamburger da Black Shake ho visto anche un intervento dei pompieri dato che da un tombino usciva fumo grigio e rumori assurdi.
Per rimanere all’asciutto son tornato al Moma Ps1 nel Queens (il primo giorno era chiuso); peccato che erano in allestimento le nuove mostre ed era aperto solo a metà, ma questo museo di arte contemporanea/moderna mi ha spiazzato alla grande.
Non ne avevo mai visitato uno simile e pensavo ci fossero dipinti moderni o cose simili, invece è stata più una cosa rappresentativa.
In una mostra c’erano dei disegni che avrebbe potuto fare un bambino e che “dicevano” cose da bambini, quindi il massimo dell’essenzialità.
L’altra era tipo teatro; in una stanza insieme ai visitatori c’erano tre artisti che si muovevano facendo cose un po’ da pazzi, rappresentando la reazioni delle persone allo stesso stimolo in età diverse (da bambino, adulto, anziano..ect).. il bello è che all’inizio non capivi chi era visitatore e chi recitava… un po’ inquietante ma che alla lunga ti rapiva l’attenzione.
Infine l’ultima era in una stanza con tante tv appese alle pareti (circa una 20ina) che mostravano immagini di diverse proteste/rivolte di piazza prese da tutto il mondo (ex sovietico, africa, mondo arabo, ect..) con il volume alto che quasi ti intontiva..
L’unione delle immagini e il sovrapponimento delle voci mi ha fatto pensare che l’intento della rappresentazione fosse di colpire il visitatore e di indurlo a notare come tutte le rivolte si assomigliassero.. coinvolgente come cosa.
Ore 11.40
Riprendo il diario da Central Park, non potevo non fermarmi qui su una panchina in riva al lago guardando tutti i grattacieli che spuntano appena dietro alle piante e al verde.. questo si che è un panorama totalmente nuovo per me e direi anche un po’ assurdo..
Ero rimasto al Moma Ps1… che ho preferito al principale per questione di tempo.
Il Moma, il Guggenheim, l’Archeologico, ect.. avrei voluti farli ma i giorni son pochi e ho preferito girare per le strade, osservare la vita della città.. questa per me è la priorità in un viaggio e di conseguenza ho deciso di fare i musei più assurdi/particolari o quelli che sono più lontano da quello che di solito frequento.
Dal Moma son tornato in “centro” e finalmente ha smesso di piovere; dopo aver fatto un giro per la Public Library ho continuato con lo shopping acquistando l’immancabile cappellino dei Ny Yankees evitando però di acquistare i calzini con su la foto di Micheal Jordan..
E poi finalmente Time Square.. passando per Bryant Park con la sua pista di pattinaggio che mi porta già al Natale tra mercatini e musiche allegre.
Time Square com’è?.. è esattamente come la si vede in tv.. turistica, pacchiana, colorata, vivace, la rappresentanza della cultura del consumismo… però è bella, è forte, è Pop.
Qui ti senti in mezzo al mondo tra maxischermi con il Nasdaq, Coca Cola, News 24 ore, taxi gialli ovunque, NY City Cops, la scalinata rossa, le pubblicità gigantesche e negozi a più piani ovunque.
Io ero un po’ stanco ma arrivare qui mi ha dato un botta d’adrenalina; i negozi più belli son quelli per bambini, uno ha perfino una ruota panoramica al suo interno! E ci si trova qualunque tipo di giocattolo, come per esempio i lego giganti.
Tornando al mio alloggio ho approfittato dell’apertura fino alle 21 del New Museum che poi è di fronte all’ostello.
L’edificio è già tutto un programma con i piani sfasati e la barca appesa nel vuoto; purtroppo anche qui metà museo è chiuso e quindi mi concentro sulle due esposizioni presenti.
Le due mostre son alquanto strane; la prima ha dei materassi appoggiati per terra e una vecchia tv che riproduce due persone che si muovono in un labirinto di sbarre sulle quali è scritta un’emozione che li spaventa o li incoraggia a proseguire; nell’altra c’è l’artista che balla nuda nei vari piani del museo.
La cosa che più mi ha sorpreso però è il prezzo di un orologio Casio F-91 (quelli in plastica neri che andavano negli anni 90 e che avevo anch’io da ragazzino)… 300 dollari!
Dopo una rapida doccia son uscito subito, a dir la verità se mi sedevo mi sarei addormentato e così ho evitato di rilassarmi.
Alla sera la città offre altri lati, come per esempio tutti i sacchi dell’immondizia messi sui marciapiedi (la raccolta differenziata non mi sembra molto frequente….)
Visto che Chinatown è a pochi minuti a piedi, a cena son andato al cinese dove ho preso involtini ai gamberi, noodles alle verdure e anatra… porzioni per due e tavolo condiviso con due tedesche, madre e figlia, con le quali ci scambiamo opinioni sulla città.
Tornando a Noho i negozi erano ancora aperti, in alcuni c’è il Dj che fa musica e lo trasforma in un piccolo club; la situazione in questo quartiere è abbastanza vivace e così entro nel classico pub americano con bancone in legno, tv alle pareti e birra a fiumi.
Io assaggio una Ipa mentre il gruppo intorno a me è già bello sbronzo.. canta i classici americani, ballano con una tipa dando pacche sul sedere, una giovane coppia si beve la propria pinta di birra insieme ai genitori.. peccato essere da soli sennò la serata non finiva lì.
Tra l’altro ho notato che in tutti i bagni dei locali c’è una targa con su scritto “employees must wash hands”… come se solo chi lavora debba lavarsi la mani.
Situazione ragazze.. in generale, dopo due giorni tra giri diurni e serali pensavo molte più belle ragazze… si certo, la “modella” c’è sempre, come in ogni città, ma livello medio standard è sotto le aspettative.
E poi una particolarità, tante coppie miste… asiatica con caucasico, ragazzo di colore con caucasica, latinoamericano con afroamericana… un bel melting pot.
sabato 13 dicembre 2014
mercoledì 3 dicembre 2014
Le mie mille luci di New York / parte 1
Giovedì 23 ottobre 08.00
Sono le 8 di mattina del 2° giorno a New York, anche stamattina piove e probabilmente farà come ieri.. pioggia per un’ora, smetterà per un paio e poi riprenderà.
Ieri ero troppo stanco per scrivere anche perché la prima giornata è stata ancora più intensa e piena di quel che immaginavo; finora N.Y. è come l’aspettavo.. vibrante, attiva, ricca di spunti interessanti.
Martedì notte l’arrivo in città è stato tranquillo, volo leggermente in ritardo, dogana passata in 5 minuti e poi shuttle diretto all’ostello; era già tutto buio ed ero incollato al finestrino mentre si scendeva dal Queens a Brooklyn e per la prima volta vedevo Manhattan con i suoi grattacieli illuminati.. insomma le famose mille luci di NY.. wow.. e se qualcuno mi avesse chiesto qualcosa avrei potuto solo dire “cazzo..son a New York”.
E’ vero quello che dicono molti, mi sembra quasi di conoscerla e di esserci già stato in passato, non sai bene quando ma ci sono angoli di città che nell’inconscio ti parlano, ti dicono qualcosa.
Però dal vivo fa tutto un altro effetto, ci sono particolari che ti sorprendono e ti lasciano spiazzato e sorpreso.
E’ la prima volta che mi sento così, ho voglia di scoprire quegli angoli più nascosti e vedere tutto con un punto di vista diverso dal solito, cioè dal mio… insomma son stracurioso.
Ieri son uscito presto per via del fuso, alle 7.30 e la città sembrava morta, deserta e solo 1 ora dopo iniziava ad esserci un po’ di gente in giro anche se molti negozi, almeno nella mia zona, non aprivano prima delle 11-12.. praticamente di fianco al market aperto 24 ore c’è quello che invece apre a mezzogiorno fino alle 6 di sera.
Visto il tempo, ho cambiato programma e son partito dai quartieri più esterni, meno turistici.. cioè l’East Village e il Queens; me li sono giocati subito perché con il bel tempo preferirei farmi i grandi classici e poi ero alla ricerca di un impatto forte da subito.
Così colazione a Soho a due passi dall’ostello e….
A proposito di ostello, non è male.. la parti comuni spettacolari, cool e gradevoli, mentre la camera (minuscola con a malapena il letto, uno spazio di fianco con mobiletto, il posto per la valigia e la finestra) praticamente è parte di una camerata con il proprio spazio diviso e delimitato da pareti e una porta ma con soffitto aperto ed isolato solo da una griglia; quindi si sentono i rumori dei vicini anche se con i tappi per le orecchie e dopo una notte ci si fa l’abitudine e ci si dorme bene.
Poi è pulitissimo e in una zona interessante… Certo..80 euro a notte.. ma questa è Manhattan..
Colazione? A si. son andato al Little Cupcake Coffee, posto molto bello, tavolini con sedie in legno, bancone bianco e una Cheesecake da favola.
Da qui son partito alla scoperta del basso East Village camminando per Essex St, Orchard St sotto una bella pioggerella.
I palazzi con le immancabili scale di sicurezza esterne, il fumo che esce dai tombini delle strade, le tantissime caffetterie dove la gente si siede, legge, naviga su internet mentre si fa un caffè (qui le caffetterie son una presenza frequente, son praticamente ovunque e in questa zona le grandi marche tipo starbucks non hanno il monopolio ed ognuna è diversa dall’altra), i murales sulle pareti che personalizzano ogni palazzo raccontando e comunicando qualcosa dei suoi abitanti, le case con le scale che scendono nel sottoterra ….. quante cose!
Peccato per i negozi chiusi e così, per ripararmi dall’acqua, prima entro al mercato della frutta di Essex e poi a farmi un panino da Katz's Delicatessen, l’originale.
Panino di pastrami a metà mattina e ristorante imperdibile.. a parte per il famoso film è la storia del locale, i salami appesi e le pareti piene di foto che ne fanno un’istituzione.
Salendo sulla Bowery son finito a Cooper Sq. (purtroppo il cubo era in ristrutturazione..) e da qui a St. Marks Place fino al Tompkins Park.
Qui è tutto rock con negozi di dischi e di vestiti vintage, murales, gente vestita strana.. faccio l’immancabile foto del palazzo “dei Lez Zeppelin e The Rolling Stone” e dell’ingresso del bar Coyote Ugly.. insomma tanti posti che mi parlano e mi ricordano qualcosa.
Il parco in passato era uno dei tanti “parchi degli aghi”, ora è stato ripulito ed ci si trova, oltre ai classici scoiattoli, qualche famigliola e dei senzatetto in coda per prendere un pasto caldo da un furgoncino di un’associazione caritevole.
Senza rendermi conto arrivano le 11 ed entro nel pub Mcsorley's old ale house, forse il più antico pub irlandese di Ny, a farmi due birre piccole (ne avevo ordinata una.. ma l’offerta era 2x1..).
Tutto in legno, segatura per terra, riferimenti all’Irlanda su ogni parete.. e poi ho scambiato due parole con signore al bancone su Milano, i Jets e di cibo.
Peccato che iniziano ad arrivare i negozi per turisti, con le paccottiglie cinesi e cose simili; invece salendo da qui verso Time Square tutto diventa lentamente più commerciale con le grandi catene di negozi e così prendo la metro e vado a Long Island.. nel Queens.
La metro è a prova di bambino visto che è tutto segnalato bene e basta leggere la mappa per capire quali sono i treni express e quelli locali…… e poi ad accogliermi sui binari c’era l’immancabile ratto gigante.
Il Queens è tutto un altro mondo, tranquillo e calmo e poi Long Island è una gran sorpresa.
La vista da qui è unica, tutta Manhattan a partire dalla nuovissima Freedom tower fino all’Empire state building, il bellissimo Chrysler building, il palazzo dell’Onu e i vari ponti che collegano i vari quartieri.
Nel parco ci sono poi le insegne Long Island ed il cartello della Pepsi che danno quel tocco retrò che non sta per niente male; però la zona è in totale rinnovamento ed i nuovi grattacieli stanno cambiando volto e purtroppo anche i 5pointz son in demolizione, peccato.
La camminata dal molo a qui mi porta a pranzare in una tavola calda.. sandwich al tonno niente di che, ma è il luogo è bellissimo; è il classico locale con panche a sedere in pelle, sgabelli al bancone, poliziotti e operai che prendono il pranzo da portar via, brocca di caffè caldo.. veramente da film.
Da qui ho preso la linea 7 quasi fino al capolinea con la scusa di andare a vedere quel che resta dell’expo del 1964, in particolare la sfera del mondo vicino al Queens Museum.
Durante il tragitto guardo dal finestrino tutto il quartiere, dai grattacieli si passa alle case basse in mattoni e la gente è un miscuglio di razze.. cinesi, afroamericani, sudamericani e poi ognuno con il suo stile, da quelli che son già vestiti invernali a quelli che girano in manica corte.. mi sembra di avere tutto il mondo rappresentato nel mio vagone.
Uscendo dalla stazione della metro non mi sembra neanche di essere a Ny.. porta di uscita in legno dipinto parecchi anni fa, i classici barber shop, bandiere della Colombia che sventolano fuori dalle case basse a 2-3 piani, tanto verde intorno.
Peccato per il vento che c’era ma almeno non pioveva più e così ho fatto una bella camminata nel parco fino ad arrivare al famoso mondo.
Dell’Expo è rimasto solo questo, il museo e un’altra struttura particolare.. però tutto intorno è diventato un parco immenso in cui si intravedono i primi colori autunnali… chissà, magari è un anticipo di quello che mi aspetta a Central Park.
Rientro verso la metro passando per i campi da tennis di flushing meadows e torno a Manhattan dopo sento il bisogno di un buon caffè americano per rilassarmi un po’.
Mi piazzo a uno Starbucks osservando la gente che cammina veloce e ricaricate bene le pile vado nella vicina Central Station.
All’inizio ero incerto se andarci o meno ma ripensandoci sarebbe stato un peccato non passarci.
E’ bellissima, con il suo marmo, la sobrietà ed eleganza delle vecchie biglietterie ancora funzionanti, il soffitto che sembra un cielo stellato.. son rimasto veramente sorpreso anche perché era un luogo che non mi aspettavo e di cui non avevo punti di riferimento.
Purtroppo ha ripreso a piovere e unito al vento è abbastanza fastidiosa.. anche perché l’ombrello si apre e serve a poco.
E per una chiusura di giornata con il botto.. alle 7.30 partita di basket al Madison square garden.. new york knicks vs washington wizards.
Il Madison si nasconde tra negozi e grattacieli ma quando appare di fronte a te, illuminato con i colori dei Knicks, si fa notare.. altrochè se si fa notare.
La partita è di pre-season e il match è divertente.. non gioca il nostro Bargnani ma Carmelo Anthony è in gran spolvero e Ny vince all’ultimo grazie a lui.
Ma è il contesto quello da vivere.. la struttura moderna e confortevole, l’hot dog e birra mangiati sugli spalti, gli scherzi sul maxischermo prima dell’inizio della partita, la musica rock nella pause e a volte anche mentre giocano, l’inno americano tutti in piedi, le cheerleaders, gli spettacoli durante le pause, il momento in cui ti inquadrano mentre balli, i ragazzi che sparano la maglietta al pubblico incitandoli a urlare, i vip a bordo campo..
Insomma, sembra che si divertano più nelle pause che durante il match e diventano pazzi quando finiscono sul maxischermo.. come bambini!
Finita la partita son rotolato a dormire.. il primo giorno nella grande mela è andato e mi rendo conto che tante cose sono come te le aspettavi ma allo stesso tempo diverse.. o almeno questa è la sensazione che provo ora.
Sono le 8 di mattina del 2° giorno a New York, anche stamattina piove e probabilmente farà come ieri.. pioggia per un’ora, smetterà per un paio e poi riprenderà.
Ieri ero troppo stanco per scrivere anche perché la prima giornata è stata ancora più intensa e piena di quel che immaginavo; finora N.Y. è come l’aspettavo.. vibrante, attiva, ricca di spunti interessanti.
Martedì notte l’arrivo in città è stato tranquillo, volo leggermente in ritardo, dogana passata in 5 minuti e poi shuttle diretto all’ostello; era già tutto buio ed ero incollato al finestrino mentre si scendeva dal Queens a Brooklyn e per la prima volta vedevo Manhattan con i suoi grattacieli illuminati.. insomma le famose mille luci di NY.. wow.. e se qualcuno mi avesse chiesto qualcosa avrei potuto solo dire “cazzo..son a New York”.
E’ vero quello che dicono molti, mi sembra quasi di conoscerla e di esserci già stato in passato, non sai bene quando ma ci sono angoli di città che nell’inconscio ti parlano, ti dicono qualcosa.
Però dal vivo fa tutto un altro effetto, ci sono particolari che ti sorprendono e ti lasciano spiazzato e sorpreso.
E’ la prima volta che mi sento così, ho voglia di scoprire quegli angoli più nascosti e vedere tutto con un punto di vista diverso dal solito, cioè dal mio… insomma son stracurioso.
Ieri son uscito presto per via del fuso, alle 7.30 e la città sembrava morta, deserta e solo 1 ora dopo iniziava ad esserci un po’ di gente in giro anche se molti negozi, almeno nella mia zona, non aprivano prima delle 11-12.. praticamente di fianco al market aperto 24 ore c’è quello che invece apre a mezzogiorno fino alle 6 di sera.
Visto il tempo, ho cambiato programma e son partito dai quartieri più esterni, meno turistici.. cioè l’East Village e il Queens; me li sono giocati subito perché con il bel tempo preferirei farmi i grandi classici e poi ero alla ricerca di un impatto forte da subito.
Così colazione a Soho a due passi dall’ostello e….
A proposito di ostello, non è male.. la parti comuni spettacolari, cool e gradevoli, mentre la camera (minuscola con a malapena il letto, uno spazio di fianco con mobiletto, il posto per la valigia e la finestra) praticamente è parte di una camerata con il proprio spazio diviso e delimitato da pareti e una porta ma con soffitto aperto ed isolato solo da una griglia; quindi si sentono i rumori dei vicini anche se con i tappi per le orecchie e dopo una notte ci si fa l’abitudine e ci si dorme bene.
Poi è pulitissimo e in una zona interessante… Certo..80 euro a notte.. ma questa è Manhattan..
Colazione? A si. son andato al Little Cupcake Coffee, posto molto bello, tavolini con sedie in legno, bancone bianco e una Cheesecake da favola.
Da qui son partito alla scoperta del basso East Village camminando per Essex St, Orchard St sotto una bella pioggerella.
I palazzi con le immancabili scale di sicurezza esterne, il fumo che esce dai tombini delle strade, le tantissime caffetterie dove la gente si siede, legge, naviga su internet mentre si fa un caffè (qui le caffetterie son una presenza frequente, son praticamente ovunque e in questa zona le grandi marche tipo starbucks non hanno il monopolio ed ognuna è diversa dall’altra), i murales sulle pareti che personalizzano ogni palazzo raccontando e comunicando qualcosa dei suoi abitanti, le case con le scale che scendono nel sottoterra ….. quante cose!
Peccato per i negozi chiusi e così, per ripararmi dall’acqua, prima entro al mercato della frutta di Essex e poi a farmi un panino da Katz's Delicatessen, l’originale.
Panino di pastrami a metà mattina e ristorante imperdibile.. a parte per il famoso film è la storia del locale, i salami appesi e le pareti piene di foto che ne fanno un’istituzione.
Salendo sulla Bowery son finito a Cooper Sq. (purtroppo il cubo era in ristrutturazione..) e da qui a St. Marks Place fino al Tompkins Park.
Qui è tutto rock con negozi di dischi e di vestiti vintage, murales, gente vestita strana.. faccio l’immancabile foto del palazzo “dei Lez Zeppelin e The Rolling Stone” e dell’ingresso del bar Coyote Ugly.. insomma tanti posti che mi parlano e mi ricordano qualcosa.
Il parco in passato era uno dei tanti “parchi degli aghi”, ora è stato ripulito ed ci si trova, oltre ai classici scoiattoli, qualche famigliola e dei senzatetto in coda per prendere un pasto caldo da un furgoncino di un’associazione caritevole.
Senza rendermi conto arrivano le 11 ed entro nel pub Mcsorley's old ale house, forse il più antico pub irlandese di Ny, a farmi due birre piccole (ne avevo ordinata una.. ma l’offerta era 2x1..).
Tutto in legno, segatura per terra, riferimenti all’Irlanda su ogni parete.. e poi ho scambiato due parole con signore al bancone su Milano, i Jets e di cibo.
Peccato che iniziano ad arrivare i negozi per turisti, con le paccottiglie cinesi e cose simili; invece salendo da qui verso Time Square tutto diventa lentamente più commerciale con le grandi catene di negozi e così prendo la metro e vado a Long Island.. nel Queens.
La metro è a prova di bambino visto che è tutto segnalato bene e basta leggere la mappa per capire quali sono i treni express e quelli locali…… e poi ad accogliermi sui binari c’era l’immancabile ratto gigante.
Il Queens è tutto un altro mondo, tranquillo e calmo e poi Long Island è una gran sorpresa.
La vista da qui è unica, tutta Manhattan a partire dalla nuovissima Freedom tower fino all’Empire state building, il bellissimo Chrysler building, il palazzo dell’Onu e i vari ponti che collegano i vari quartieri.
Nel parco ci sono poi le insegne Long Island ed il cartello della Pepsi che danno quel tocco retrò che non sta per niente male; però la zona è in totale rinnovamento ed i nuovi grattacieli stanno cambiando volto e purtroppo anche i 5pointz son in demolizione, peccato.
La camminata dal molo a qui mi porta a pranzare in una tavola calda.. sandwich al tonno niente di che, ma è il luogo è bellissimo; è il classico locale con panche a sedere in pelle, sgabelli al bancone, poliziotti e operai che prendono il pranzo da portar via, brocca di caffè caldo.. veramente da film.
Da qui ho preso la linea 7 quasi fino al capolinea con la scusa di andare a vedere quel che resta dell’expo del 1964, in particolare la sfera del mondo vicino al Queens Museum.
Durante il tragitto guardo dal finestrino tutto il quartiere, dai grattacieli si passa alle case basse in mattoni e la gente è un miscuglio di razze.. cinesi, afroamericani, sudamericani e poi ognuno con il suo stile, da quelli che son già vestiti invernali a quelli che girano in manica corte.. mi sembra di avere tutto il mondo rappresentato nel mio vagone.
Uscendo dalla stazione della metro non mi sembra neanche di essere a Ny.. porta di uscita in legno dipinto parecchi anni fa, i classici barber shop, bandiere della Colombia che sventolano fuori dalle case basse a 2-3 piani, tanto verde intorno.
Peccato per il vento che c’era ma almeno non pioveva più e così ho fatto una bella camminata nel parco fino ad arrivare al famoso mondo.
Dell’Expo è rimasto solo questo, il museo e un’altra struttura particolare.. però tutto intorno è diventato un parco immenso in cui si intravedono i primi colori autunnali… chissà, magari è un anticipo di quello che mi aspetta a Central Park.
Rientro verso la metro passando per i campi da tennis di flushing meadows e torno a Manhattan dopo sento il bisogno di un buon caffè americano per rilassarmi un po’.
Mi piazzo a uno Starbucks osservando la gente che cammina veloce e ricaricate bene le pile vado nella vicina Central Station.
All’inizio ero incerto se andarci o meno ma ripensandoci sarebbe stato un peccato non passarci.
E’ bellissima, con il suo marmo, la sobrietà ed eleganza delle vecchie biglietterie ancora funzionanti, il soffitto che sembra un cielo stellato.. son rimasto veramente sorpreso anche perché era un luogo che non mi aspettavo e di cui non avevo punti di riferimento.
Purtroppo ha ripreso a piovere e unito al vento è abbastanza fastidiosa.. anche perché l’ombrello si apre e serve a poco.
E per una chiusura di giornata con il botto.. alle 7.30 partita di basket al Madison square garden.. new york knicks vs washington wizards.
Il Madison si nasconde tra negozi e grattacieli ma quando appare di fronte a te, illuminato con i colori dei Knicks, si fa notare.. altrochè se si fa notare.
La partita è di pre-season e il match è divertente.. non gioca il nostro Bargnani ma Carmelo Anthony è in gran spolvero e Ny vince all’ultimo grazie a lui.
Ma è il contesto quello da vivere.. la struttura moderna e confortevole, l’hot dog e birra mangiati sugli spalti, gli scherzi sul maxischermo prima dell’inizio della partita, la musica rock nella pause e a volte anche mentre giocano, l’inno americano tutti in piedi, le cheerleaders, gli spettacoli durante le pause, il momento in cui ti inquadrano mentre balli, i ragazzi che sparano la maglietta al pubblico incitandoli a urlare, i vip a bordo campo..
Insomma, sembra che si divertano più nelle pause che durante il match e diventano pazzi quando finiscono sul maxischermo.. come bambini!
Finita la partita son rotolato a dormire.. il primo giorno nella grande mela è andato e mi rendo conto che tante cose sono come te le aspettavi ma allo stesso tempo diverse.. o almeno questa è la sensazione che provo ora.
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