domenica 18 dicembre 2011

Argentina da nord a sud - 4.700 km in bus più Buenos Aires: parte 7!

13 novembre - Un giornata tra i gauchos

Sabato sera, son le 9 passate, mi sembra un pò strano essere qui in ostello a guardicchiare la tv che passa il film "il grande lebowski" con uno che cucina da due ore manco fosse a masterchef.
Di solito il sabato non riesco a star a casa neanche a Verbania, ma sinceramente questo è il mio ultimo pensiero.. di far serata ora non mi importa tanto, ho passato una grandissima giornata e poi domani sveglia alle 4.45! devo prendere il bus per l'aeroporto, così da arrivare a ElCalafate.
Fossi stato con gli amici sicuramente saremmo finiti a far serata fino alla partenza senza neanche dormire, l'abbiamo già fatto tante volte... ma oggi va bene anche così.

Come dicevo, è stata una giornata fantastica! son andato alla festa gauchos, ma non a quelle preparate per i turisti, ma proprio alla loro fiera/festa con quasi solo gente del posto.
Lascio Bariloche soddisfatto, contento per i posti visti, i momenti passati in compagnia e quelli passati da solo, per la gente incontrata e con cui ho condiviso anche solo 5 minuti ma che alla fine mi ha dato tante cose, tante emozioni.

La giornata è iniziata in centro con la parata lungo la via principale.
Applauditi dalla gente son passate le varie "famiglie gauchos" vestite a testa suddivise in tre categorie.
Prima la banda, poi i ballerini/e (quasi tutti bambini; mi sembrava carnevale ma con la differenza che per loro quella è la vita reale, non come per noi che ci mascheriamo da qualcosa che non saremo mai) ed infine tutti quelli a cavallo.. giovani, adulti e vecchetti!




IMMAGINI DALLA SFILATA A BARILOCHE

Finita la parata prendo il colectivo e a 30-40 minuti arrivo in piena pampas al campo della fiera. A vederlo sprizzo di gioia, sembra una nostra fiera campestre o paesana, però tutto molto più "acceso"; in mezzo c'è il campo per la competizione e intorno, tra gauchos che arrivano a cavallo, ci sono auto scassatissime scoparse dalla circolazione 25/30 anni fa, famiglie che si preparano alla festa, bambini che si sfidano a cavallo
E poi la zona per la "festa".. con banchetti (fatti in legno e lamiere) di tutti i tipi; quelli che vendono da bere, altri con Asado e altra carne messa alla brace, o quelli che vendono gelati e oggetti vari.
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ASADO ALLA BRACE

BARETTO IMPROVVISATO

GAUCHOS A CAVALLO

Quando arrivo è ancora presto, così gironzolo finchè non vedo uno stand con esposta la bandiera del Torino F.C. (in verde?!?). Non posso non fermarmi.. scambio due parole con i ragazzi e dico loro della mia fede granata.

Questo sarà il momento più bello della giornata, passerò un'oretta con loro parlando del Toro (mi spiegano che c'è una squadra a ElBolson che preso lo stemma dal grande Torino), del Boca Junios (tifato dal 50% + 1 dagli argentini, secondo loro), di Martin Palermo, della loro vita, dei mondiali di calcio.. ci si confronta mentre stiamo intorno al fuoco ed intanto mi offrono di tutto.. Mate (tutti gli argentini che me l'hanno offerto e quando gli dici che l'hai già assaggiato ma non ti piace granchè, tutti rispondono "perchè non te l'hanno fatto bene, prova questo"), Empanades, Choripan, ect
Provo a pagare più volte, ma niente.. non ci riesco.. è tutto offerto per "l'amigo italiano del Torino".
Quando si riempe la festa li lascio per farli lavorare in pace, ma questa gente semplice (alcuni anche senza denti o con i segni del loro pesante lavoro) con dei gesti amichevoli mi hanno fatto sentire come loro amico, a mio agio.

Il pomeriggio è passato via tra le varie competizioni a cavallo e con i vecchi che scommettevano soldi sul lancio dello zoccolo della mucca.

LANCIO DELLO ZOCCOLO

ALTRO PUNTO RISTORO

L'UNICO BAGNO PRESENTE

MISS GAUCHOS

SFIDE DA GAUCHOS


Un pomeriggio esaltante anche perchè vissuto con pochi altri turisti (una decina al massimo) e quindi molto molto reale.
Alle 6 e mezza decido di anticipare la cena e prendere un lomito (panino con bistecca).. porzione enorme, qualità buona ma non il massimo, anche perchè era la parte finale.. effettivamente a pensarci bene era da aspettare la 2a tornata di carne.
Tornando in bus, son parecchio stanco ma con una giornata da ricordare.

A proposito, ora ho finalmente assaggiato tutta la carne possibile.
Asado, chorizo, asado de tira, parilla (grigliata), sanguinaccio, lomito, choripan (pane e salsiccia), capretto.. ora mi dedicherò all'asado e bife de chorizo, le parti migliori!

Son le 11 di sera di sabato, tra poco vado a dormire tanto anche la serata di ieri non ha offerto molti spunti.
Dopo una birra in ostello son uscito a cena con il Mexicano-americano (The Motherfucker); due parole, mentre mangiavo una trota, con la chicca in cui gli spiegavo come fare la pasta all'italiana.
Poi, da solo, ho provato un paio di pub ma nonostante tutti dicano che qui c'è movimento, mi è sembrato un pò morto.
In particolare il secondo, che era un discopub molto pubblicizzato, alle 1 e mezza aveva dentro una ventina di persone, non di più.. parlando con il barista ho avuto poi la conferma che la città si riempe in due occasioni, durante la stagione invernale dove è piena di turisti (per sciare) e alla fine delle scuole, quando vengono qui a festeggiare il diploma una marea di giovani...
Quindi questo è periodo sbagliato.
Per ora, a parte Salta, non ho fatto molta vita notturna, un pò non c'è stata occasione e un pò che in questo viaggio sto cercando altro.. e per ora lo sto trovando.

E ora.. Perito Moreno, a noi due!


14 novembre - surprise!

Ore 15, che avventura! solo questa parola può rappresentare bene quello che è accaduto... una grande avventura! gli imprevisti fanno parte del viaggio e superarli rende la cosa ancora più eccitante.
Ma che è successo? C'è tempo.. ho 23 ore per scrivere qualcosa visto che al El Calafate ci arriverò in bus e non in aereo.. che storia! tutta l'Argentina da Nord a Sud in bus.
Perderò un giorno ma sono esaltato da questa situazione, ora riposo un pò mentre mi guardo il verde giallino sulle montagne e nelle distese qui intorno.. distese senza fine, dove ci sei tu, la strada e basta.

Il volo Bariloche-El Calafate è sempre stato sfigato; una volta comprato sono iniziati i problemi; prima i problemi con la nube vulcanica, poi hanno chiuso l'aeroporto e ci hanno dirottato ad Esquel obbligandoci a 4 ore di bus per arrivarci.
Ma almeno di questo ne eravamo consapevoli già un mese prima di partire..
Ora invece, levataccia alle 5 di mattina per essere portati in aeroporto dove poi veniamo informati che il volo è stato cancellato per sciopero.
Qui è scattato il panico, saremo una 80ina di persone, gente con tour programmati, persone che hanno tra 2 giorni già un altro volo prenotato.. insomma, tutti si accalcano e non si capisce cosa si possa fare.
Tornare a Bariloche e parlare con l'ufficio della compagnia aerea? Prendere un bus da Esquel? Ma c'è e se si, quando parte? (quelli dell'aeroporto sostengono che non oggi non c'è nessun bus), aspettare qui e provare a prendere il volo di domani?.. dell'aeroporto nessuno ci aiuta, in pratica siamo tutti lasciati a noi stessi.

Io studio un pò la situazione, parlo con tutti, divento il traduttore ufficiale spagnolo-inglese per una decina di persone..più che altro cerco di capire chi ha le idee più chiare.
E quando tutti siamo rassegnati nel tornare a Bariloche, io non son convinto.. non mi piace tornare indietro e poi per far che cosa?.
Allora rimaniamo fuori dal bus io e i più "svegli", una coppia di giovani cino-americani e un'altra di vecchi australiani.
In particolare i primi sostengono di aver prenotato al telefono, tramite un'agenzia di Bariloche, due posti sul bus Esquel-El Calafate che parte tra mezz'ora.
Allora sgaiattolo via da tutti e in taxi con i due arzilli vecchietti australiani raggiungiamo la stazione dei bus.
Alla stazione corriamo come dei pazzi! E' vero, il bus c'è! ma ha solo 4 posti liberi e così 2 vanno agli australiani e uno a me! Vamos!!!
24 ore di bus ma almeno perderò solo un giorno e ho la certezza di arrivarci.
Nel frattempo arrivano anche i cino-americani, della loro prenotazione non c'è traccia e quindi non c'è posto per loro.
Mi spiace, capisco il nervoso di mancare l'obiettivo per un pelo, e quindi li aiuto con il tipo dei biglietti (detto "il baffo"), gli avrei anche prestato i soldi visto che la compagnia dei bus accettava solo cash e loro non ne avevano abbastanza.
Mentre aspettiamo di partire pian piano arrivano anche gli altri passeggeri del volo; il baffo dell'agenzia è preso d'assalto e per un'oretta ritorno ad essere il traduttore ufficiale tanto che quando sto per partire sento una pacca sulla spalla, mi giro e vedo lui, il baffo, che esce a stringermi la mano e a ringraziarmi per l'aiuto prestato.
Devo ammettere che l'adrenalina era ai massimi; l'incertezza, la fuga di nascosto dal gruppo, la corsa per i posti sui bus e il lieto fine..
Perchè ormai questo era il massimo ottenibile, arrivare a El Calafate il giorno dopo.

E ora mi continuo a godere il paesaggio.. le stradi verdi, l'orizzonte vuoto, gli animali liberi di pascolare, fenicotteri rosa che beveno dalle pozze d'acqua, i paesini totalmente sperduti, la strada tutta sconnessa a una sola corsia che quando incroci un altro mezzo devi quasi fermarti.
Che dire? mi sento positivo, mi sento contento. .insomma mi sento vivo!

MONTAGNE POCO DOPO ESQUEL

IO SUL BUS

SCENDENDO VERSO EL CALAFATE

ANIMALI AL PASCOLO

A proposito.. sul bus chi mi becco? il giovane tedesco dell'ostello bevitore di panachè che avevo salutato ieri dicendogli che io ci sarei andato in aereo.
Lui è partito da Bariloche alle 11, a saperlo prendevo direttamente il bus e mi facevo anche il sabato sera!

Una parentesi la apro su cosa vuol dire avere un pò di esperienza in fatto di viaggi.
Oggi nello zaino avevo alcune cose fondamentali: soldi cash per ogni evenienza (se non li avessi avuti niente bus, visto che il bancomat era fuori uso), avere dollari (gli Euro non li avrebbero presi), avere qualcosa da mangiare (biscotti, sennò ora sarei a digiuno da quasi 20 ore), capire sempre chi ha idee chiare e chi no, parlare un pò con tutti visto che un aiuto inaspettato può sempre arrivare e poi avere una sim locale per chiamare ostelli, agenzie ect.
Dopo questo mi promuovo come viaggiatore indipendente e ora tutti in coro da stadio.. "tutti ai ghiacciai... andiamo tutti ai ghiacciai.."

ps. Adoro i viaggi così, sento una carica nuova!

lunedì 12 dicembre 2011

Argentina da nord a sud - 4.700 km in bus più Buenos Aires: parte 6!

10 novembre - rotolando verso Bariloche

Ore 11, ancora più di due ore di viaggio e tutto intorno è sempre pampas e terreno giallognolo con piccoli arbusti alti circa 30 cm; alla lunga il paesaggio diventa un pò monotono, interrotto solo da qualche area di sosta o da piccole cittadine, lontane ore e ore dal resto del mondo.

PAMPAS
...
Sono arrivato in ostello, prima cosa.. per ora neanche l'ombra di una ragazza! sono tutti tipi però una cosa è positiva, stasera Asado d'ostello, siamo in 12, sarà una bella serata.

L'impressione su Bariloche dopo le prime ore? Ha l'idea di essere una piccola Cortina, meno elegante ma con il fattore positivo di avere il lago. Ora siamo fuori stagione (un pò come Aprile da noi) e quindi c'è poca gente ma devo dire che ha del bel potenziale.
Mi lamentavo del caldo e sono stato accontentato, qui c'è un vento gelido che rinfresca bene.
Son contento.. gente nuova, posto nuovo e l'avventura prosegue.
Le ultime ore sul bus sono state spettacolari, dopo tanti km tutti uguali (pampas, terreno secco e piante basse) dal finestrino la vista è cambiata totalmente.
Il primo lago incrociato poi ha un'acqua così limpida, proprio da ghiaccio appena sciolto, e costeggiare il fiume con quel colore così acceso e vivo.. che contrastava con il cielo che sembrava quasi nebbia da quanta sabbia si era alzata dal vento.
Ed infine, dopo tanto, le piante alpine e Bariloche che si mostra in lontananza.


VICINO BARILOCHE

CIOCCOLATERIA A BARILOCHE

BARILOCHE - CATTEDRALE

L'ostello, gestito da una giovane coppia, è molto carino... e così vado subito in camera, mollo tutto, doccia ed inizio a girare per la città.
Fa veramente fresco, il vento punge ma la cittadina me gusta.
I panorami sono fantastici (le montagne, il lago, i colori) e gli edifici sono i classici da montagna e poi che dire delle tante cioccolaterie presenti? ad ogni angolo ce n'è una.

BARILOCHE CITTA' - VISTA DEL LAGO

BARILOCHE - PIAZZA DEL MUNICIPIO

Me la merito, mi sparo una cioccolata "patagonica" più tortina al limone (ottima!... come anche la bionda di fronte a me..)
Si vede comunque che è una città benestante.. lo si nota dai negozi, dalla gente e dai vestiti indossati.
Torno in piazza del municipio e ci sono ballerini e cantanti gauchos. E' il weekend dove celebrano la loro festa ed infatti sabato ci dovrei andare.

BALLERINI GAUCHOS

Ora vado ad aiutare a preparare l'Asado.. tanto poi domani lo smaltisco tutto in bici... Claro!


11 novembre - Circuito Chico

Venerdì, ore 19.30. son distrutto. veramente stanco morto ma moralmente esaltato da quest giornata.
Oggi ho camminato, scalato, pedalato.. tutto molto stancante ma entusiasmante.

Comunque il top è stata la serata precedente, l'Asado d'ostello in cui alla fine eravamo in 16 persone
Il tipo dell'ostello si è messo a cucinare mentre un pò tutti si davano da fare; chi al fuoco, chi sistemava il tavolo, chi andava a prendere a bere.
Quel pazzo ha comprato 600 grammi a testa più un salsiccione.. e così, mentre aspettavamo che il fuoco facesse il suo dovere, le birre e il vino sono partiti a nastro.
Prima si è iniziato con la salsiccia e poi l'Asado.. sarà stato alto 4 cm e grosso come due mie mani.. Il vino scorreva a fiumi e intanto si iniziava a conoscere un pò gli altri compagni d'ostello.
Vicini a me ci sono i "due" di Barcellona con ho subito legato nonostante non gradissero molto la mia stima in Mourinho; poi la coppia colombiana amante della salsa a cui insegno a dire in italiano "vaffanculo".
Con il passare del tempo (e dell'alcool) anche i più timidi si conoscono.. dal giovane canadese che si è preso un break di soli 6 mesi; al tedesco che beve solo panachè (birra+gassosa) al mexicano-americano soprannominato "motherfucker", all'unica tipa single presente.. una tedesca che fa subito comunella con un altoatesino.
Alle 2 lascio i superstiti perchè domani voglio fare il Circuito Chico e, a differnza di molti, non posso permettermi di passare la mattina a dormire.
Infatti quasi tutti fanno via dai 3 ai 6 mesi, bho.. da una parte li apprezzo ma dall'altra penso che molti perdano tempo.. magari per giorni stanno a far serata, stare su facebook, cazzeggiare.. non so, io forse la vivrei diversamente..ma giustamente ognuno se la passa come preferisce.
Comunque dopo questa serata son soddisfatto, è bello passare del tempo con gente sempre nuova.


ASADO D'OSTELLO - QUELLO CHE E' AVANZATO + FOTO DI GRUPPO
La mattina mi sveglio presto, alle 8, e poi esco per la città semideserta; colazione in cioccolateria e il tempo si fa veramente splendido, il freddo è sparito e il sole illumina il lago.
Mi faccio fare due panini da "la Toscana" (negozio che vende alimenti dove la proprietaria ha ovviamente i nonni italiani) e in bus vado verso l'inizio del Circuito.

Scendo alla fermata per il Cerro Campanario, siamo solo io e un altro giovane tipo.. ci guardiamo, lo osservo un attimo... è italiano.. Facciamo due parole e insieme decidiamo di arrivare in cima alla vetta per il sentiero evitando di prendere la nuova funivia.
Mentre saliamo si parla, ci si scambia idee e opinioni e così i 30 minuti di scalatata volano; poi, su in cima, è una cosa mozzafiato. un paradiso.
Da qui in alto si vedono questi laghi giganteschi, con dietro le vette e tutto il verde delle piante intorno... e poi il colore dell'acqua, chiarissimo e limpido.




VISTA DAL CERRO CAMPANARIO

Mi gusto questa vista e questi posti senza fiatare; dopo mezz'oretta saluto Marco (con cui magari ci si rivedrà a El Calafate) e vado a prendere la bici.
Mi aspetta il tour di 27 km tra paesaggi mozzafiato e momenti di totale solitudine.. solo io, la natura e la bici.

IO E LA MIA BICI

E' tutto un saliscendi e in salita mi sembra di essere a volte come Abraham Olano nel famoso giro del 1996 e a volte scattante come il miglior Chiappucci.. le fatiche della serata si fanno sentire e in alcuni pezzi arranco proprio, però ad ogni panorama spettacolare che vedo le forze tornano.
Quando mi fermo su una spiaggia deserta a mangiare i due panini mi sento in paradiso.. il sole, la calma.. sto bene, sto da Dio.




CIRCUITO CHICO

Vado a pensare anche come sia il caso che ti porta a certe situazioni, se avessi seguito il programma e non avessi tagliato un giorno a San Juan ora avrei perso l'Asado di ieri sera e questo giro in bici..
Nel pezzo finale in bici vedo che anche qui la speculazione edilizia avanza, anche all'interno del parco.. tra apa-hotel, ristobar,ect.. è veramente un peccato.
Dopo 4 ore il giro è finito, riporto la bici e torno a Bariloche sempre con il colectivo.
Son soddisfatto e per riposare mi butto sui prati vicino al municipio e prendo un pò il sole; poi assisto in piazza ad alcuni spettacoli gauchos, ma per questo c'è domani.
Ora, anche se con le gambe a pezzi, andrò a vedere come funzione qui il venerdì sera.. ma a dir la verità son già contento così.

sabato 10 dicembre 2011

Argentina da nord a sud - 4.700 km in bus più Buenos Aires: parte 5!

8 novembre - la giornata storta a San Juan

Ore 19.45, sto bevendo la 2a Quielmes (avevano solo questa..) della giornata.
Ecco, dopo una settimana è arrivata la prima giornata un po’ storta del viaggio; sarebbe dovuto succedere, lo immaginavo ma non me l'aspettavo ora.
Non so, oggi tutto è girato contro, a partire dall'arrivo.

Dopo una notte buona in bus, dove ho dormito quasi 7 ore piene (maledetta la vicina cicciona che continuava a scrivere SMS, sennò sarebbero state anche di più), mi sveglio baciato dall'alba che sorge dalla pampas, come inizio è spettacolare.. e mi chiedo cosa potrei volere di più.

Però la situazione cambia, sceso dal bus provo a cercare da dormire. dalle 8 alle 9.30 di mattina giro in centro cercando un alloggio. Inizio dagli hotel suggeriti dalla lonely planet, poi l'ostello ed infine anche il gran hotel.. ma niente, non c'è una camera libera. in città c'è un congresso e tutti mi guardano come dire "sarà dura trovare un posto dove dormire, hombre"
Giro per un po’ e alla fine vado all'ufficio turistico della città, al banco c'è Carlos, che con una calma olimpica inizia a spiegarmi le attrattive del posto (in particolare la routa del vino e il Parco Provinciale Ischigualasto/Valle della Luna… che alla fine sono i motivi per cui mi sono fermato qui) e poi mi garantisce che mi troverà lui una sistemazione.
Chiama un po’ di hotel e anche questi risultano tutti pieni (le telefonate lunghissime, tra "un abbraccio", un "besito grande", ect.ect); alla fine mi piazza in un hotel/ostello/? , l'unico disponibile e al telefono dice testualmente "dai la migliore camera che hai al mio caro amico italiano".
Quando mi saluta con l'abbraccio ho già capito che è una topaia.

Arrivo in hotel, che almeno è centralissimo, e bho… io ho già dormito in postacci ma questo li batte tutte; muri scrostati, lenzuola arrivate qui con i primi migranti italiani nell'ottocento, no ventilatore, materasso alto 5 cm sfondato che quando ti sdraii praticamente dormi sulle asse in legno, strani insetti sulla parete; e poi ovviamente il bagno in comune grosso come metà di uno normale.
All'inizio volevo scappare ma poi mi rassegno, anche perché a prima vista un minimo impegno nella pulizia del bagno c'è stato.. e poi dove vado ? a dormire in stazione?
Non so ma mi sembra di essere finito nella stanza che aveva DiCaprio in The Beach.
Dovrei passare qui due notti, per il momento blocco la camera solo per una, e so già che non saranno rilassanti.

L'ESTERNO DELL'HOTEL... LA PARTE MIGLIORE

Ultima sventura giornaliera è data dal motivo per cui son qui, il tour al parco valle della Luna che vorrei fare il giorno seguente..Ischigualasto si trova a 4 ore di auto e San Juan è la città più vicina; la mia idea era di prendere un'escursione che in giornata ti portava al parco e ritorno.
Provo in 3 agenzie di viaggio ma qui è bassa stagione per via del caldo e quindi per una sola persona non la fanno a meno di non pagare per 3 (180 euro totale..al posto di 60 :? ).. così, un po’ indispettito, gli lascio il numero di cell per vedere se qualcuno li contatta e finalmente esco a rilassarmi e a far colazione.

" flashforward"

E' la mattina seguente e San Juan si rileva ostica anche nel lasciarla! son alla stazione degli autobus e c'è già un'ora di ritardo!
Pensando alla prima lunga trasferta in bus (Salta-San Juan) mi vengono in mente le cose belle (la pampas, la natura, l'alba che mi sveglia..) ma anche quelle che ti fanno riflettere.
Uscendo dalle città, passando per le periferie o in piena campagna molte cose mi impressionano.
Se è possibile, la povertà è ancora maggiore che nei paesini sopra Salta, qui c'è povertà allo stato massimo.
Case sempre più improvvisate, bambini che giocano con l'immondizia, carretti tirati da cavalli, sacchetti di plastica bruciati, 3/4 persone su motorette talmente vecchie che le nostre d'epoca sono nuove a confronto, tanto tanto sporco con cui la gente convive tranquillamente.
Mi son sentito molto fortunato e sicuramente la botta maggiore è stata nelle periferie dove c'erano una serie di ragazzini che lavavano i macchinoni dei ricchi per due soldi.
E poi anche quando, dopo la cena sul bus in cui tutto (scarti, immondizia e cibo non mangiato) è stato buttato in sacchi neri, l'autista si è fermato in un paesino sperduto e per una "tangente" ha mollato i sacchi lì, a disposizione della tanta gente che era in attesa di poterci rovistare dentro.
Questo mi ha fatto pensare a una persona, a Maradona, che arrivava da una situazione simile e che, una volta famoso e ricco, ha rinnegato il suo passato.. Ecco non bisogna mai dimenticare da dove si viene, alla fine chiunque tu voglia apparire di essere, dentro di te porti i segni delle tue origini.



SUL BUS... SOLO IO, I MIEI PENSIERI E IL VIAGGIO

"fine F.F."

Tornado a ieri, nel resto della mattinata ho girato la città di San Juan, che non è niente di che.. molto moderna visto che è stata ricostruita dopo il terremoto del 1944. anche la cattedrale è modernissima ma in compenso la città è piena di gente.
VIA PEDONALE DI SAN JUAN

VENDITORE DI SPREMUTE A S. JUAN

Anche qui ci sono code lunghissime in due posti.. le banche e i negozi di telefonia.. devo indagare.

CODA AL DI FUORI DI UNA BANCA

Alle 13.30 ci sono 36/37 gradi, non li reggo ma per fortuna nel pomeriggio potrò fare la routa del vino.

Alle 14 ho appuntamento con Rolando, taxista che porterà me e una sciura di Buenos Aires per cantine. Rolando arriverà con mezz'ora di ritardo e così mentre lo aspetto davanti alla cattedrale noto un'altra particolarità. quasi tutti, quando passano davanti alla chiesa, fanno il segno della croce… non importa se sono a piedi, in moto o in auto.. lo fanno tutti.
Il taxista è simpatico e parla tanto spiengandomi le diverse zone della città, del terremoto e del motivo di questo caldo.. in questi giorni c'è la Zonda, il tipico vento caldo.
Mentre andiamo a prendere la signora mi godo il panorama, in pochi km si cambia scenario più volte. Si passa dalle rocce argillose al verde per poi tornare ad ambienti desertici quasi lunari; tutto mentre in giro poi ci sono tanti ciclisti.
La mia impressione è che sia molto secco e i vari vigneti siano alimentati solo dall'acqua portata qui con dei canali.

Le cantine comunque sono interesanti, la prima è scavata all'interno di una montagna, dicono sia l'ideale per lo champagne (anche se per me è un vino abbastanza orribile).. l'origine dei sentieri scavati nella roccia dicono sia derivata da interesse turistico, anche se potrebbe essere che sia stata fatta per nascondere i rifugiati nazisti che sono arrivati in massa in queste zone.

CANTINA NELLA MONTAGNA

L'ASSAGGIO DEL PESSIMO CHAMPAGNE

La seconda cantina è decisamente meglio, è quella della famiglia "Graffigna", di chiara origine italiana.
Prima si gira per il museo, poi si visitano i luoghi della produzione ed infine un po’ di assaggi.
Anche qui nel giro becchiamo una giovane coppia tedesca, lei è veramente buona e così faccio un po’ di conversazione approfittando del fatto che faccio un po’ da traduttore.

CANTINA GRAFFIGNA

A proposito di tipe, qui le trovo un po’ brasilianeggianti… cioè tipo rotocalco o foto di argentine che vediamo qui in Italia (generalmente le fidanzate dei calciatori).. ma la massa comunque non è molto buona..


SAN JUAN

Il pomeriggio alla fine è andato bene, ma in serata arrivano brutte notizie per il tour al parco, non c'è nessuno e quindi non si fa. Decido di anticipare la partenza per Bariloche, dove arriverò un giorno prima.. poi questo caldo non lo reggo (39 gradi alle 7 di sera) e finora i cambi di programma sono sempre andati bene.
Per cena mi gusto una parrilla nel ristorante consigliato.. e chi mi becco? ancora la coppia tedesca..mi sa che lei mi voleva proprio fare. Comunque la grigliata di carne è eccezionale (il sanguinaccio super!) mentre il vino ancora non mi esalta.. è ancora troppo giovane per i miei gusti.
E' martedì e in giro non c'è gente e così' vado a dormire nel mio magnifico hotel… ma dormirò??
Dai tra poco arrivo a Mendoza, son stra-curioso.. a saperlo prima del tour ci sarei andato direttamente saltando San Juan.. ma il bello del viaggio è anche questo, non sai mai che ti può capitare.
Son carico!

9 novembre - Mendoza

Sono le 21, si parte.. anzi si riparte! E' l'ultimo bus, quello più lungo, tanto che arriverà dopo l'una del pomeriggio. Stase non ho tanta voglia di scrivere.. leggerò un pò, però devo dire una cosa, son contento.. Mendoza mi è proprio piaciuta, gran città! dopo la delusione di ieri ci voleva.
Anzi, rimane un pò di rammarico, ad averlo saputo prima del mancato tour alla valle della luna, arrivavo qui già ieri.. facevo il winetour in bici (non in taxi) e serata a Mendoza che sembra molto ben predisposta tra locali, università e parecchi ostelli.
Vabbè, peccato ma è andata così, un'esperienza in più.
Domani racconterò della notte a San Juan.

...

7 di mattino, mi sveglio e mancano ancora sei ore di viaggio, che dormita! 9 ore filate. L'ipod spara Roll with it degli Oasis, non può non essere una bella giornata.
Torniamo un pò a ieri, anzi a ieri notte.. nell'hotel di San Juan.
Torno lì dopo l'ottima cena visto che al martedì sera lì non c'è molto da fare.. preparo la valigia e provo ad addormentarmi.
Come cuscino uso quello gonfiabile dell'aereo e mi metto in posizione mummia con una serie di salviette igeniche tutt'intorno.
Fa un caldo terribile, maledico l'assenza del ventilatore e poi inizio a sentire un via e vai continuo.. alla porta d'ingresso ci sono quei gingillli orientali che suonano ogni volta che la aprono.. suonano ogni 10 minuti tanto che mi sembra di essere a un matrimonio cinese!
Dopo un pò capisco.. è un hotel a ore.. ecco perchè c'era posto! la stanchezza comunque ha il sopravvento e mi addormento, ma è un sonno ad intermittenza.. non posso dire di essermi riposato bene.

Riprendendo il viaggio verso Mendoza torno a chiedermi come questa terra così arida riesca a fornire così tanto vino, ok ci sono i canali d'acqua.. ma quanto potrà durare?

VIGNETI FUORI MENDOZA

Ecco, osservando questi canali vedo che sono il gioco preferito dai bambini. si tuffano dentro lanciandosi in mille modi e diciamo che l'acqua non è il massimo della pulizia.
Altra cosa con cui li vedo spesso giocare è il pallone, ci sono campi da calcio ovunque.. di tutti i tipi. alcuni belli, altri secchi, o verdi, improvvisati, sul cemento.. praticamente di ogni genere.
Con Mendoza invece è stato amore a prima vista (anche perchè se arrivi da un cesso..la prima normale ti sembra una topmodel, no?)

Arrivo in tarda mattinata alla grande stazione degli autobus e già la temperatura è perfetta, caldo ma non fortissimo come a San Juan.
Il centro città è particolare, ha una grande piazza centrale e intorno altre 4 piazze più piccoline disposte come ai vertici di una "X"
E' la città più grande vista finora.. ci sono negozi, vie pedonali, molto verde e molte molte molte gnocche.
Mi giro tutte le 5 piazze con calma (le più belle plaza Indipendencia e Plaza d'Espana) e intanto curioso un pò tutto; mi sembra quasi di essere a casa, in Italia, ma del resto è una sensazione che ho avuto per tutto il viaggio.. gli atteggiamenti, i modi di fare, le attività.. è tutto molto simile a noi.

PLAZA INDIPENDENCIA

BAMBINI GIOCANO A CALCIO IN PLAZA ESPANA

Visto che ci siamo a pranzo mi sparo la prima pizza, li metto alla prova dato che loro sostengono che la pizza argentina è migliore di quella italiana.
..
Ma, a pranzo finito, dico che la pizza non è male, molto buona, ma distante dalla nostra e poi abbastanza pesante dato che è spessa.
Mentre la finisco sorseggiando cerveza in televisione stanno parlando della caduta del berlusca.. mai come in questo momento mi sento lontano e staccato da quello che sta accadendo a casa.. in questi giorni son stato solo io, il mio viaggio e quello che capita strada facendo.. senza nessun tipo di pensieri.. che bella sensazione!
Finito di mangiare, alle 2 passate, è tutto chiuso.. la città è totalmente diversa.. ora è deserta, vuota!
Allora vado a piedi verso il parco e per caso prendo la via della movida notturna, è un continuo di alternarsi tra bar, locali, università e ostelli.. Maledetta San Juan! se ieri sera fossi stato qui...

mentre sto scrivendo con il bus siamo arrivati a Neuquen, la gente che sale ha tutta il pail e la faccia da indio o da argentino, tanto che mi sembra di essere l'unico turista.. ovviamente di fianco a me non si siede nessuna bonazza..
Iniziamo a scendere verso sud, direzione Bariloche, anzi.. Rotolando Verso Sud (come cantano i Negrita). Mi mancherà il nord? Intanto qui all'esterno dal terreno roccioso e desertico stiamo passando al verde, anche le case e gli edifici sono messi molto meglio, zero baracche.. effettivamente si vede che qui è molto più ricca.. è la zona dei tanti frutteti come mi racconta il mio vicino che fa il pendolare per una ditta locale.

Oggi son un pò confusionario.. salto da Mendoza a Bariloche.. per la testa ho tante idee, tanti pensieri.. Comunque Mendoza ha confermato due cose.
Una che non potrò mai viaggiare solo in zaino, averlo avuto (anche se piccolo) sulle spalle anche solo per un giorno mi ha dato un fastidio assurdo.. quasi insopportabile.
La seconda cosa è che sono testardo!.. infatti girando per il parco e ben sapendo che non arriverò mai a piedi al Cerro della Gloria (monumento su una collinetta al di fuori del parco di Mendoza) ho continuato imperterrito sotto il sole cocente.
Però almeno vedo bene come questa area che tanti anni fa era deserto mentre ora è un polmone verde bellissimo, con campi da tennis, un laghetto per vogare, tanti circuiti per fare jogging, campi da calcio.. spettacolare!

PARCO SAN MARTIN - MENDOZA

Dopo due ore e dopo aver sbagliato strada ci rinuncio e raggiungo il Cerro in taxi, però per pagare le mie penitenze mi faccio lascire in fondo all'ultima rampa e me la faccio a piedi.. nà faticaccia.

CERRO DELLA GLORIA

In alto il monumento a me non dice molto, immagino sia importante per gli argentini, però da qui godo di un panorama della madonna dove si nota come la città sia circondata da deserto/roccie e che tutto questo fa un forte contrasto con verde del parco.


VISTA DAL CERRO DELLA GLORIA

Pagato penitenza torno in centro e mi rilasso mentre la città si risveglia, mi faccio un caffè (perfetto) in uno dei tanti bar con tavolini e mi godo lo struscio (ma quanta figa c'è???).
In questi momenti mi sento felice, rilassato, senza problemi..

MENDOZA - VIA PEDONALE

Purtroppo alle 20.45 ho il bus per Bariloche, ritiro il bagaglio e mi vado a dare una sciacquata/lavata nei bagni della stazione (mai l'avrei pensato di farlo in vita mia).
E' presto e mi faccio un gelato, con 2 euro me ne danno uno gigante e veramente ottimo.

E ora? che mi aspetta a Bariloche? Sarà troppo turistica? Farò la 2a bella serata del viaggio?
"ogni ciccatrice è un autografo di Dio"... son passati 9 giorni e mi sembra una vita, per ora l'esperienza più forte di tutta la mia vita